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Beato Emanuele Gomez Gonzalez Sacerdote e martire

21 maggio

San José de Ribarteme, Spagna, 29 maggio 1877 - Feijão Miúdo, Brasile, 21 maggio 1924

Manuel Gomez Gonzalez, sacerdote della diocesi di Feredico Westphalen, nato il 29 maggio 1877 a San José de Ribarteme (Spagna), ed il giovane laico Adilio Daronch, nato il 25 ottobre 1908 a Dona Francisca (Brasile), furono uccisi insieme in odio alla fede cattolica il 21 maggio 1924 nella foresta nei pressi di Feijão Miúdo (Brasile). Dopo un rapidissimo processo di beatificazione, il 16 dicembre 2006 è stato riconosciuto il loro martirio. Sono stati dichiarati "beati" il 21 ottobre 2007.

 



Emanuele Gomaz Gonzalez nacque il 29 maggio 1877 presso Tuy-Pontevedra, in Spagna, da Giuseppe e Giuseppa Gonzalez. Terminato il percorso di studi richiesto, il 24 maggio 1902 ricevette l’ordinazione presbiterale nel suo paese natale ed iniziò ad esercitare il ministero sacerdotale nella sua diocesi. Dal 1904 fu accolto dietro sua richiesta dalla vicina diocesi di Braga, in Portogallo, divenendo parroco di Val de Vez e poi, nel 1911, di Monsaò. Con l’insorgere di problemi politici e religiosi, nel 1913 gli fu concesso di salpare per il Brasile. Qui, dopo una tappa a Rio de Janeiro, monsignor Miguel de Lima Valverde lo accolse nella diocesi di Santa Maria (Rio Grande do Sul). Per breve tempo fu dunque parroco Soledade, finchè il 7 dicembre 1915 gli fu affidata l’immensa parrocchia di Nonoai, quasi una piccola diocesi: qui svolse una così intensa opera pastorale da cambiare in otto anni il volto della parrocchia, prendedosi cura anche degli indios e dovendosi occupare talvolta anche della vicina parrocchia di Palmeiras de Missoes quale amministratore. Proprio nel territorio di questa seconda parrocchia affidata alle sue cure avrebbe subito il martirio.
Adilio Daronch nacque il 25 ottobre 1908 presso Dona Francisca, nella zona di Cachoeira do Sul (Rio Grande do Sul) in Brasile. I suoi genitori, Pedro Daronch e Judite Segabinazzi, avevano 8 figli: nel 1911 la famiglia si trasferì a Passo Fundo e nel 1913 a Nonoai. Adilio faceva parte del gruppo di adolescenti che accompagnava Padre Manuel nei suoi lunghi e faticosi viaggi pastorali, tra cui quello presso gli indios Kaingang. Fedele chierichetto, Adilio era anche alunno della scuola fondata dal missionario.
Il vescovo di Santa Maria , monsignor Atico Eusebio da Rocha, chiese al sacerdote spagnolo di recarsi in visita presso un gruppo di coloni teutonici brasiliani stanziati nella foresta Tres Passon. Dopo aver celebrato la Settimana Santa nella parrocchia di Nonoai, Padre Manuel si incamminò con il giovane Adilio nonostante la regione fosse scossa da movimenti rivoluzionari. Sostò in un primo tempo a Palmeria, ove amministrò i sacramenti e non mancò di esortare al rispetto reciproco i rivoluzionari locali, almeno in nome della comune fede cristiana. I più estremisti non gradirono però l’intervento del religioso, neppure l’aver dato sepoltura per pietà cristiana alle vittime delle bande locali.
Proseguirono poi il loro viaggio verso Braga ed in seguito nella colonia militare della zona, ove il 20 maggio 1924 celebrò per l’ultima volta l’Eucaristia. I fedeli indigeni avvertirono il sacerdote del pericolo che avrebbe corso inoltrandosi nella foresta, ma egli non diede loro ascolto, ardendo dal desiderio di portare loro la grazia divina. Giunti ad un emporio, in cerca di informazioni su come raggiungere i coloni di Tres Passos, trovarono dei militari che con gentilezza si offrirono di accompagnarli. Si trattava in realtà di un’imboscata appositamente organizzata: Padre Manuel ed il suo fedele ministrante Adilio, allora appena sedicenne, furono in realtà condotti in una remota zona della foresta ove ad attenderli trovarono i capi militari. Giunti su un’altura, i due compagni di martirio vennero legati a due alberi e fucilati, morendo così in odio alla fede cristiana ed alla Chiesa cattolica. Era il 21 maggio 1924.
Le bestie della foresta rispettarono quasi miracolosamente i corpi dei due martiri e solo dopo quattro giorni i coloni di Tres Passos riuscirono a dar loro sepoltura. Dal 1964 le loro spoglie, ormai considerate vere e proprie reliquie, vennere traslate nella chiesa parrochiale di Nonoai, mentre sulla collina di Feijão Miúdo venne eretto un monumento a ricordo dell’eccidio. I cristiani del luogo mai dimenticarono l’eroica testimonianza del parroco e del chierichetto morti per amore del Vangelo e numerosi devoti presero ad accorrere sulle loro tombe ed invocare aiuto dal Signore per loro intercessione.
Dopo un rapidissimo processo di beatificazione, iniziato con il nulla osta concesso dalla Santa Sede il 29 marzo 1996, il 4 dicembre 1998 la Congregazione per le Cause dei Santi riconobbe la validità dell’inchiesta diocesana ed il 16 dicembre 2006 finalmente Papa Benedetto XVI poté riconoscere ufficialmente il martirio di questi due fedeli servi della causa di Cristo. Il Cardinale José Saraiva Martins ha proceduto alla loro beatificazione il 21 ottobre 2007 nella cattedrale di Sant’Antonio in Federico Westphalen.


Autore:
Don Fabio Arduino


Note:
Per approfondire:
Andrea Maniglia - Come Melograni. Don Emanuele Gómez González e Adìlio Daronoch - Edizioni Tau

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Aggiunto il 2007-05-19

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