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Beato Vincenzo Sicluna Hernandez Sacerdote e martire

Festa: 22 settembre

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Valencia, Spagna, 30 settembre 1859 - Bolbaite, Valencia, Spagna, 22 settembre 1936

Fu un sacerdote dell’arcidiocesi di Valencia che esercitò per oltre trent’anni il ministero pastorale a Navarrés, nella regione valenciana. Nato a Valencia nel 1859, studiò nel Seminario Conciliar e fu ordinato sacerdote nel 1884. Dopo diversi incarichi parrocchiali, nel 1902 giunse a Navarrés come parroco economo e dall’ottobre 1903 ne divenne ufficialmente parroco, rimanendovi fino alla morte. La sua lunga attività è ricordata soprattutto per la cura pastorale, la direzione spirituale e l’impegno nell’ambito sociale, accanto a una particolare devozione per il Santissimo Cristo della Salute. Durante la persecuzione religiosa del 1936 scelse di non abbandonare la comunità affidata alle sue cure. Dopo essersi nascosto in diverse abitazioni per evitare di esporre altre persone al pericolo, fu catturato il 22 settembre e ucciso a Bolbaite. La Chiesa cattolica ha riconosciuto il suo martirio e lo ha beatificato l’11 marzo 2001 insieme a José Aparicio Sanz e ad altri 231 compagni. La sua vicenda è quindi documentata soprattutto attraverso gli atti della causa di martirio e la memoria conservata dalla comunità di Navarrés.

Etimologia: Dal latino Vincentius, da vincere, “vincere”, “avere la meglio”.

Martirologio Romano: Nel villaggio di Bolbaite sempre nel territorio di Valencia, beato Vincenzo Sicluna Hernández, sacerdote e martire, ucciso nella medesima persecuzione.


Vincenzo Sicluna Hernández nacque a Valencia il 30 settembre 1859. La data è quella riportata nella documentazione ufficiale relativa alla beatificazione e nelle principali liste dei martiri valenciani; una pagina della Pontificia Accademia Cultorum Martyrum riporta invece il 31 ottobre dello stesso anno. La documentazione utilizzata per la beatificazione consente tuttavia di assumere il 30 settembre come data di riferimento.
La sua famiglia aveva origini almeno in parte maltesi. Il nonno paterno, Félix Sicluna Fenech, era nato a Għaxaq, nell’isola di Malta, nel 1775, prima di trasferirsi nel territorio valenciano. Questo legame familiare avrebbe assunto particolare rilievo nella memoria successiva del sacerdote e nei rapporti instaurati tra Navarrés e Malta.
Sicluna Hernández compì gli studi ecclesiastici nel Seminario Conciliar di Valencia. Prima della formazione sacerdotale aveva seguito anche gli studi magistrali; le fonti lo ricordano inoltre come uomo di solida preparazione culturale, laureato in teologia e qualificato negli studi umanistici. Fu ordinato sacerdote nel 1884.

I primi incarichi pastorali
Le informazioni più dettagliate sulla sua carriera ecclesiastica provengono da una ricostruzione biografica conservata nell’ambiente maltese-valenciano. Dopo l’ordinazione svolse il ministero come coadiutore a Las Ventas de La Puebla, oggi La Pobla de Vallbona, dal 1884 al 1893. Nel 1893 passò come coadiutore alla parrocchia dell’Assunzione di Nostra Signora ad Albaida, dove rimase fino all’anno successivo. Dal 1894 al 1900 fu parroco economo nella parrocchia di Nostra Signora degli Angeli a Serra.
Tra il 1901 e il 1902 esercitò il ministero nella parrocchia di Nostra Signora degli Angeli a Cortes de Arenoso, nel territorio dell’attuale provincia di Castellón. Nel giugno 1902 fu quindi destinato a Navarrés come parroco economo. Il 23 ottobre 1903 assunse definitivamente la parrocchia dell’Assunzione di Nostra Signora, che avrebbe guidato senza interruzione fino alla morte.

Trent’anni a Navarrés
È soprattutto a Navarrés che si sviluppò la figura sacerdotale di Sicluna Hernández. Le fonti lo ricordano come un sacerdote prudente, disponibile e attento alle necessità dei fedeli. La sua lunga permanenza nella stessa comunità contribuì a creare una memoria particolarmente forte, tanto che ancora dopo la morte veniva ricordato per la direzione spirituale, la predicazione e la cura delle persone malate.
La sua attività non si limitò all’ambito strettamente religioso. Sicluna Hernández partecipò alla vita sociale del paese e si interessò alle iniziative di carattere agricolo e cooperativo. Nel 1929 fu nominato consigliere del Sindacato Agricolo del Santissimo Cristo della Salute, istituito il 29 giugno di quell’anno. L’impegno sociale rappresentò quindi una componente concreta del suo lungo ministero a Navarrés.
Aveva anche interessi culturali e artistici. Le fonti locali gli attribuiscono capacità nel disegno e nella pittura e ricordano alcuni ritratti eseguiti per abitanti di Navarrés. È inoltre ricordata la sua partecipazione ai Jocs Florals organizzati dal sodalizio culturale valenciano Lo Rat Penat, dove una sua composizione poetica avrebbe ottenuto un riconoscimento. Questi elementi contribuiscono a delineare una personalità non limitata all’esercizio del ministero parrocchiale.

Predicazione e spiritualità
Sicluna Hernández godeva della fama di buon predicatore. La tradizione locale conserva il soprannome di “Pico de Oro”, attribuitogli per l’efficacia della parola. Tra i temi della sua predicazione vengono ricordate le meditazioni sui Sette Dolori della Vergine e sulle Sette Parole di Cristo in croce.
Alla sua attività pastorale si collegano anche numerosi scritti di carattere religioso: sermoni, inni, canti, meditazioni e riflessioni spirituali. La documentazione locale afferma che gli originali di queste composizioni erano ancora conservati. Particolare rilievo ebbe la sua devozione verso il Santissimo Cristo della Salute di Navarrés, alla cui immagine dedicò anche alcuni inni.
Questi elementi appartengono soprattutto alla memoria della comunità e alla documentazione biografica raccolta dopo il martirio. Non è quindi possibile ricostruire attraverso di essi ogni aspetto della sua spiritualità personale; è però ben attestata l’importanza che la predicazione, la devozione e l’assistenza pastorale ebbero nella sua lunga attività a Navarrés.

La persecuzione del 1936
Quando nel luglio 1936 la situazione politica e religiosa spagnola precipitò nella guerra civile e nella persecuzione contro numerosi membri del clero e del laicato cattolico, Sicluna Hernández aveva già settantasei anni. Non lasciò Navarrés. Secondo la documentazione biografica locale, tra il 15 agosto e il 22 settembre trovò rifugio successivamente presso diverse famiglie, che lo ospitarono nonostante il rischio cui andavano incontro.
La fase finale della sua clandestinità presenta un elemento particolarmente significativo. L’ultimo rifugio sarebbe stato un edificio appartenente a una comunità evangelica, allora inutilizzato. Alcuni membri di quella comunità contribuirono a proteggerlo, nonostante le differenze confessionali. La tradizione locale racconta che Sicluna Hernández, riconoscente per l’ospitalità ricevuta, donò loro la propria Bibbia. Il particolare è interessante perché documenta, se confermato dalla documentazione originale della causa, un episodio di solidarietà religiosa in un momento segnato da fortissime tensioni.

L’arresto e la morte
Il 22 settembre 1936 Sicluna Hernández fu arrestato nel suo rifugio. Il Martyrologium Romanum, nella memoria liturgica del 22 settembre, identifica il luogo della morte in Bolbaite e lo presenta semplicemente come sacerdote e martire della persecuzione religiosa. La documentazione relativa alla beatificazione lo colloca anch’essa a Bolbaite nello stesso giorno.
Le ricostruzioni biografiche locali riferiscono che fu condotto a Bolbaite e ucciso. Alcune fonti successive precisano che sarebbe stato colpito alla nuca e che il suo cadavere sarebbe stato esposto pubblicamente per le strade del paese. Poiché questi particolari derivano soprattutto da testimonianze e ricostruzioni locali posteriori, è opportuno distinguerli dal dato essenziale, solidamente attestato: il sacerdote fu arrestato e ucciso il 22 settembre 1936 a Bolbaite durante la persecuzione religiosa.
Il suo martirio si colloca nella più ampia persecuzione religiosa sviluppatasi in diverse zone della Spagna durante la guerra civile. Nel processo canonico la Chiesa riconobbe che i 233 candidati del gruppo erano stati uccisi in ragione della loro fede e della loro appartenenza alla Chiesa. Giovanni Paolo II, nell’omelia della beatificazione, li presentò come uomini e donne di diversa condizione, accomunati dalla testimonianza cristiana fino alla morte.

Il ritrovamento dei resti
Dopo l’uccisione, il corpo di Sicluna Hernández rimase nel cimitero di Bolbaite. Una ricostruzione locale riferisce che nel gennaio 2002 i suoi resti furono identificati nel cimitero del paese e successivamente trasferiti nella chiesa parrocchiale dell’Assunzione di Nostra Signora a Navarrés, la comunità nella quale aveva esercitato il ministero per oltre tre decenni.
La documentazione relativa alla celebrazione della beatificazione indica proprio la chiesa parrocchiale di Navarrés come luogo della sua sepoltura. Nel 2004, inoltre, una documentazione dell’arcidiocesi di Valencia attestò la concessione di una reliquia del beato, una falange della mano, destinata alla venerazione nella chiesa di San Girolamo a Valencia.

La beatificazione e la memoria
Il processo per il riconoscimento del martirio si concluse con il decreto della Congregazione delle Cause dei Santi letto il 18 dicembre 2000. Sicluna Hernández fu inserito nella causa di José Aparicio Sanz e 232 compagni, comprendente numerosi sacerdoti, religiosi, religiose e laici uccisi durante la persecuzione religiosa spagnola.
L’11 marzo 2001 Giovanni Paolo II proclamò beati a Roma José Aparicio Sanz e i suoi 232 compagni martiri. Nella sua omelia il pontefice sottolineò che, secondo gli atti dei processi canonici, i nuovi beati avevano subito la morte per la loro fede e che i processi avevano raccolto testimonianze sulla loro condotta cristiana. La beatificazione non fu quindi fondata sulla semplice memoria locale, ma sul riconoscimento canonico del martirio dopo l’esame delle rispettive cause.
La memoria di Sicluna Hernández ha assunto anche una dimensione particolare per i rapporti tra Valencia e Malta. Il legame con l’isola, derivante dalle origini del nonno paterno, ha favorito una successiva attenzione maltese verso la sua figura. Nel 2007, in occasione della restaurazione della chiesa di Navarrés, fu ricordato anche il rapporto con Malta e venne presentato il reliquiario del martire.

Il legame con Malta
L’origine maltese della famiglia paterna costituisce uno degli aspetti meno comuni della vicenda di Sicluna Hernández. Il nonno Félix Sicluna Fenech, nato a Għaxaq nel 1775, emigrò nel territorio valenciano alla fine del XVIII secolo. Il legame genealogico è stato valorizzato soprattutto dopo la beatificazione, quando Navarrés e ambienti maltesi hanno sviluppato rapporti di memoria e collaborazione attorno alla figura del sacerdote.
Questo elemento non deve però essere trasformato in una caratteristica dell’identità personale del beato che le fonti antiche non documentano. Il suo legame con Malta è soprattutto familiare e la successiva devozione maltese rappresenta una fase della storia della sua memoria.

Una memoria che supera il semplice culto locale
Il ritrovamento dei resti nel 2002 e il loro trasferimento nella parrocchia di Navarrés hanno avuto un’importanza particolare per la comunità nella quale Sicluna Hernández aveva esercitato il ministero. La presenza delle reliquie ha inoltre favorito una memoria pubblica che coinvolge Valencia e Malta. Nel 2004 è documentata la concessione di una reliquia a una chiesa valenciana e nel 2007 il reliquiario fu presentato durante una celebrazione a Navarrés.

Il rapporto con una comunità evangelica
La tradizione relativa all’ultimo rifugio del sacerdote merita attenzione anche dal punto di vista storico. Secondo la ricostruzione biografica maltese-valenciana, Sicluna Hernández fu aiutato da membri di una comunità evangelica locale, che gli offrirono un luogo sicuro quando la persecuzione rendeva pericolosa la presenza di un sacerdote cattolico. L’episodio, sebbene appartenente alla documentazione biografica successiva e da valutare criticamente rispetto agli atti originari della causa, costituisce una testimonianza significativa di solidarietà personale oltre le divisioni confessionali.

Curiosità
    • Il cognome Sicluna richiama le origini maltesi della famiglia paterna: il nonno Félix Sicluna Fenech era nato a Għaxaq nel 1775.
    • Sicluna Hernández non fu soltanto un sacerdote impegnato nella pastorale: le fonti locali gli attribuiscono interessi per la poesia, il disegno e la pittura.
    • È ricordato per avere composto inni dedicati al Santissimo Cristo della Salute, particolarmente venerato a Navarrés.
    • Secondo una tradizione conservata nella sua biografia, durante la clandestinità avrebbe donato la propria Bibbia ai membri di una comunità evangelica che lo avevano aiutato a nascondersi.
    • Nel gennaio 2002 i suoi resti furono identificati nel cimitero di Bolbaite e trasferiti nella chiesa parrocchiale di Navarrés.
    • Nel 2007 il reliquiario del beato fu presentato pubblicamente a Navarrés alla presenza di rappresentanti maltesi, nel contesto dei rapporti tra la località valenciana e Malta.

Cronologia
    • 30 settembre 1859 - Nasce a Valencia, secondo la documentazione ufficiale della causa di beatificazione.
    • 1884 - È ordinato sacerdote nel Seminario Conciliar di Valencia.
    • 1884-1893 - Esercita il ministero come coadiutore a Las Ventas de La Puebla, oggi La Pobla de Vallbona.
    • 1893-1894 - È coadiutore nella parrocchia dell’Assunzione di Nostra Signora ad Albaida.
    • 1894-1900 - Esercita il ministero nella parrocchia di Nostra Signora degli Angeli a Serra.
    • 1901-1902 - È parroco a Cortes de Arenoso.
    • Giugno 1902 - Arriva a Navarrés come parroco economo.
    • 23 ottobre 1903 - Assume definitivamente la parrocchia dell’Assunzione di Nostra Signora a Navarrés.
    • 1929 - È nominato consigliere del Sindacato Agricolo del Santissimo Cristo della Salute.
    • 15 agosto-22 settembre 1936 - Durante la persecuzione religiosa trova rifugio presso diverse famiglie di Navarrés.
    • 22 settembre 1936 - È arrestato e ucciso a Bolbaite.
    • 18 dicembre 2000 - Il decreto sul martirio viene letto nel contesto della causa di José Aparicio Sanz e 232 compagni.
    • 11 marzo 2001 - È beatificato a Roma da papa Giovanni Paolo II.
    • Gennaio 2002 - I suoi resti vengono identificati nel cimitero di Bolbaite e trasferiti nella chiesa parrocchiale di Navarrés.
    • 18 dicembre 2004 - È documentata la concessione di una reliquia del beato alla chiesa di San Girolamo a Valencia.
    • 2007 - A Navarrés viene presentato il reliquiario del beato nel contesto dei rapporti con Malta.

Valutazione storico-critica
    • L’esistenza storica di Vincenzo Sicluna Hernández, il suo ministero sacerdotale e la sua appartenenza al clero diocesano di Valencia sono solidamente documentati, così come la sua permanenza a Navarrés e la morte a Bolbaite il 22 settembre 1936.
    • La data di nascita presenta una discrepanza nelle fonti: la documentazione ufficiale della beatificazione indica il 30 settembre 1859, mentre una pagina della Pontificia Accademia Cultorum Martyrum riporta il 31 ottobre 1859. Per coerenza con il dossier della beatificazione e con le principali fonti biografiche è stata adottata la data del 30 settembre.
    • La ricostruzione della sua attività pastorale è più dettagliata nelle fonti locali e nelle pubblicazioni successive rispetto alle fonti liturgiche ufficiali. Particolarmente documentata appare la lunga permanenza a Navarrés, mentre la fase precedente del ministero è meno conosciuta.
    • Il dato storico fondamentale del martirio è particolarmente solido: Sicluna Hernández fu inserito in una causa canonica collettiva, il cui decreto sul martirio fu promulgato nel dicembre 2000, e fu beatificato nel 2001.
    • I particolari sulle modalità concrete dell’arresto e dell’uccisione, così come alcuni episodi della clandestinità, provengono soprattutto da testimonianze e ricostruzioni biografiche locali. Devono pertanto essere distinti dal dato liturgico essenziale, che si limita a ricordarlo come sacerdote e martire ucciso a Bolbaite durante la persecuzione religiosa.
    • La storia del culto è meglio documentata dopo la beatificazione: il ritrovamento dei resti nel 2002, il trasferimento a Navarrés e la successiva venerazione delle reliquie mostrano la continuità della memoria locale.
    • Il rapporto con Malta è storicamente fondato sul legame genealogico con il nonno paterno, mentre il riconoscimento come patrono degli emigranti maltesi appartiene alla storia successiva della devozione e va distinto dai dati biografici direttamente attestati per il sacerdote.
    • Nel complesso, la documentazione permette di delineare con sufficiente sicurezza un sacerdote di lunga esperienza pastorale, particolarmente legato a Navarrés, la cui morte violenta nel 1936 fu riconosciuta dalla Chiesa come martirio. Gli aspetti più dettagliati della sua spiritualità e della sua attività sociale derivano invece in parte dalla memoria locale e devono essere valutati alla luce della distanza temporale delle fonti.

Fonti e bibliografia essenziale
    • Giovanni Paolo II, Beatificación de los Siervos de Dios José Aparicio Sanz y 232 compañeros mártires en España. Homilía, 11 marzo 2001, Città del Vaticano.
    • Oficina de las Celebraciones Litúrgicas del Sumo Pontífice, Beatificación de los Siervos de Dios José Aparicio Sanz, presbítero, y 232 compañeros, presbíteros, religiosos, religiosas y laicos mártires, 11 marzo 2001. Documento con l’elenco dei candidati e il riferimento al decreto della Congregazione delle Cause dei Santi del 18 dicembre 2000.
    • Congregación para las Causas de los Santos, documentazione relativa a José Aparicio Sanz e 232 compagni martiri, decreto sul martirio del 18 dicembre 2000.
    • Martyrologium Romanum, memoria del 22 settembre: “In Bolbaite … beato Vincenzo Sicluna Hernández, presbitero e martire”.
    • Conferencia Episcopal Española, Mártires del siglo XX en España. Quienes son y de dónde vienen, elenco ufficiale dei martiri, Vicente Sicluna Hernández, sacerdote diocesano, beatificazione 11 marzo 2001.
    • Asociación Española Amigos de Malta, Biografía del Beato Vicente Sicluna Hernández, dossier biografico dedicato alla genealogia, al ministero pastorale, alla persecuzione, al ritrovamento delle reliquie e ai rapporti con Malta.
    • Times of Malta, “Biography: Vicente Scicluna Hernández”, ricostruzione biografica del ministero sacerdotale e della permanenza a Navarrés.
    • V. Cárcel Ortí e R. Fita Revert, Mártires valencianos del siglo XX, Valencia, Edicep, 1998, studio citato nella documentazione ufficiale della celebrazione della beatificazione.
    • El Testigo Fiel, “Beato Vicente Sicluna Hernández, presbítero y mártir”, scheda divulgativa basata anche sulla biografia di J. Zahonero Vivó, Sacerdotes Mártires.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-10

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