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San Francesco Jaccard Sacerdote e martire

Festa: 21 settembre

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Onion, Francia, 6 settembre 1799 - Quang-Tri, Vietnam, 21 settembre 1838

Nacque il 6 settembre 1799 a Onnion, nell'allora territorio sabaudo, oggi in Alta Savoia. Dopo gli studi nei seminari di Mélan e Chambéry, entrò nel Seminario delle Missioni Estere di Parigi e fu ordinato sacerdote il 15 marzo 1823. Nello stesso anno partì per l'Asia, destinato alla missione della Cochinchina, nel Vietnam. Dopo un lungo viaggio attraverso l'Oceano Indiano e l'Estremo Oriente, raggiunse clandestinamente il territorio vietnamita e si dedicò allo studio della lingua e all'attività pastorale. La sua vita missionaria si svolse durante il regno dell'imperatore Minh Mạng, quando la politica nei confronti del cristianesimo divenne progressivamente repressiva. Jaccard fu più volte arrestato, interrogato e condannato. In alcune circostanze la sua competenza linguistica lo rese utile alla corte imperiale, tanto che fu impiegato come traduttore e interprete. Questa posizione, tuttavia, non gli impedì di mantenere i contatti con i cristiani e di continuare, per quanto possibile, l'attività pastorale. Nel 1838 fu nuovamente arrestato e condotto a Quảng Trị. Rifiutò di rinnegare la fede cristiana e subì torture e carcere. Il 21 settembre 1838 fu strangolato insieme al giovane seminarista vietnamita Tommaso Trần Văn Thiện presso Nhan Biều, vicino a Quảng Trị. Le sue reliquie furono successivamente trasferite a Parigi. Beatificato da Leone XIII nel 1900, Francesco Jaccard fu canonizzato da Giovanni Paolo II il 19 giugno 1988 tra i 117 martiri del Vietnam.

Etimologia: Dal latino Franciscus, cioè appartenente ai Franchi, francese.

Emblema: Abito sacerdotale o veste missionaria, croce, strumenti o segni del martirio.

Martirologio Romano: Nella fortezza di Quang-Tr nell’An Nam, ora Viet Nam, santi martiri Francesco Jaccard, sacerdote della Società per le Missioni Estere di Parigi, e Tommaso Tran V n Thien, che, sotto l’imperatore Minh M ng, subirono per Cristo carcere e percosse e morirono, infine, strangolati.


Francesco Jaccard nacque a Onnion il 6 settembre 1799. La famiglia era cristiana e la sua formazione iniziale avvenne nell'ambiente religioso della Savoia. Frequentò il piccolo seminario di Mélan e successivamente il grande seminario di Chambéry, dove maturò la propria vocazione sacerdotale.
Nel 1821 entrò nel Seminario delle Missioni Estere di Parigi. La scelta non fu quella di una semplice carriera ecclesiastica: Jaccard desiderava essere inviato in terre dove il cristianesimo era ancora minoritario e dove l'attività missionaria comportava notevoli difficoltà. Ordinato sacerdote il 15 marzo 1823, gli fu prospettata anche la possibilità di rimanere presso il seminario come direttore, ma preferì partire per la missione.
Il 10 luglio 1823 lasciò la Francia diretto verso l'Estremo Oriente. Il viaggio fu lungo e complesso. Dopo essere passato per l'India e Macao, raggiunse la missione della Cochinchina, entrando nel territorio vietnamita in condizioni di clandestinità.

La missione in Vietnam
Il Vietnam dell'epoca era governato dalla dinastia Nguyễn. Dopo la morte dell'imperatore Gia Long nel 1820, il suo successore Minh Mạng adottò una politica sempre più ostile verso il cristianesimo. Le autorità consideravano la presenza dei missionari stranieri un possibile elemento di influenza politica e di interferenza negli affari interni del regno.
Jaccard iniziò a studiare la lingua vietnamita presso il collegio di Phương-Rượu, nei pressi della capitale imperiale Huế. Alla fine del 1826 era sufficientemente preparato per svolgere il ministero pastorale.
La sua attività non durò a lungo senza ostacoli. Nel luglio 1827 fu chiamato a Huế e utilizzato come traduttore e interprete. La sua conoscenza della lingua francese e del vietnamita lo rese utile alla corte, ma la sua permanenza nella capitale aveva anche una funzione di controllo. Jaccard continuò comunque a svolgere il ministero sacerdotale e a occuparsi della formazione dei seminaristi.

Accuse e condanne
Nel 1830, mentre si trovava nel villaggio cristiano di Dương Sơn, fu accusato da alcuni abitanti dei dintorni di avere istigato i cristiani a compiere razzie. L'accusa non risultò fondata, ma diede alle autorità un pretesto per intervenire contro di lui.
Jaccard fu sottoposto a una lunga procedura giudiziaria e venne condannato a morte. La pena fu successivamente commutata in una forma di servizio militare, ma la disposizione non venne effettivamente applicata. Egli rimase sottoposto a forti restrizioni e fu costretto a risiedere a Huế.
Nel 1832 fu nominato provicario e il 20 dicembre dello stesso anno venne scelto come coadiutore del vicario apostolico della Cochinchina, monsignor Jean-Baptiste Taberd. La responsabilità ecclesiastica accrebbe il suo ruolo nella missione, proprio mentre la repressione contro i cristiani diventava più intensa.

La prigionia
Nel 1835 Jaccard fu trasferito nella prigione di Cam-Lộ. Anche in quella situazione cercò di mantenere rapporti clandestini con i cristiani e con altri missionari. Le autorità gli affidavano traduzioni e gli ordinarono anche di insegnare il francese a giovani della corte.
La sua posizione era però estremamente precaria. Pur vivendo sotto sorveglianza, continuò a mantenere contatti con la comunità cristiana. Gli fu anche proposto di fuggire. Jaccard rifiutò, preoccupato che una sua fuga potesse provocare rappresaglie contro le persone che lo avevano assistito o contro i cristiani della zona.
Questa decisione rivela un aspetto significativo della sua vicenda: il martirio non fu per lui soltanto l'esito improvviso della persecuzione, ma maturò all'interno di una lunga esperienza di clandestinità, sorveglianza, prigionia e responsabilità verso le comunità cristiane.

L'ultima persecuzione
Nel 1838 la repressione raggiunse una nuova intensità. Una scuola fondata dal missionario François Candalh a Di-Loan attirò l'attenzione delle autorità. Jaccard fu sospettato di essere coinvolto nell'attività missionaria e venne trasferito a Quảng Trị.
I mandarini incaricati dell'inchiesta non trovarono elementi sufficienti per dimostrare una sua responsabilità diretta, ma gli fu comunque ordinato di rinnegare la fede cristiana. Jaccard rifiutò.
Fu quindi sottoposto a maltrattamenti e torture e rinchiuso nella prigione di Quảng Trị. Qui incontrò il giovane seminarista vietnamita Tommaso Trần Văn Thiện, arrestato a sua volta per la sua appartenenza alla comunità cristiana.
Il 17 settembre 1838 fu confermata la condanna capitale. Il 21 settembre Jaccard e Tommaso furono condotti al luogo dell'esecuzione presso Nhan Biều, lungo il fiume Thạch Hãn, nei pressi della cittadella di Quảng Trị.

Il martirio
Francesco Jaccard e Tommaso Trần Văn Thiện furono strangolati. Il martirio di Jaccard si inserisce nella più ampia persecuzione contro i cristiani vietnamiti durante il regno di Minh Mạng.
Le fonti ricordano le torture subite dal sacerdote prima dell'esecuzione. Il Martyrologium Romanum riassume la vicenda ricordando il carcere, le percosse e infine la morte per strangolamento dei due martiri.
La presenza accanto a Jaccard del giovane seminarista vietnamita è significativa anche sul piano storico: la sua vicenda non appartiene soltanto alla storia dei missionari europei, ma alla storia di una Chiesa locale nella quale vietnamiti e stranieri condivisero la persecuzione e, in numerosi casi, la morte.

Le reliquie e il culto
Dopo l'esecuzione, il corpo di Jaccard fu sepolto inizialmente in Vietnam. Secondo la documentazione delle Missioni Estere di Parigi, fu poi trasferito a Parigi nel 1846. Il riconoscimento ufficiale delle ossa avvenne nel 1847.
Le reliquie sono conservate presso il Seminario delle Missioni Estere di Parigi, nella cripta della chiesa, sotto l'altare dedicato a san Giovanni Battista. Sono inoltre conservati alcuni oggetti legati al martirio, tra cui le catene portate dal missionario e la corda utilizzata per l'esecuzione.
Il culto ecclesiale fu riconosciuto progressivamente nel corso dell'Ottocento. Francesco Jaccard fu dichiarato venerabile con decreto del 19 giugno 1840. Leone XIII lo beatificò nel 1900: il breve di beatificazione porta la data del 7 maggio, mentre la celebrazione solenne ebbe luogo nella basilica di San Pietro il 27 maggio.
Il 19 giugno 1988 Giovanni Paolo II lo canonizzò a Roma insieme ad altri 116 martiri vietnamiti. Il gruppo comprendeva otto vescovi, cinquanta sacerdoti e cinquantanove laici, uomini e donne, vietnamiti e missionari provenienti dall'Europa.

Un missionario nel contesto della Chiesa vietnamita
La figura di Jaccard deve essere letta nel contesto della storia complessa della Chiesa vietnamita dell'Ottocento. Le persecuzioni non furono determinate da un'unica causa: alle motivazioni religiose si intrecciarono questioni politiche, sociali ed economiche e la diffidenza delle autorità verso la presenza di missionari stranieri.
Lo stesso percorso di Jaccard mostra questa complessità. Per alcuni periodi egli fu perseguitato e detenuto; in altri momenti le sue competenze linguistiche furono utilizzate dalla corte. La sua storia testimonia quindi non soltanto lo scontro fra autorità imperiale e cristianesimo, ma anche le ambiguità e le contraddizioni di un sistema politico che poteva contemporaneamente servirsi dei missionari e considerarli una minaccia.
Nel 1988 Giovanni Paolo II, durante la canonizzazione dei 117 martiri, ricordò che la loro testimonianza si inseriva in una storia iniziata secoli prima e che il martirio aveva coinvolto in modo particolare la popolazione cristiana vietnamita. Jaccard rappresenta, in questo quadro, la componente missionaria straniera che condivise fino alla morte il destino della Chiesa locale.

Il rapporto con Tommaso Trần Văn Thiện
Il martirio di Jaccard è inseparabile da quello di Tommaso Trần Văn Thiện, giovane seminarista vietnamita. I due furono detenuti insieme nella prigione di Quảng Trị e morirono nello stesso luogo e nello stesso giorno.
La tradizione ecclesiale vietnamita ha conservato il ricordo del rapporto tra il sacerdote e il giovane seminarista durante la prigionia. Al di là degli elementi narrativi tramandati dalle fonti devozionali, è documentato che i due furono condannati insieme e che la loro memoria liturgica è celebrata nello stesso giorno.

Il rapporto con monsignor Taberd
Jaccard fu scelto nel 1832 come coadiutore del vicario apostolico della Cochinchina, monsignor Jean-Baptiste Taberd. L'incarico testimonia la fiducia che i responsabili della missione riponevano nelle sue capacità.
La sua nomina avvenne in un momento nel quale la presenza missionaria era già sottoposta a forti limitazioni. La responsabilità ecclesiastica non gli impedì di essere coinvolto direttamente nella repressione.

La scelta di non fuggire
Una delle testimonianze più significative tramandate dalle fonti missionarie riguarda il rifiuto di Jaccard di evadere dalla prigionia. Gli era stato suggerito di allontanarsi, ma egli temeva che una fuga potesse provocare la punizione dei funzionari locali e dei cristiani che lo avevano aiutato.
Il dato va letto nel contesto della situazione concreta della missione e non soltanto come episodio edificante. Mostra infatti quanto la presenza clandestina dei missionari dipendesse dalla collaborazione, spesso rischiosa, di cristiani e funzionari locali.

Curiosità
- Prima di partire per la missione, Jaccard rifiutò la possibilità di svolgere un incarico direttivo presso il Seminario delle Missioni Estere di Parigi, preferendo essere inviato in Asia.
- La sua conoscenza della lingua vietnamita gli permise di svolgere per un periodo anche il ruolo di traduttore e interprete presso la corte imperiale.
- Durante la prigionia gli fu affidato l'insegnamento del francese ad alcuni giovani.
- Le Missioni Estere di Parigi conservano ancora oggetti collegati al suo martirio, tra cui le catene e la corda dell'esecuzione.
- Francesco Jaccard fu canonizzato non isolatamente, ma all'interno del gruppo dei 117 martiri vietnamiti proclamati santi da Giovanni Paolo II nel 1988.

Cronologia
- 1799: nasce il 6 settembre a Onnion, in Alta Savoia.
- 1821: entra nel Seminario delle Missioni Estere di Parigi.
- 1823: viene ordinato sacerdote e parte per la missione in Asia.
- 1826: completa la formazione linguistica in Vietnam e inizia più stabilmente l'attività missionaria.
- 1827: viene chiamato a Huế e impiegato come traduttore e interprete.
- 1830: viene accusato e sottoposto a procedimento giudiziario.
- 1832: è nominato provicario e scelto come coadiutore di monsignor Taberd.
- 1835: viene trasferito nella prigione di Cam-Lộ.
- 1838: viene nuovamente arrestato e trasferito a Quảng Trị.
- 21 settembre 1838: viene strangolato presso Nhan Biều insieme al seminarista Tommaso Trần Văn Thiện.
- 1840: viene dichiarato venerabile.
- 1846-1847: le sue reliquie vengono trasferite e riconosciute a Parigi.
- 1900: viene beatificato da Leone XIII.
- 1988: viene canonizzato da Giovanni Paolo II tra i 117 martiri del Vietnam.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Nacque a Onion (ora dioc. di Annecy) il 6 settembre 1799; compiuti gli studi nei seminari di Mélan e di Chambéry, entrò nel 1821 in quello delle Missioni Estere di Parigi. Ordinato sacerdote, fu inviato nella missione di Cocincina e, nominato provicario generale, fissò la sua residenza a Phuong-Ru. Denunziato da un infido pagano (14 luglio 1827), quando vide il villaggio circondato dai soldati, riuscì a nascondersi nel folto di un bosco di bambù; ma poi, vedendo inutile ogni scampo e d'altra parte temendo che, non trovandolo, il furore della truppa si scatenasse sui fedeli, usci dal nascondiglio e si consegnò ai soldati. Condotto a Hué fu incaricato di varie traduzioni e seppe guadagnarsi cosi profondamente la stima degli addetti alla corte, che ottenne di ritornare alla sua attività missionaria, pur continuando ad occuparsi delle eventuali traduzioni richieste. Viveva però sempre in stato di allarme perché la persecuzione in atto non prometteva una vita sicura. Mentre, infatti, si trovava nel villaggio cristiano di Duong-Son, i pagani del paese vicino di Cai-Lao lo accusarono di avervi condotto i suoi fedeli per rapinarli, cosa del tutto falsa. Ma il prefetto non accettò la sua difesa e ne informò il re, a cui rimise la punizione.
Passato di tribunale in tribunale, fu prima condannato a morte e poi, commutata la pena, all'esilio nella provincia di Ai-Lao (1833), indi a Cam-Ló.
Ma ecco una nuova questione: la scuola aperta dal Candah a Di-Loan suscitò le ire del re, che la fece distruggere, promuovendo, nello stesso tempo, indagini per sapere quale parte vi avesse avuta il Jaccard. I mandarini lo riconobbero innocente, però, senza altre domande, gli intimarono di apostatare; al suo rifiuto gli imposero la canga e le catene, lo trascinarono nella prigione di Quang-Tri, dove trovò il suo futuro compagno di martirio, Tommaso Thien. Là ebbe a subire molte flagellazioni, fino a non potersi più reggere in piedi. Più tardi gli furono infitte tenaglie ardenti nelle cosce, così da bruciargli le carni fino all'osso; infine, il 20 settembre 1838 subì la morte per strangolamento, assieme al Thien.
I corpi dei martiri furono sepolti in due fosse, l'una accanto all'altra, e nel 1847 le reliquie furono trasportate a Parigi nel seminario delle Missioni Estere. Fu beatificato da Leone XIII il 27 maggio 1900 e canonizzato da Giovanni Paolo II il 19 giugno 1988.


Autore:
Celestino Testore


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2026-09-10

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