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Beati Tommaso Ford, Giovanni Shert e Roberto Johnson Sacerdoti e martiri

28 maggio

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† Londra, Inghilterra, 28 maggio 1582

Martirologio Romano: A Londra in Inghilterra, beati Tommaso Ford, Giovanni Shert e Roberto Johnson, sacerdoti e martiri, che, condannati a morte sotto la falsa accusa di congiura contro la regina Elisabetta I, furono impiccati tutti insieme sul patibolo a Tyburn.


BEATO TOMMASO FORD

Nato nella contea di Devon, frequentò a Oxford il Trinity College, ottenendovi nel 1567 il dottorato in lettere. Fin da quel tempo, però, sentiva per il Cattolicesimo una forte simpatia che spesso manifestava apertamente, come quando, avendo sentito in una disputa pubblica uno dei suoi colleghi pronunciare parole insolenti contro il papa, iniziò il suo discorso di risposta dicendo : « Non posso sopportare tali parole irriverenti a proposito di un padre così virtuoso e santo ». E poiché non sapeva limitare esplosioni di tal genere, fu obbligato a lasciare il collegio e i vantaggi derivan-li dal suo grado; il che lo spinse a desiderare sempre più intensamente il sacerdozio cattolico, così nel 1570 ruppe definitivamente con il protestantesimo e nel 1571 passò nel seminario di Douay, dove, nel marzo 1573, fu ordinato sacerdote.
Tornato in patria il 2 magg. 1576, potè lavorare senza interruzione nella contea di Oxford per cinque anni, nonostante fosse riconosciuto da molti; ma le doti amabili del suo carattere generoso ispirarono tale riguardo e rispetto verso il missionario, che a nessuno venne in mente di tradirlo. Solo il 17 lugl. del 1581 fu scovato in un nascondiglio della casa del cattolico Yates a Lyford (Bertshire) con il b. Edmondo Campion. Avrebbe voluto presentarsi prima da solo, sperando di salvare così il compagno ; ma questi non glielo permise.Chiuso nella prigione della Torre di Londra il 22 lugl., vi fu torturato varie volte per indurlo a confessare dove e presso chi aveva celebrato Messa, quali persone avesse confessato e dove si trovavano nascosti altri sacerdoti; ma il martire non aprì bocca. Perciò fu accusato di aver cospirato contro la regina in una congiura tenuta a Reims; la accusa fu presto abbandonata perché contrastante con i fatti; nulla poi provarono le risposte alle solite capziose interrogazioni intorno alla Bolla di scomunica di s. Pio V e al riconoscimento del potere temporale e spirituale della regina. Il che non valse ad evitargli, il 21 nov. dello stesso anno, la condanna alla morte dei traditori. Fu impiccato e squartato al Tyburn di Londra il 28 magg. 1582.
Fu beatificato il 30 lugl. 1886.

Autore: Celestino Testore


BEATO GIOVANNI SHERT

Nato nel Cheshire, e molto probabilmente a Shert Hall, vicino a Macclesfield, studiò nel Brasenose College di Oxford, dove si addottorò in lettere nel 1566, passando subito dopo ad inse­gnare a Londra.
Cattolico nel cuore, lo Shert si sentì ad un certo momento attratto dalla vita religiosa, per cui la­sciò l'Inghilterra recandosi a Douai per seguire gli studi ecclesiastici nel Collegio inglese di recente istituzione, ove poté essere ammesso il 9 genn. 1576, su raccomandazione di Tommaso Stapleton, uno dei professori del Collegio stesso, al servizio del quale egli si trovava. Dopo ca. un anno di permanenza a Douai, in cui visse pauper communibus... impensis (cf. The first and second diaries of the English College, Douay, ed. T. F. Knox, Londra 1878, p. 99), fu inviato, il 9 nov. dello stesso 1576, a continuare gli studi nel Collegio inglese di Roma, appena eretto, dove rimase sino all'estate del 1578, ricevendovi l'ordinazione sacer­dotale.
Destinato alle missioni inglesi, rimpatriò alla fi­ne di ag. « primus Romani seminarli alumnus qui Angliam ingressus est », riuscendo ad esercitare attività missionaria per quasi tre anni, dapprima nella sua natia contea di Cheshire e poi a Londra, o nei suoi dintorni. Arrestato il 14 lugl. 1581 e rinchiuso nelle prigioni della Torre, fu pro­cessato nel nov. seguente sotto l'imputazione di avere partecipato alla pretesa congiura di Reims e di Roma; condannato alla pena capitale, venne giustiziato al Tyburn di Londra il 28 magg. 1582, dopo aver ulteriormente rifiutato di aver salva la vita, a condizione di riconoscere la supremazia spi­rituale della regina.
Beatificato da Leone XIII il 29 dic. 1886, insieme con vari altri martiri inglesi, lo Shert viene fe­steggiato il 28 maggio.

Autore: Niccolò Del Re


BEATO ROBERTO JOHNSON

Nativo dello Shropshire, Johnson fu da gio­vane al servizio di una nobile famiglia inglese, ciò che non basta tuttavia ad affermare, come han fatto taluni autori, che egli fosse di bassa origine. Anche ammettendo l'umiltà dei suoi natali, aveva co­munque ricevuto una buona educazione, se, lasciata l'Inghilterra verso la fine del 1569, poté, a quanto sembra, abbracciare lo stato ecclesiastico, entrando nel Collegio teutonico di Roma (il Collegio inglese non esisteva ancora) il 1° ott. 1572, come risulta dai documenti ivi conservati. Passato, nella prima metà del 1574, al Collegio inglese di Douai, vi ricevette l'ordinazione sacerdotale nell'apr. del 1576, venendo subito destinato alla missione inglese.
Rimangono tuttavia ancora sconosciuti i luoghi ed ignote le circostanze della sua attività missio­naria, perdendosi di lui qualsiasi traccia sino al 28 sett. 1579, allorché il Diario di Douai lo dà presente a quella data a Reims di passaggio per Roma, dove si recava in pellegrinaggio. Sulla strada del ritorno venne raggiunto da un certo Sledd o Sleydon, rivelatosi successivamente una spia del governo inglese, al quale dovette infatti la sua cattura a Londra nell'estate del 1580. Trasferito insieme con parecchi altri preti e ricusanti nelle tetre prigioni della Torre il 5 dic. dello stesso anno, il Johnson fu più volte crudelmente torturato. Sotto l'im­putazione di aver partecipato alla pretesa cospira­zione contro la regina, concertata a Reims e a Roma, venne processato unitamente al b. Edmondo Campion il 14 nov. 1581, senza tuttavia che gli fosse data la possibilità di difendersi. Condannato a morte il 20 successivo, ebbe rinviata l'esecuzione di sei mesi, allo scadere dei quali venne condotto con altri due preti, Thomas Ford e John Shirt, al Tyburn di Londra per esservi giustiziato. Protestando invano la sua innocenza e pregando ad alta voce in latino, tra lo sdegno dei ministri protestanti pre­senti, il Johnson immolò la sua vita sul patibolo il 28 magg. 1582, andando così ad ingrossare la schiera gloriosa dei martiri della fede. Beatificato da Leone XIII il 29 die. 1886, viene commemo­rato il 28 maggio.

Autore: Niccolò Del Re


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto il 2009-04-28

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