Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera V > Beato Vincenzo Ballester Far Condividi su Facebook

Beato Vincenzo Ballester Far Sacerdote e martire

Festa: 23 settembre

>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene

Benidoleig, Alicante, Spagna, 4 febbraio 1888 - Benissa, Alicante, Spagna, 23 settembre 1936

Fu un sacerdote della diocesi di Valencia la cui vicenda si svolse quasi interamente nella zona della Marina Alta, nel territorio dell'attuale provincia di Alicante. Nato a Benidoleig nel 1888, ricevette la formazione sacerdotale nel Seminario Conciliar di Valencia e, grazie ai suoi risultati negli studi, ottenne una borsa presso il Collegio del Corpus Christi, noto come Collegio del Patriarca. Ordinato sacerdote nel 1913, esercitò per molti anni il ministero a Xàbia, prima come cappellano del Mar e delle Dogane e poi presso le Agostiniane Scalze. Le testimonianze trasmesse dalla principale fonte biografica lo ricordano particolarmente vicino ai pescatori, ai poveri e ai bambini della catechesi. Dopo l'inizio della persecuzione religiosa del 1936 si rifugiò nel paese natale, ma il 23 settembre fu prelevato in relazione alla sua precedente attività come consigliere ecclesiastico del Sindacato Agricolo Jesús Nazareno. Fu ucciso sulla strada tra Teulada e Benissa. La Santa Sede colloca la sua morte il 23 settembre 1936 e lo inserì nel gruppo dei 233 martiri beatificati da Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001.

Martirologio Romano: Nel villaggio di Benisa nel territorio di Valencia in Spagna, beato Vincenzo Ballester Far, sacerdote e martire, che, durante la persecuzione, affrontò il glorioso combattimento per Cristo.


Vincenzo Ballester Far nacque a Benidoleig, nella provincia di Alicante, il 4 febbraio 1888. Le fonti biografiche disponibili non permettono di ricostruire con sufficiente precisione l'ambiente familiare, l'infanzia e i primi anni della sua formazione. È invece documentato il percorso ecclesiastico compiuto a Valencia, nel Seminario Conciliar, dove si distinse negli studi.
La sua preparazione gli procurò una borsa di studio presso il Collegio del Corpus Christi, istituzione fondata dal patriarca san Giovanni de Ribera e tradizionalmente conosciuta come Collegio del Patriarca. La notizia è ripetuta dalle fonti biografiche che dipendono dalla documentazione raccolta per la causa dei martiri valenciani.
Nel 1913 Ballester Far ricevette l'ordinazione sacerdotale. Nello stesso anno iniziò il ministero a Xàbia, località costiera della Marina Alta allora indicata comunemente con il nome castigliano di Jávea. La Santa Sede lo ricorda nella documentazione della beatificazione come cappellano delle Agostiniane di Xàbia.

Il ministero a Xàbia
Il primo incarico di Ballester Far fu quello di cappellano del Mar, o delle Dogane, presso la zona portuale di Xàbia. Vi rimase per circa otto anni. La sua attività pastorale lo mise in stretto rapporto con i pescatori, che secondo la tradizione documentaria della causa gli erano particolarmente affezionati.
Quando venne trasferito alla cappellania delle Agostiniane Scalze, i pescatori avrebbero sottoscritto una richiesta indirizzata all'arcivescovo perché il trasferimento fosse revocato. La notizia è riportata concordemente nelle biografie derivate dall'opera di José Zahonero Vivó, Sacerdotes mártires, pubblicata nel 1951. È dunque un elemento significativo della memoria del suo ministero, anche se la documentazione oggi facilmente accessibile non consente di analizzare direttamente l'originale della petizione.
Dal ministero presso il mondo della pesca passò quindi alla cappellania delle Agostiniane Scalze. Una fonte locale colloca questo trasferimento intorno al 1921, dopo gli otto anni trascorsi nella cappellania del Mar. Anche in questa nuova sede continuò l'attività catechistica e pastorale.

Un sacerdote vicino ai poveri
La tradizione biografica lo descrive come un sacerdote caratterizzato da una forte austerità personale e da una particolare attenzione ai poveri. Le fonti ricordano che viveva con grande semplicità, arrivando ad avere mobili e indumenti ricevuti in prestito o in dono, mentre una parte delle sue disponibilità veniva destinata alle elemosine.
Particolarmente importante era il suo impegno nella catechesi. Quando esercitava il ministero tra i pescatori, impartiva il catechismo anche nell'ambiente del porto; successivamente continuò questa attività presso il convento delle Agostiniane. Le fonti ricordano inoltre il suo interesse per l'Eucaristia e una vita personale segnata da pratiche ascetiche severe.
Questi particolari appartengono soprattutto alla memoria biografica sviluppatasi intorno alla sua figura e non devono essere confusi con dati direttamente verificabili attraverso documenti contemporanei. La loro presenza costante nella tradizione della causa contribuisce tuttavia a spiegare l'immagine di sacerdote povero, catechista e dedito al ministero che accompagnò la fama di santità successiva.

Il 1936 e il rifugio a Benidoleig
La situazione cambiò radicalmente nell'estate del 1936. Dopo l'inizio della guerra civile spagnola e della persecuzione religiosa nella zona rimasta sotto il controllo repubblicano, Ballester Far continuò a rimanere a Xàbia per alcune settimane. Secondo le fonti biografiche, il 2 agosto lasciò la città e si trasferì nel paese natale di Benidoleig.
La sua posizione non era però quella di un sacerdote impegnato in attività militari. La documentazione della Santa Sede colloca Ballester Far tra i sacerdoti diocesani della causa dei martiri valenciani e presenta il gruppo come composto da persone impegnate nei rispettivi ministeri e attività apostoliche. La causa fu istruita come causa di martirio nel contesto della persecuzione religiosa del 1936-1939.
A Xàbia Ballester Far era inoltre stato consigliere ecclesiastico del Sindacato Agricolo Jesús Nazareno. Proprio questa precedente responsabilità divenne il motivo ufficiale del suo richiamo a Xàbia. Il 23 settembre 1936 il comitato locale lo fece prelevare a Benidoleig con il pretesto di ottenere chiarimenti riguardanti il sindacato e i suoi beni.

La morte sulla strada per Benissa
Secondo la ricostruzione trasmessa dalle fonti della causa, Ballester Far fu prelevato da uomini giunti da Xàbia. Il tragitto avrebbe dovuto condurlo verso la città, ma egli venne infine portato sulla strada tra Teulada e Benissa.
Qui fu ucciso a colpi d'arma da fuoco. Le fonti ufficiali della Santa Sede indicano il 23 settembre 1936 come data della morte e la strada Teulada-Benissa come luogo del martirio. Questa è quindi la data da privilegiare nella scheda, nonostante alcune fonti secondarie derivate dalla tradizione biografica riportino il 24 settembre.
Le testimonianze agiografiche riferiscono che fu colpito all'addome e che, durante l'agonia, pregò per i propri uccisori e chiese misericordia per loro. Il corpo sarebbe stato ritrovato con il rosario tra le mani. Questi particolari appartengono alla tradizione testimoniale della causa e sono stati ripetuti nella letteratura agiografica successiva; non devono quindi essere presentati come se ogni dettaglio fosse direttamente documentato da una fonte contemporanea indipendente.
Il corpo fu inizialmente sepolto a Benissa. Dopo la guerra venne trasferito a Benidoleig. Secondo la memoria locale, i suoi resti sono oggi venerati nella chiesa parrocchiale della Sangue di Cristo, nel paese natale.

La tradizione delle rose
Una delle tradizioni più caratteristiche legate a Ballester Far racconta che, alcuni giorni dopo l'uccisione, nel luogo dove era caduto il suo sangue sarebbero comparse delle rose.
Si tratta di un motivo agiografico che ricorre nella letteratura devozionale relativa al beato e che viene collegato alla fama di santità attribuitagli dai contemporanei. Non costituisce tuttavia una prova storica di un fenomeno soprannaturale. È più corretto considerarlo una tradizione legata alla memoria del martire, significativa soprattutto per comprendere la formazione della sua fama sanctitatis.

La beatificazione
Ballester Far fu inserito nella causa comprendente José Aparicio Sanz e altri 232 martiri legati alla diocesi di Valencia e ad altre circoscrizioni ecclesiastiche. Il decreto relativo alla causa fu letto davanti a Giovanni Paolo II il 18 dicembre 2000. La beatificazione ebbe luogo in piazza San Pietro l'11 marzo 2001.
La documentazione ufficiale della celebrazione sottolinea che il gruppo era composto da sacerdoti diocesani, religiosi, religiose e laici e che le diverse cause erano state riunite secondo le norme canoniche allora vigenti. La beatificazione fu presentata dalla Santa Sede come conclusione di un lungo percorso processuale e come riconoscimento del martirio subito durante la persecuzione religiosa.
Ballester Far non è quindi un beato isolato nella storia ecclesiale valenciana del Novecento, ma uno dei numerosi sacerdoti e fedeli vittime della persecuzione religiosa del 1936. Il suo culto liturgico è fissato al 23 settembre, data nella quale il Martirologio Romano ne ricorda il martirio a Benissa.

Il legame con Xàbia
Uno degli aspetti più interessanti della sua vicenda è la lunga permanenza a Xàbia. Per oltre due decenni Ballester Far fu legato alla comunità locale, dapprima attraverso il ministero tra i pescatori e successivamente attraverso le Agostiniane Scalze. Una fonte locale recente ricorda ancora la sua immagine all'interno dell'antico convento e la memoria popolare del sacerdote conosciuto come don Vicente.
Il rapporto con i pescatori costituisce un elemento particolarmente significativo perché mostra che la sua memoria non nacque soltanto dopo il martirio. Le fonti biografiche riferiscono infatti una popolarità già acquisita durante gli anni del ministero, culminata nella richiesta di mantenere il sacerdote presso la cappellania del Mar.

Il sindacato agricolo Jesús Nazareno
La vicenda del Sindacato Agricolo Jesús Nazareno è importante per comprendere le circostanze immediate del martirio. Ballester Far ne era stato consigliere ecclesiastico e proprio questa precedente funzione venne richiamata quando fu convocato dal comitato di Xàbia nel settembre 1936. La documentazione disponibile non autorizza però a trasformare tale incarico pastorale in una specifica attività politica o militare.

Una testimonianza inserita nella persecuzione religiosa valenciana
Il caso di Ballester Far deve essere collocato nel quadro più ampio della persecuzione religiosa che colpì numerosi membri del clero e del laicato cattolico nella Spagna del 1936. La Santa Sede, nella presentazione della beatificazione, descrisse la violenza subita dai sacerdoti e dai religiosi nella zona repubblicana e spiegò il percorso processuale attraverso il quale numerose vittime furono riconosciute come martiri.
La qualificazione di Ballester Far come martire non deriva quindi semplicemente dal fatto che morì durante la guerra civile: è il risultato della valutazione ecclesiastica compiuta nell'ambito della causa di beatificazione. Questo è un punto importante per distinguere la semplice appartenenza alle vittime del conflitto dalla specifica categoria canonica del martirio.

Curiosità
- Ballester Far fu cappellano del Mar a Xàbia per circa otto anni, prima di passare al servizio delle Agostiniane Scalze.
- Secondo la tradizione biografica, i pescatori di Xàbia presentarono una richiesta collettiva all'arcivescovo perché il sacerdote non fosse trasferito dalla loro cappellania.
- La sua memoria locale è rimasta legata sia alle Agostiniane Scalze di Xàbia sia alla chiesa parrocchiale della Sangue di Cristo di Benidoleig.
- La tradizione agiografica racconta che il corpo fu ritrovato con il rosario tra le mani e che nel luogo del martirio sarebbero comparse successivamente delle rose. Si tratta di elementi della memoria devozionale, non di fatti storici indipendentemente verificati.
- La Santa Sede registra ufficialmente il 23 settembre 1936 come data della morte, mentre alcune fonti secondarie riportano il 24 settembre. La data del 23 settembre è quella da ritenere prevalente e ufficiale.

Cronologia
- 1888 - Nasce a Benidoleig, nella provincia di Alicante, il 4 febbraio.
- Anni della formazione - Studia nel Seminario Conciliar di Valencia e ottiene una borsa presso il Collegio del Corpus Christi.
- 1913 - Riceve l'ordinazione sacerdotale e viene destinato a Xàbia.
- 1913-1921 circa - Esercita il ministero come cappellano del Mar e delle Dogane di Xàbia.
- Dal 1921 circa - Assume la cappellania delle Agostiniane Scalze di Xàbia e continua il ministero catechistico.
- 2 agosto 1936 - Lascia Xàbia e si trasferisce a Benidoleig a causa della situazione determinata dalla persecuzione religiosa.
- 23 settembre 1936 - Viene prelevato a Benidoleig, condotto verso Xàbia e ucciso sulla strada tra Teulada e Benissa.
- Dopo il 1936 - Viene inizialmente sepolto a Benissa e successivamente trasferito a Benidoleig.
- 18 dicembre 2000 - Il decreto relativo alla causa dei martiri viene letto davanti a Giovanni Paolo II.
- 11 marzo 2001 - Giovanni Paolo II lo beatifica in piazza San Pietro insieme a José Aparicio Sanz e ad altri 232 martiri.
- 23 settembre - La Chiesa celebra la memoria liturgica del Beato Vincenzo Ballester Far.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione del personaggio è sicura. La documentazione ufficiale della Santa Sede registra Vincenzo Ballester Far come sacerdote diocesano, nato a Benidoleig il 4 febbraio 1888 e morto sulla strada Teulada-Benissa il 23 settembre 1936.
- Le informazioni fondamentali sulla sua formazione, sull'ordinazione nel 1913 e sul ministero a Xàbia sono trasmesse da una tradizione biografica coerente, riconducibile soprattutto alla documentazione utilizzata nella causa dei martiri valenciani e all'opera di José Zahonero Vivó.
- La ricostruzione della sua morte come uccisione durante la persecuzione religiosa del 1936 è sostenuta dalla documentazione ecclesiastica della causa e dal riconoscimento ufficiale del martirio.
- Esiste una discordanza secondaria sulla data della morte, con alcune fonti derivate dalla tradizione biografica che indicano il 24 settembre. La documentazione ufficiale della Santa Sede, la scheda dei martiri e il calendario liturgico indicano invece il 23 settembre 1936. È quindi questa la data da adottare.
- I particolari relativi alle ultime parole, al rosario trovato tra le mani e soprattutto alla comparsa delle rose nel luogo del sangue appartengono alla tradizione agiografica e testimoniale. Sono importanti per la storia della fama di santità, ma non devono essere presentati come fenomeni soprannaturali storicamente dimostrati.
- La vicenda personale è relativamente ben definita per gli anni del ministero sacerdotale, mentre rimangono scarsamente documentati i dati sulla famiglia, sull'infanzia e sui primi anni. Non è quindi corretto completare tali lacune con ricostruzioni ipotetiche.
- La storia del culto è strettamente legata alla memoria locale di Benidoleig e Xàbia e al riconoscimento ecclesiale del martirio. La beatificazione del 2001 costituisce il principale momento istituzionale della sua venerazione contemporanea.

Fonti e bibliografia essenziale
- Santa Sede, Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, Beatificazione dei Servi di Dio José Aparicio Sanz sacerdote e 232 compagni presbiteri, religiosi, religiose e laici martiri, Piazza San Pietro, 11 marzo 2001.
- Congregazione delle Cause dei Santi, Los nombres de los mártires. Causa de los sacerdotes diocesanos, mujeres, hombres y jóvenes de Acción Católica y de otras asociaciones apostólicas de la Archidiócesis de Valencia, decreto letto davanti al Santo Padre il 18 dicembre 2000.
- Zahonero Vivó, José, Sacerdotes mártires. Archidiócesis de Valencia, 1936-1939, Alcoy, Marfil, 1951. L'opera costituisce la fonte biografica indicata dalle principali schede agiografiche consultate.
- Cárcel Ortí, Vicente, Historia de la Iglesia en Valencia, vol. II, Valencia, 1986. Riferimento bibliografico utilizzato nella documentazione locale relativa ai martiri valenciani.
- Gabarda Cebellán, Vicent, La represión en la retaguardia republicana. País Valenciano 1936-1939, Valencia, 1996. Riferimento storiografico per il contesto della repressione nella regione valenciana.
- Fita Revert, Ricardo, Mártires de Cristo de la Archidiócesis de Valencia, Valencia, Delegación Diocesana para las Causas de los Santos, 1999. Riferimento specifico per la documentazione dei martiri dell'arcidiocesi.
- Martirologio Romano, memoria del Beato Vincenzo Ballester Far, 23 settembre.
- Xàbia al Día, 'El Beato Vicente Ballester Far', 20 gennaio 2024, per la memoria locale del sacerdote, il trasferimento delle reliquie e la storia dei suoi incarichi a Xàbia.


Autore:
Giampietro Cattini

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-09-11

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati