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Bellreguard, Valencia, Spagna, 13 ottobre 1908 - Xeraco, Valencia, Spagna, 3 ottobre 1936
Fu un sacerdote diocesano dell'arcidiocesi di Valencia, nato a Bellreguard nel 1908 e ordinato sacerdote nel 1933. Dopo una prima formazione nelle Escuelas Pías di Gandía e un breve avvio degli studi di architettura a Madrid, scelse il ministero sacerdotale e fu destinato alla parrocchia di Barx, dove si dedicò alla formazione cristiana, alla catechesi e all'apostolato giovanile. Nel 1936, durante la persecuzione religiosa sviluppatasi nella Spagna della guerra civile, fu costretto a lasciare la parrocchia e si rifugiò nel paese natale presso i familiari. Arrestato il 3 ottobre, fu condotto al comitato locale e successivamente nuovamente prelevato e portato nel territorio di Xeraco, dove fu ucciso. La documentazione ufficiale della causa lo comprende tra i martiri dell'arcidiocesi di Valencia e indica per la sua morte la data del 3 ottobre 1936. Il suo culto liturgico è fissato al 4 ottobre. Fu beatificato da Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001 insieme a José Aparicio Sanz e ad altri 232 martiri.
Etimologia: Dal germanico Haimirich, composto dagli elementi haim o heim, 'casa, patria', e rich, 'potente, signore, capo', con il significato di 'signore della casa' o 'potente nella propria patria'.
Martirologio Romano: Nel villaggio di Xaraco nel territorio di Valencia in Spagna, beato Enrico Morant Pellicer, sacerdote e martire, che, durante la persecuzione, portò a termine il suo combattimento per la fede.
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Enrico Morant Pellicer nacque a Bellreguard il 13 ottobre 1908. Le fonti biografiche lo presentano come proveniente da una famiglia profondamente cristiana. Frequentò le Escuelas Pías di Gandía per gli studi secondari e, terminato il percorso scolastico, iniziò a Madrid gli studi di architettura. Il progetto professionale non ebbe seguito: Morant Pellicer orientò la propria vita verso il sacerdozio e proseguì la formazione ecclesiastica nel seminario di Valencia. Fu ordinato sacerdote nel 1933. La documentazione biografica disponibile non consente di ricostruire nel dettaglio gli anni della formazione sacerdotale, né di stabilire con precisione la durata degli studi di architettura a Madrid. Il passaggio dall'architettura al sacerdozio, invece, è costantemente attestato nelle principali biografie successive alla beatificazione.
Il ministero a Barx Dopo l'ordinazione fu destinato alla parrocchia di Barx, nel territorio dell'arcidiocesi di Valencia. Il suo ministero si caratterizzò per l'attenzione alla vita parrocchiale e alla formazione dei fedeli. Le fonti ricordano in particolare la costituzione di una biblioteca parrocchiale, la formazione di un coro, la catechesi dei bambini e dei giovani e l'impegno per una maggiore partecipazione dei fedeli alla liturgia. Un settore particolarmente importante della sua attività fu l'apostolato giovanile. Morant Pellicer promosse l'Azione Cattolica e nel 1935 organizzò esercizi spirituali rivolti ai giovani, con l'intento di rafforzarne la formazione religiosa e l'impegno apostolico. Questi elementi appartengono alla ricostruzione biografica utilizzata nella tradizione relativa ai martiri valenciani e sono riportati nell'Año Cristiano pubblicato dalla Biblioteca de Autores Cristianos.
La persecuzione del 1936 Dopo le elezioni del febbraio 1936, la situazione politica e religiosa nella Spagna repubblicana divenne progressivamente più difficile. Secondo la biografia dell'Año Cristiano, le autorità imposero a Morant Pellicer di lasciare la parrocchia di Barx. Egli passò quindi al Patronato del Grao di Valencia, del quale assunse la direzione. Quando la situazione precipitò dopo il luglio 1936, si trovava nella residenza estiva del Patronato a Serra. Fu quindi detenuto per tre giorni ad Alcira e, dopo il rilascio, raggiunse Bellreguard, dove rimase presso i familiari durante l'estate. Le fonti biografiche non documentano un'attività politica da parte sua e la causa ecclesiastica lo presenta come sacerdote diocesano inserito nel gruppo dei martiri della persecuzione religiosa dell'arcidiocesi di Valencia.
Arresto e morte Il 3 ottobre 1936, alle ore undici del mattino, Morant Pellicer fu arrestato. Secondo la biografia dell'Año Cristiano, venne condotto davanti al comitato e durante la detenzione esercitò il ministero sacerdotale nei confronti delle persone che si trovavano con lui. Fu quindi lasciato tornare a casa. La sera dello stesso giorno fu nuovamente arrestato e condotto nel territorio di Jaraco, l'attuale Xeraco, dove venne fucilato. La data della morte presenta una particolare divergenza nelle fonti. Il testo ufficiale preparato per la beatificazione del 2001 indica per Morant Pellicer la morte a Xeraco il 3 ottobre 1936. La stessa data è riportata da repertori che dipendono dalla documentazione della causa e dalla biografia dell'Año Cristiano. Il Martirologio Romano e alcune pubblicazioni collegate alla memoria liturgica collocano invece la sua commemorazione il 4 ottobre e alcune fonti secondarie hanno conseguentemente riportato il 4 ottobre come data della morte. La distinzione tra la data del martirio e quella della memoria liturgica consente di comprendere la presenza delle due date nella tradizione documentaria.
La beatificazione Morant Pellicer fu incluso nella causa di José Aparicio Sanz e dei suoi 232 compagni, comprendente sacerdoti diocesani, religiosi, religiose e laici appartenenti a diverse realtà ecclesiali colpite dalla persecuzione religiosa del 1936-1939. Il decreto sul martirio fu promulgato il 18 dicembre 2000. La beatificazione ebbe luogo l'11 marzo 2001 in piazza San Pietro, a Roma, durante una celebrazione presieduta da Giovanni Paolo II. Morant Pellicer fu quindi riconosciuto dalla Chiesa cattolica come beato e martire. Non risulta una successiva canonizzazione.
La causa dei martiri valenciani La causa comprendeva 233 persone beatificate nella medesima celebrazione. Per i sacerdoti diocesani dell'arcidiocesi di Valencia, il documento della celebrazione elenca espressamente Morant Pellicer come 'Cura de Barx' e indica Bellreguard come luogo di nascita e Xeraco come luogo della morte. Il decreto della Congregazione delle Cause dei Santi fu letto davanti al papa il 18 dicembre 2000. La beatificazione fu fondata sul riconoscimento ecclesiastico del martirio. Per Morant Pellicer non risulta quindi una procedura fondata sul riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione.
Memoria liturgica Il Martirologio Romano colloca la memoria del beato Enrico Morant Pellicer al 4 ottobre e lo ricorda come sacerdote e martire morto a Xaraco, nella regione di Valencia, durante la persecuzione religiosa. La data liturgica del 4 ottobre coincide con la memoria di san Francesco d'Assisi e con quella di altri martiri valenciani beatificati nel 2001.
Sepoltura Repertori agiografici successivi indicano la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo di Bellreguard come luogo della sepoltura. L'informazione è coerente con il fatto che Bellreguard fu il paese natale di Morant Pellicer, ma la documentazione reperita non consente di ricostruire in dettaglio la storia della sepoltura o eventuali traslazioni delle sue spoglie.
Curiosità - Morant Pellicer aveva iniziato gli studi di architettura a Madrid prima di orientarsi verso il sacerdozio. - Durante il ministero a Barx promosse una biblioteca parrocchiale e un coro e dedicò particolare attenzione alla catechesi dei bambini e dei giovani. - La sua memoria liturgica ricorre il 4 ottobre, mentre il documento ufficiale della beatificazione indica il 3 ottobre 1936 come data della morte.
Cronologia - 1908-10-13 - Nasce a Bellreguard, nella provincia di Valencia. - periodo successivo agli studi secondari - Frequenta le Escuelas Pías di Gandía e inizia a Madrid gli studi di architettura, che successivamente abbandona per orientarsi al sacerdozio. - 1933 - Riceve l'ordinazione sacerdotale e viene destinato alla parrocchia di Barx. - 1935 - Promuove esercizi spirituali per i giovani nell'ambito del suo apostolato parrocchiale. - 1936 - Dopo le elezioni di febbraio lascia la parrocchia di Barx e passa alla direzione del Patronato del Grao di Valencia. - 1936-07 - Durante la persecuzione religiosa si trova a Serra, nella residenza estiva del Patronato; viene detenuto per tre giorni ad Alcira e successivamente raggiunge Bellreguard. - 1936-10-03 - Viene arrestato a Bellreguard, condotto al comitato locale e successivamente nuovamente arrestato e portato nel territorio di Xeraco, dove viene ucciso. La data è quella indicata nel documento ufficiale della beatificazione. - 2000-12-18 - È promulgato il decreto sul martirio dei Servi di Dio José Aparicio Sanz e dei suoi 232 compagni. - 2001-03-11 - Giovanni Paolo II beatifica a Roma Enrico Morant Pellicer insieme a José Aparicio Sanz e agli altri 231 compagni.
Valutazione storico-critica - L'identità di Enrico Morant Pellicer è solidamente attestata nella documentazione della causa di beatificazione: sacerdote diocesano, nato a Bellreguard il 13 ottobre 1908 e parroco di Barx. - La data di nascita del 13 ottobre 1908 è concordemente riportata dalle principali fonti biografiche e dalla documentazione relativa alla beatificazione. - La data della morte presenta una divergenza. Il documento ufficiale della beatificazione indica il 3 ottobre 1936; anche la biografia dell'Año Cristiano descrive l'arresto e la successiva uccisione nella sera del 3 ottobre. Il 4 ottobre è invece la data della memoria liturgica nel Martirologio Romano e in diverse fonti secondarie, mentre alcune pubblicazioni riportano erroneamente o diversamente il 4 ottobre come data del decesso. - La ricostruzione dell'attività pastorale a Barx deriva soprattutto da fonti biografiche successive alla morte. Biblioteca parrocchiale, coro, catechesi, apostolato giovanile e Azione Cattolica sono elementi attestati nella biografia dell'Año Cristiano, ma non sono dettagli direttamente documentati nel breve profilo ufficiale della beatificazione. - Il riconoscimento ecclesiastico del martirio è invece documentato direttamente dal decreto della Congregazione delle Cause dei Santi del 18 dicembre 2000 e dalla successiva beatificazione dell'11 marzo 2001. - Le circostanze generali della sua morte sono compatibili con la persecuzione religiosa del 1936 nell'area valenciana. Il riconoscimento ecclesiastico riguarda specificamente il martirio e non costituisce una ricostruzione politica complessiva della guerra civile spagnola. - La sepoltura a Bellreguard è attestata da repertori successivi, ma la documentazione reperita non permette di ricostruire con precisione la storia delle eventuali traslazioni delle spoglie. - Non risultano miracoli attribuiti alla sua intercessione necessari per la beatificazione, poiché la causa fu definita mediante il riconoscimento del martirio.
Fonti e bibliografia essenziale - Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, José Aparicio Sanz e 232 Compagni Martiri in Spagna (1936-1939), testo ufficiale della celebrazione di beatificazione, 11 marzo 2001. Contiene l'elenco dei candidati, i dati biografici essenziali di Morant Pellicer e la documentazione relativa al decreto sul martirio del 18 dicembre 2000. - Congregazione delle Cause dei Santi, decreto sul martirio dei Servi di Dio José Aparicio Sanz e dei suoi LXXIII compagni sacerdoti diocesani, laici e laiche, 18 dicembre 2000. Il decreto riconosce il martirio dei membri della causa. - Martirologium Romanum, editio typica 2004, memoria del 4 ottobre. Ricorda il beato Enrico Morant Pellicer come presbitero e martire a Xaraco, nella regione di Valencia. - AA. VV., Año Cristiano, ottobre, Biblioteca de Autores Cristianos, 2003, biografia del beato Enrico Morant Pellicer. La voce ricostruisce la formazione, il ministero a Barx, l'attività pastorale e le circostanze dell'arresto e della morte. - Vicente Cárcel Ortí, Rafael Fita Revert, Mártires valencianos del siglo XX, Valencia, Edicep, 1998. Studio dedicato ai martiri valenciani del Novecento, citato anche nella documentazione ufficiale della celebrazione di beatificazione. - Vicente Cárcel Ortí, Mártires españoles del siglo XX, Madrid, Biblioteca de Autores Cristianos, 1995. Studio generale sui martiri spagnoli del XX secolo, richiamato nella documentazione ufficiale della beatificazione.
Autore: Giampietro Cattini
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