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San Gregorio il Decapolita Monaco

20 novembre

Irenopoli, Isauria, 762 – Costantinopoli, 20 novembre 862

San Gregorio il Decapolita visse nell’VIII secolo. Condusse prima vita monastica, poi anacoretica. Fattosi infine pellegrino, soggiornò per lungo tempo a Tessalonica e poi a Costantinopoli, dove si trovò a combattere l’iconoclastia e poi morì. Le sue reliquie sono venerate oggi in terra romena.

Martirologio Romano: A Costantinopoli, san Gregorio Decapolitano, monaco, che condusse dapprima vita monastica e poi anacoretica; fattosi quindi pellegrino, risiedette molto a lungo a Salonicco e, infine, a Costantinopoli, dove rese l’anima a Dio combattendo strenuamente in difesa del culto delle sacre immagini.


Gregorio nacque verso la metà dell’VIII secolo (secondo il Card. Baronio nel 762) ad Irenopoli, una delle città della decapoli di Isauria, donde il suo soprannome di Decapolita. In giovane età abbracciò la vita religiosa, senza però obbligarsi alla stabilità: trascorsi infatti quattordici mesi in un monastero del suo paese, si ritirò in una grotta, per poi dirigersi verso Nord. Trascorse un certo periodo in un monastero nei pressi di Efeso, per poi trasferisri a Costantinopoli, a Proconneso e spostarsi verso Occidente attraverso la Tracia e la Macedonia. Soggiornò per qualche tempo anche a Tessalonica, presso la chiesa di San Menas, continuando poi il suo peregrinare per Corinto, Reggio Calabria, Roma, Siracusa ed Otranto, per tornare infina a Tessalonica. Qui conobbe e strinse amicizia con San Giuseppe l’Innografo: insieme verso l’840 si stabilirono a Costantinopoli nella chiesa di Sant’Antipa. Gregorio il Decapolita morì infine il 20 novembre 862, ormai centenario.
Questa vita errante non lo lasciò comunque estraneo alla vita ecclesiale del suo tempo ed in particolare alla politica iconoclasta condotta dagli imperatori. Durante il suo soggiorno a Roma aveva chiesto al Papa Leone III di intervenire contro Leone V l’Armeno, mentre nell’841 con i suoi amici aveva inviato San Giuseppe l’Innografo a chiedere aiuto a Gregorio IV, ma questi cadde prigioniero dei pirati ed una volta liberato fece ritorno a Costantinopoli trovando però il suo maestro ormai morto. Giuseppe si consacrò allora al suo culto e redasse un canone in suo onore. A San Gregorio il Decapolita è stato forse arbitrariamente attribuito un racconto della conversione di un pirata. La Vita del santo fu scritta da Ignazio, diacono e sacrista della celeberrima basilica di Santa Sofia in Costantinopoli. Le reliquie del santo sono oggi venerate in Romania ove furono traslate.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto/modificato il 2007-03-26

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