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Sant' Ursino (Orsino) di Bourges Vescovo

9 novembre

† seconda metà del III secolo

Primo prelato di Bourges, Francia. Trasformò in chiesa la casa del senatore Leocadio.

Martirologio Romano: Presso Bourges in Francia, sant’Orsino, primo vescovo, che annunciò al popolo Cristo Signore e per i credenti, per la massima parte poveri, trasformò in chiesa la casa di Leucadio, senatore delle Gallie ancora pagano.


Sant’Ursino è celebrato a Bourges in Francia, di cui è patrono, il 29 dicembre e il 9 novembre; mentre il Martirologio Romano celebra il primo vescovo di quella città, il 9 novembre (forse il giorno dell’elevazione delle reliquie).
Sulla figura del santo vescovo della Gallia, sono state scritte nel tempo varie ‘Vite’, che come al solito sono in buona parte leggendarie, favolose e dense di errori cronologici.
Qui ci atteniamo al testo del grande vescovo e storico Gregorio di Tours (538-594), che nella sua “Historia Francorum”, lo descrive mandato nella Gallia con i sette primi vescovi.
Nell’altra sua opera “De Gloria confessorum”, capp. 79 e 90, Gregorio di Tours dice che Ursino è uno dei 72 discepoli degli Apostoli, precisando che era presente all’Ultima Cena, con funzione di lettore di tavola.
Quest’ultima versione è molto popolare nella regione del Berry, la cui tradizione aggiunge che Ursino era presente alla Passione, seguì gli Apostoli fino alla Pentecoste, ricevendo anche lui lo Spirito Santo. In seguito avrebbe accompagnato s. Stefano, raccogliendone il sangue quando subì il martirio. Sarebbe stato papa Clemente (88-97) ad inviarlo nelle Gallie.
In realtà tutta questa versione è fantasiosa, soprattutto per il periodo storico; perché facendo seguito alla versione della “Historia Francorum”, Ursino giunto nel Berry, dopo aver predicato, convertito e battezzato buona parte della popolazione, specie i più poveri, volle costruire la prima chiesa della regione a Bourges; la costruì nella proprietà di un ricco pagano convertito, il senatore s. Leocadio († inizi del IV secolo), membro della famiglia di s. Vettio Epagato, martirizzato a Lione nel 177.
Dopo consacrata la chiesa, Ursino vi depose la reliquia del sangue di s. Stefano Protomartire; e dopo aver governato la Chiesa di Bourges per 27 anni, il primo vescovo Ursino morì un 29 dicembre di un anno imprecisato della seconda metà del III secolo.
Questi pochi dati cronologici, come la morte di s. Leocadio, il martirio di s. Vettio, l’istituzione della Chiesa di Bourges intorno al 250, indicano credibilmente che s. Ursino sia vissuto nel III secolo, mentre gli altri racconti, fra l’altro passati nella tradizione popolare, lo pongono erroneamente nel I secolo, nel periodo apostolico.
S. Gregorio di Tours continua il racconto, narrando il ritrovamento miracoloso del sarcofago del santo, sotto una vigna in un antico cimitero, al tempo dell’episcopato di Probiano, in un arco di tempo dal 558 al 573. Le reliquie furono portate nella Basilica di S. Sinforiano, che prese in seguito il nome di S. Ursino.
Nel 1055, Ugo vescovo di Lisieux, chiese ed ottenne alcune reliquie di s. Ursino, le quali furono oggetto di ricognizioni canoniche nel 1399 e nel XVII e XVIII secolo; altre reliquie si conservano a Chaussée-Saint-Victor, fin dal 1379.
Il culto per il santo vescovo, oltre che a Bourges è diffuso in Normandia, nelle diocesi di Lisieux, di Bayeux, di Rouen, di Blois, in varie date, più volte spostate.
La cattedrale di Bourges è la più grande testimonianza del profondo culto che lega la città al suo santo protovescovo Ursino. Le opere d’arte e di culto lì esistenti, sono tutto un inno alla devozione per il santo patrono.
A lui sono dedicate, una delle più celebri vetrate del XIII secolo e le sculture della Porta di S. Ursino del XV secolo, che narrano gli episodi culminanti del santo evangelizzatore del Berry.
In altre opere d’arte custodite nel Museo di Bourges e nella chiesa di Lisieux (razzi e trittico), sono riprodotte scene della leggenda di Ursino, testimone all’Ultima Cena di Gesù con gli Apostoli.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2006-10-09

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