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† Persia, circa 343
E' ricordata come vergine e martire della Persia del IV secolo, nel contesto delle persecuzioni contro i cristiani durante il regno di Sapore II. Il Martyrologium Romanum la presenta come proveniente dalla terra dei Garamei e uccisa per ordine del re persiano; la stessa formulazione costituisce oggi il nucleo più sobrio della memoria liturgica occidentale. La regione dei Garamei corrisponde al Beth Garmai, territorio storico dell'Alta Mesopotamia centrato sull'area di Karka d-Beth Slokh, l'odierna Kirkuk, e compreso tra il Piccolo Zab, il Tigri, il Diyala e i monti di Hamrin. La cronologia tradizionale colloca il martirio intorno al 343, ma le fonti antiche non conservano elementi sufficienti per stabilire una data precisa. La figura di Mamlacha è inoltre strettamente collegata, nella tradizione agiografica greca e nella storiografia successiva, alla martire chiamata Mamelta o Mamelchtha. L'identificazione tra i diversi racconti e le diverse forme onomastiche è stata però oggetto di discussione tra gli studiosi.
Etimologia: Dall'ebraico מַמְלָכָה, mamlākāh, termine che significa 'regno', 'sovranità', 'dominio' e deriva dalla radice מלך, mālak, 'regnare'.
Martirologio Romano: Commemorazione di santa Mamláca, vergine e martire, che, giunta in Persia dalla terra dei Garamei, fu uccisa per ordine del re Sabor II.
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Le informazioni biografiche su Mamlacha (Mamelcha, Mamelchtha, Mamelta, Mamelta) sono estremamente limitate. Il Martyrologium Romanum la definisce vergine e martire e afferma che giunse in Persia dalla terra dei Garamei, dove fu messa a morte per ordine di Sapore II. Non sono conservati dati sicuri sulla sua nascita, sulla famiglia, sull'educazione o sulle circostanze che determinarono il suo trasferimento. Il Beth Garmai era una regione storica della Mesopotamia settentrionale, appartenente al mondo politico sasanide. Il centro principale era Karka d-Beth Slokh, identificato con l'odierna Kirkuk. La regione aveva una presenza cristiana significativa e costituì in seguito una delle principali aree ecclesiastiche della Chiesa di lingua siriaca.
Il martirio sotto Sapore II Sapore II, re dei Sasanidi dal 309 al 379, governò l'impero persiano durante un lungo periodo di tensioni con l'Impero romano. Nel suo regno si verificarono persecuzioni contro i cristiani, particolarmente nelle regioni occidentali dell'impero. Le fonti cristiane collegano tali persecuzioni anche al timore che i cristiani potessero essere considerati politicamente vicini all'impero romano, divenuto progressivamente cristiano. La ricerca moderna ha tuttavia sottolineato la complessità delle cause e la varietà delle situazioni locali, evitando di ricondurre ogni episodio a un'unica motivazione. Per Mamlacha il dato fondamentale trasmesso dalla memoria liturgica romana è la condanna a morte impartita da Sapore II. Non sono invece conservati dati sufficientemente sicuri sul procedimento giudiziario, sul luogo preciso dell'esecuzione o sulle modalità concrete della morte. Il Martyrologium Romanum non specifica la forma del martirio.
Mamlacha e Mamelta La tradizione agiografica greca conserva una figura chiamata Μαμελχθα, trasmessa in latino come Mamelchtha o Mamelta. Il racconto sviluppato nei menologi bizantini presenta una biografia molto più ampia: la donna sarebbe stata sacerdotessa di Artemide, avrebbe ricevuto una rivelazione in sogno, sarebbe stata condotta al battesimo dalla sorella cristiana e sarebbe stata lapidata dai pagani mentre indossava la veste bianca battesimale. Il racconto aggiunge che il corpo sarebbe stato gettato in un lago e successivamente recuperato dai cristiani. Questi particolari non possono essere posti sullo stesso piano della breve notizia del Martyrologium Romanum. Mancano infatti testimonianze contemporanee che consentano di verificarli. Gli stessi Bollandisti discussero a lungo il rapporto tra Mamelta e Mamlacha. Un commento pubblicato nell'Ottocento tendeva a distinguere le due figure, mentre studi bollandisti successivi riconobbero nella Mamlacha delle fonti siriache e nella Mamelchtha dei sinassari greci la medesima martire, giudicando inoltre la passione greca una costruzione agiografica tarda rispetto al nucleo più antico della memoria. La distinzione tra il dato liturgico e il racconto agiografico è quindi essenziale. La memoria di una martire persiana chiamata Mamlacha è attestata nella tradizione cristiana; i dettagli della sua conversione, del suo precedente ruolo sacerdotale, della lapidazione e del recupero delle reliquie appartengono invece a una tradizione agiografica sviluppata successivamente.
Il Beth Garmai Il nome Garamei utilizzato dal Martyrologium Romanum rinvia al Beth Garmai, in siriaco ܒܝܬ ܓܪ̈ܡܝ, regione storica dell'Alta Mesopotamia. Il Syriac Gazetteer la colloca tra il Piccolo Zab a nord, il Tigri a ovest, il Diyala a sud e i monti di Hamrin a est, indicando come centro principale Karka d-Beth Slokh, l'odierna Kirkuk. Il territorio apparteneva all'Impero sasanide e ospitava comunità cristiane già prima della costituzione, nel 410, della provincia ecclesiastica di Beth Garmai. Le fonti sui martiri persiani conservano numerosi nomi provenienti da questa regione, confermando il suo rilievo nella storia del cristianesimo siriaco.
La persecuzione di Sapore II Il regno di Sapore II coincise con una lunga fase di persecuzioni contro i cristiani dell'impero sasanide. Le fonti siriache e greche tramandano numerosi martiri, ma la moderna storiografia ha evidenziato che la violenza non fu uniforme in tutto il territorio e che le motivazioni variarono secondo le circostanze politiche e locali. Le accuse di infedeltà o di collegamento con Roma compaiono ripetutamente nelle fonti, ma il loro peso storico e la loro interpretazione sono oggetto di discussione. Mamlacha appartiene a questo più ampio gruppo di memorie martiriali persiane. La sua vicenda individuale, tuttavia, è conservata in forma molto più breve rispetto a quella di altri martiri del periodo.
Curiosità La memoria occidentale di Mamlacha ha avuto una significativa variazione onomastica e calendaria: nelle tradizioni più antiche della Chiesa latina compare Mamelta il 17 ottobre, mentre il Martyrologium Romanum riveduto la registra come Mamlacha il 5 ottobre. La coincidenza con la memoria greca del 5 ottobre favorisce il collegamento tra le diverse forme della tradizione.
Cronologia - circa 343 - Tradizionale collocazione del martirio di Mamlacha durante il regno di Sapore II. La data precisa non è documentata. - V secolo o periodo successivo - Le tradizioni agiografiche greche sviluppano il racconto di Mamelta/Mamelchtha, aggiungendo particolari sulla conversione, sul battesimo e sulla morte. La datazione del racconto non coincide necessariamente con quella del martirio. - 410 - Il Beth Garmai viene inserito nell'organizzazione ecclesiastica della Chiesa d'Oriente come provincia ecclesiastica, con centro a Karka d-Beth Slokh. - 2004 - L'edizione del Martyrologium Romanum registra il 5 ottobre come memoria di santa Mamlacha, vergine e martire, proveniente dalla terra dei Garamei e uccisa per ordine di Sapore II.
Valutazione storico-critica - L'esistenza di una tradizione cristiana antica relativa a una martire persiana chiamata Mamlacha è sostenuta dalla presenza del nome nelle tradizioni siriache e greche e dalla sua inclusione nel Martyrologium Romanum. Il nucleo più sobrio della memoria è costituito dall'origine nella terra dei Garamei, dal martirio in Persia e dal collegamento con Sapore II. - La data intorno al 343 appartiene alla tradizione cronologica associata alla persecuzione di Sapore II, ma non è possibile stabilire con sicurezza giorno e anno del martirio di Mamlacha. La breve formulazione del Martyrologium Romanum non fornisce una data precisa. - L'identificazione tra Mamlacha e la Mamelchtha dei sinassari greci è stata discussa nella storiografia agiografica. Una precedente analisi bollandista distingueva le due figure sulla base delle differenze tra i racconti; una successiva analisi bollandista ritenne invece che le diverse forme indicassero la stessa martire e considerò la passione greca una costruzione agiografica posteriore. - I particolari secondo cui Mamlacha sarebbe stata sacerdotessa di Artemide, convertita attraverso una visione, battezzata dalla sorella, lapidata mentre indossava la veste battesimale e successivamente venerata in una chiesa costruita sul luogo di un tempio pagano appartengono alla tradizione agiografica greca. Non sono confermati da una testimonianza contemporanea indipendente. - Il rapporto tra Mamlacha e le altre vergini del Beth Garmai ricordate nelle fonti siriache è attestato dalla tradizione dei martiri persiani. Una fonte bollandista collega Mamlacha ad Abiatha e Hattai, ricordandole come vergini della Garamaea messe a morte sotto Sapore. La successiva identificazione con la Mamelchtha greca non elimina però le differenze presenti nelle rispettive tradizioni narrative. - Il contesto storico generale del martirio è compatibile con la persecuzione dei cristiani durante il regno di Sapore II, ampiamente attestata dalle fonti persiane cristiane e studiata dalla storiografia moderna. La portata e le motivazioni della persecuzione rimangono oggetto di discussione, soprattutto riguardo al rapporto tra fattori religiosi e conflitto romano-sasanide. - Non sono documentati con sufficiente certezza il luogo preciso della morte, i familiari, l'età, l'eventuale precedente attività religiosa, le modalità concrete dell'esecuzione e la sorte delle reliquie.
Fonti e bibliografia essenziale - Martyrologium Romanum, editio typica altera, 2004, memoria del 5 ottobre. L'edizione ufficiale è indicata dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. - Acta Sanctorum, commenti bollandisti relativi ai martiri persiani e alla tradizione di Mamlacha/Mamelchtha. La discussione mette a confronto le fonti siriache e i sinassari greci e analizza criticamente la passione di Mamelta. - Assemani, Stephanus Evodius, Acta sanctorum martyrum orientalium et occidentalium, Roma, 1748, parte I, con le tradizioni siriache relative ai martiri della Garamaea. - Sozomeno, Historia ecclesiastica, libro II, capp. 9-14, fonte greca fondamentale per il quadro della persecuzione dei cristiani persiani sotto Sapore II. - Morony, Michael G., 'Bēṯ Garmē', Encyclopaedia Iranica, vol. IV, fasc. 2, p. 187, per la storia e la geografia della regione del Beth Garmai. - Brock, Sebastian P. et al., The Gorgias Encyclopedic Dictionary of the Syriac Heritage, Gorgias Press, 2011, voce 'Beth Garmai'. La regione è identificata come provincia ecclesiastica compresa tra il Piccolo Zab, il Tigri, il Diyala e i monti di Hamrin. - Encyclopaedia Iranica, 'Martyrs, Christian', per il quadro storico delle persecuzioni cristiane nell'impero sasanide durante il regno di Sapore II. - Encyclopaedia Iranica, 'Šāpur II', per il regno di Sapore II, la politica religiosa e il contesto delle persecuzioni contro i cristiani.
Autore: Giampietro Cattini
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