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Rafel-bunol, Spagna, 24 maggio 1901 - Gilet, Spagna, 27 settembre 1936
Fu una religiosa delle Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia, nata a Rafelbuñol il 24 maggio 1901 e uccisa a Gilet il 27 settembre 1936, durante la persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola. La documentazione ufficiale della Santa Sede identifica con precisione la sua nascita, la sua appartenenza religiosa e il luogo e la data della morte. Entrata nella congregazione nel 1921, emise i voti temporanei nel 1924 e quelli perpetui nel 1928; svolse il suo apostolato in diverse fraternità della congregazione, tra cui quelle di Altura, Meliana, Benaguacil e Massamagrell. Quando nel luglio 1936 le religiose furono costrette ad abbandonare la casa di Massamagrell, Francesca Saveria si rifugiò presso la propria famiglia a Rafelbuñol. Fu successivamente individuata, arrestata e uccisa a Gilet. Alcune fonti devozionali tramandano particolari sulle sue ultime ore e una frase di perdono rivolta ai suoi uccisori; tali particolari appartengono però alla tradizione agiografica e non hanno lo stesso grado di certezza dei dati documentati nel processo di beatificazione. Il riconoscimento ecclesiale del suo martirio culminò nella beatificazione del 2001.
Martirologio Romano: Nel villaggio di Gilet nel territorio di Valencia sempre in Spagna, beate martiri Francesca Saveria (Maria) Fenollosa Alcayna, religiosa del Terz’Ordine delle Cappuccine della Sacra Famiglia, e Erminia Martínez Amigó, madre di famiglia, che, nella stessa persecuzione, confermarono con il loro sangue la fedeltà al Signore.
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Maria Fenollosa Alcayna nacque a Rafelbuñol, nella provincia di Valencia, il 24 maggio 1901. La documentazione ecclesiastica ufficiale relativa alla causa di beatificazione conferma il luogo e la data di nascita e la identifica con la futura Francesca Saveria da Rafelbuñol. Le fonti biografiche della congregazione la presentano come figlia di José Fenollosa e María Rosa Alcayna, appartenenti a una famiglia numerosa di agricoltori. Entrambi erano legati alla Terz'Ordine francescano. Maria crebbe quindi in un ambiente nel quale la pratica religiosa era strettamente inserita nella vita familiare e sociale. Frequentò la scuola del paese e, secondo le testimonianze raccolte nella tradizione della congregazione, partecipò all'Associazione delle Figlie di Maria. La sua formazione religiosa comprendeva la preghiera del Rosario e la lettura del Vangelo. Le fonti che descrivono questi anni insistono soprattutto sulla sua partecipazione alla vita familiare e sulla progressiva maturazione della vocazione religiosa.
La vocazione e l'ingresso tra le Terziarie Cappuccine La scelta della vita religiosa incontrò inizialmente l'opposizione della madre, che considerava Maria un aiuto importante nelle attività domestiche. Questo particolare compare nelle testimonianze utilizzate dalla tradizione biografica della congregazione e deve essere letto nel quadro della vita familiare dell'epoca. Maria entrò tra le Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia nel 1921. Le fonti più dettagliate della congregazione indicano il 15 novembre 1921 come data di ingresso nel postulato e l'11 maggio 1922 come data della vestizione religiosa. La professione temporanea avvenne nel 1924 e quella perpetua nel 1928. La documentazione ufficiale pubblicata dalla Santa Sede conferma l'ingresso nella Congregazione delle Terziarie Cappuccine e la professione perpetua nel 1928; per le tappe precedenti della formazione religiosa le fonti congregazionali forniscono una cronologia più dettagliata. Assunse il nome religioso di Francesca Saveria da Rafelbuñol. La denominazione 'da Rafelbuñol' collegava la religiosa al suo paese di origine, secondo una consuetudine diffusa negli istituti religiosi dell'epoca.
L'attività religiosa Dopo la formazione religiosa, Francesca Saveria fu destinata a diverse fraternità delle Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia. Le fonti ricordano le comunità di Altura, nella provincia di Castellón, e quelle di Meliana, Benaguacil e Massamagrell, nella provincia di Valencia. Il suo apostolato comprendeva soprattutto attività educative. Le testimonianze conservate dalla tradizione congregazionale ricordano il suo insegnamento della musica alle ragazze accolte nelle opere dell'istituto e il servizio come aiutante della maestra delle novizie. Non si trattava quindi soltanto di una presenza interna alla comunità religiosa: la sua attività comprendeva anche la formazione delle giovani affidate alle Terziarie Cappuccine. Le fonti della congregazione la descrivono come una religiosa affabile, allegra, semplice e umile, dotata di prudenza e di equilibrio. Sono naturalmente testimonianze di carattere edificante, raccolte nell'ambito della causa e della memoria religiosa della congregazione, e non possono essere considerate alla stregua di una descrizione biografica neutrale. Tuttavia, contribuiscono a delineare il profilo con il quale Francesca Saveria è stata ricordata dalle consorelle. Secondo queste testimonianze, la preghiera silenziosa, la devozione eucaristica e la devozione mariana occupavano un posto importante nella sua vita. Durante i periodi trascorsi presso la famiglia avrebbe inoltre continuato a mantenere rapporti con le giovani del luogo, incoraggiandole alla preghiera e alla vita religiosa.
La persecuzione del 1936 La guerra civile spagnola ebbe inizio nel luglio 1936 e fu accompagnata, nelle zone controllate dalle forze repubblicane, da una violenta persecuzione contro numerosi membri del clero, religiosi e laici cattolici. La persecuzione religiosa costituisce il contesto storico nel quale furono uccisi molti dei martiri successivamente beatificati dalla Chiesa cattolica. Nel luglio 1936 Francesca Saveria si trovava nella casa delle Terziarie Cappuccine di Massamagrell. La comunità fu costretta ad abbandonare il convento. La religiosa fece ritorno alla casa della propria famiglia a Rafelbuñol, cercando così di sottrarsi al pericolo che incombeva sulle comunità religiose. La documentazione ufficiale della Santa Sede afferma che, dopo avere lasciato la casa di Massamagrell, si rifugiò presso i genitori, ma fu successivamente individuata e arrestata. Il 27 settembre 1936 venne uccisa a Gilet. Il Martyrologium Romanum ricorda il luogo del martirio con una formulazione precisa: Gilet, nella provincia di Valencia. La memoria liturgica la associa alla beata Erminia Martínez Amigó, madre di famiglia, anch'essa uccisa a Gilet durante la stessa persecuzione.
Il martirio a Gilet La data del 27 settembre 1936 è uno dei dati meglio documentati della sua biografia. È attestata sia dalla documentazione della Santa Sede sia dal Martyrologium Romanum. Alcune fonti agiografiche posteriori riferiscono che Francesca Saveria fu uccisa nel cimitero di Gilet e tramandano una frase di perdono pronunciata nei confronti dell'esecutore. La tradizione congregazionale collega inoltre alla sua morte il fratello José Fenollosa Alcayna e, in alcune ricostruzioni, lo zio Juan Bautista Fenollosa. Questi particolari non sono però tutti riportati nella documentazione ufficiale con lo stesso livello di precisione e pertanto devono essere distinti dai dati essenziali riconosciuti nella causa. La Santa Sede, nel presentare la causa di beatificazione, stabilisce invece con chiarezza che Maria Fenollosa Alcayna, religiosa con il nome di Francesca Saveria da Rafelbuñol, fu catturata dopo essersi rifugiata presso la famiglia e venne uccisa a Gilet il 27 settembre 1936. Il punto centrale del riconoscimento ecclesiale non è dunque costituito da particolari narrativi sulle modalità dell'esecuzione, ma dall'accertamento del martirio in odio alla fede nel contesto della persecuzione religiosa del 1936.
La causa di beatificazione La causa di Francesca Saveria fu inserita nel gruppo delle tre Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia morte durante la persecuzione religiosa del 1936: Maria Vittoria Quintana Argos, conosciuta come Rosaria da Soano; Maria Fenollosa Alcayna, Francesca Saveria da Rafelbuñol; e Manuela Fernández Ibero, Serafina da Ochovi. La causa fu avviata dall'arcivescovo di Valencia nel 1990. La documentazione pontificia riferisce che il decreto sul martirio fu promulgato il 16 dicembre 2000. Il riconoscimento riguardò quindi il martirio, senza la necessità di ricorrere alla dimostrazione di un miracolo attribuito all'intercessione della candidata. L'11 marzo 2001 papa Giovanni Paolo II celebrò in piazza San Pietro la beatificazione di 233 martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Maria Fenollosa Alcayna fu inserita ufficialmente nell'elenco con il nome religioso di Francesca Saveria da Rafelbuñol. La sua beatificazione appartiene dunque a una grande celebrazione collettiva, ma la Chiesa la presenta liturgicamente come una figura individuale. Il Martyrologium Romanum ne conserva infatti la memoria insieme alla beata Erminia Martínez Amigó il 27 settembre.
Memoria e culto La memoria liturgica di Francesca Saveria è fissata al 27 settembre, giorno del martirio. Il Martyrologium Romanum la ricorda come religiosa del Terz'Ordine delle Cappuccine della Sacra Famiglia e collega esplicitamente il suo martirio a quello di Erminia Martínez Amigó. La documentazione relativa ai 233 martiri beatificati nel 2001 indica il cimitero parrocchiale di Rafelbuñol come luogo della sua sepoltura. La presenza della tomba nel paese natale costituisce un elemento concreto della memoria locale della beata. La storia del culto di Francesca Saveria è quindi relativamente recente e strettamente collegata alla memoria della persecuzione religiosa del 1936, alla congregazione delle Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia e alla celebrazione della beatificazione del 2001. Non è necessario attribuirle una tradizione cultuale antica: il culto ecclesiale riconosciuto appartiene alla storia contemporanea della Chiesa spagnola.
Le Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia Francesca Saveria appartenne alle Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia, istituto legato all'opera di Luis Amigó y Ferrer. La spiritualità della congregazione si ispirava agli ideali francescani e alla figura del Buon Pastore, con una particolare attenzione alle opere di misericordia e all'educazione. La causa delle tre religiose della congregazione fu trattata unitariamente. La documentazione relativa al decreto sul martirio del 2000 evidenzia proprio la comune appartenenza religiosa e il contesto nel quale le tre donne furono coinvolte nella persecuzione. Francesca Saveria costituisce quindi una delle tre figure femminili della congregazione riconosciute come martiri e beatificate nel 2001.
Il rapporto con la persecuzione religiosa del 1936 Il riconoscimento ecclesiale del martirio deve essere distinto dalla ricostruzione generale e necessariamente complessa della guerra civile spagnola. La causa ecclesiastica riguarda la morte di specifiche persone e l'accertamento delle circostanze nelle quali esse furono uccise a causa della loro fede o della loro appartenenza religiosa. Nel caso di Francesca Saveria, la documentazione ufficiale colloca la morte nel contesto della persecuzione religiosa e riconosce il martirio. Questo dato appartiene alla storia della causa di beatificazione e non deve essere esteso automaticamente a interpretazioni generali dell'intero conflitto spagnolo.
Curiosità - Il nome con il quale la beata è maggiormente conosciuta nella tradizione agiografica spagnola è 'Francisca Javier de Rafelbuñol', mentre il suo nome di battesimo era Maria Fenollosa Alcayna. - La denominazione 'da Rafelbuñol' permette di distinguerla immediatamente dalle altre religiose della stessa congregazione e dal fratello José Fenollosa Alcayna, anch'egli beatificato come martire nel 2001. - La memoria liturgica del 27 settembre coincide con la data del suo martirio, avvenuto nel 1936. - La beata fu beatificata insieme a 232 altri martiri spagnoli l'11 marzo 2001 da Giovanni Paolo II.
Cronologia - 24 maggio 1901 - Nasce a Rafelbuñol, nella provincia di Valencia. - 1921 - Entra tra le Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia. - 1922 - Riceve l'abito religioso, secondo la documentazione congregazionale. - 1924 - Emette i voti temporanei. - 1928 - Emette i voti perpetui. - Anni successivi - Svolge il proprio apostolato nelle fraternità di Altura, Meliana, Benaguacil e Massamagrell. - Luglio 1936 - Lascia la casa religiosa di Massamagrell a causa della persecuzione e si rifugia presso la famiglia. - 27 settembre 1936 - Viene uccisa a Gilet, nella provincia di Valencia. - 1990 - L'arcivescovo di Valencia avvia la causa di beatificazione secondo la documentazione pontificia. - 16 dicembre 2000 - Viene promulgato il decreto sul martirio. - 11 marzo 2001 - Giovanni Paolo II la beatifica in piazza San Pietro insieme agli altri 232 martiri del gruppo.
Valutazione storico-critica - L'identità di Maria Fenollosa Alcayna con la religiosa Francesca Saveria da Rafelbuñol è solidamente documentata dalla documentazione ufficiale della Santa Sede relativa alla causa di beatificazione. - La data di nascita, 24 maggio 1901, e quella della morte, 27 settembre 1936, sono tra gli elementi meglio attestati della sua biografia. - La documentazione pontificia conferma l'appartenenza alle Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia, l'ingresso nella congregazione e la professione perpetua nel 1928. - Le fonti congregazionali permettono di ricostruire con maggiore dettaglio la sua formazione e le attività apostoliche, ma alcune informazioni sulla vita quotidiana e sulle sue virtù provengono da testimonianze di carattere edificante e devono essere considerate nel loro specifico contesto. - Le fonti concordano nell'indicare Gilet come luogo del martirio. Alcune ricostruzioni agiografiche aggiungono particolari sulle circostanze dell'arresto, sull'esecuzione e sulle ultime parole della religiosa; tali elementi non devono essere presentati con la stessa certezza dei dati contenuti nella documentazione ufficiale della causa. - La Chiesa riconobbe il suo martirio con decreto del 16 dicembre 2000 e la beatificazione fu celebrata da Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001. Il riconoscimento ecclesiale riguarda quindi il martirio, non una canonizzazione. - La memoria di Francesca Saveria appartiene alla storia contemporanea del cattolicesimo spagnolo ed è strettamente legata alla persecuzione religiosa del 1936 e alla memoria delle Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia. - La ricostruzione biografica è sufficientemente solida per i dati fondamentali, mentre alcuni particolari della tradizione agiografica devono essere mantenuti distinti dalla documentazione storica più direttamente attestata.
Fonti e bibliografia essenziale - Giovanni Paolo II, José Aparicio Sanz e 232 compagni martiri in Spagna, documentazione ufficiale della Santa Sede relativa alla beatificazione dell'11 marzo 2001. - Acta Apostolicae Sedis, vol. XCIV, 2002, documentazione relativa alla beatificazione dei martiri spagnoli e al decreto sul martirio di Maria Fenollosa Alcayna. - Martyrologium Romanum, memoria del 27 settembre: beate martiri Francesca Saveria (Maria) Fenollosa Alcayna ed Erminia Martínez Amigó. - Conferenza Episcopale Spagnola, documentazione liturgica e biografica relativa ai martiri valenciani della persecuzione religiosa del 1936. - Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia, testimonianze e materiale biografico relativo a Francesca Saveria da Rafelbuñol e alle religiose martiri della congregazione. - Año Cristiano Franciscano, 27 settembre, voce dedicata alla beata Francesca Javier de Rafelbuñol. - Repertori dei 233 martiri spagnoli beatificati da Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001, con indicazione della nascita, del martirio, della memoria liturgica e del luogo di sepoltura. Autore: Giampietro Cattini
Beate PIETRA MARIA VITTORIA QUINTANA ARGOS (ROSARIA DA SOANO) e 2 compagne, martiri
Furono uccise nel corso della Guerra civile spagnola (1936-39) e sono ritenute martiri della fede. Pietra Maria Vittoria Quintana Argos nacque il 13 mag. 1866 nel paese di Soano, in provincia di Santander (Spagna), da Antonio Quintana Cuesta e Luisa de Argos Cabanzón. Nel 1889 entrò nella Congregazione delle suore terziarie cappuccine della Sacra Famiglia, fondata da Luigi Amigó y Ferrer (1854-1934). Emise la professione religiosa temporanea nel 1891 e la perpetua nel 1896. Fu superiora in diverse case, maestra delle novizie, consigliera generale (1896-1914), superiora generale (1914-1926) e vicaria generale dal 1926 alla morte. Ebbe un carattere buono, sereno ed affabile; la fede, la carità, la fedeltà a Dio e alla sua vocazione, la povertà, l'umiltà furono le sue virtù caratteristiche. Allo scoppio della Rivoluzione in Spagna si trovava nella casa-noviziato di Masamagrell (Valencia) insieme alla superiora locale Emanuela Giusta Fernàndez Ibero (suor Serafina Maria da Ochovi), nata ad Ochovi, in provincia di Navarra (Spagna), il 6 ago. 1872. Entrò fra le terziarie cappuccine nel 1887. Emise i voti temporanei nel 1891 e cinque anni dopo quelli perpetui. Fu consigliera generale (1902-36) e superiora di diverse comunità. Era esigente con sé e con gli altri, franca, seria, amante del lavoro, caritatevole. Nel pomeriggio del 21 ago. 1936 suor Rosaria da Soano e suor Serafina Maria da Ochovi furono arrestate, perché religiose, e uccise la notte successiva. La loro consorella Maria Fenollosa Alcaìna (suor Francesca Saveria da Rafelbunol) nacque a Rafel-bunol, in provincia di Valencia (Spagna), il 24 mag. 1901. Entrò in convento nel 1921 ed emise la professione temporanea nel 1924 e quella perpetua nel 1928. A Masamagrell svolse l'incarico di aiutante della maestra delle novizie. Era stimata da tutti come una suora pia, fervorosa, umile, amante del silenzio, sempre sorridente. Tornata in famiglia a causa del pericolo che incombeva sulla sua comunità, il 27 set. 1936 fu arrestata insieme al fratello Giuseppe. Il giorno dopo i loro cadaveri furono trovati in cimiteri diversi. La Santa Sede concesse il nulla osta nel nov. 1990 e la causa di beatificazione fu iniziata nella curia di Valencia con la celebrazione della inchiesta diocesana nel 1991 (fino al 1993). La Positio super Martyrio è stata esaminata il 14 mag. 1999, con esito positivo, dai consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi. La causa attende di passare all'esame della Sessione Ordinaria dei cardinali e vescovi.
Autore: Marcello Bartolucci
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