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El Camp de Mirra, Alicante, Spagna, 11 agosto 1879 - Rotglà i Corberà, Valencia, Spagna, 24 settembre 1936
Fu un sacerdote diocesano dell’arcidiocesi di Valencia, nato a El Camp de Mirra nel 1879 e ucciso a Rotglà il 24 settembre 1936, durante la persecuzione religiosa sviluppatasi nella Spagna della guerra civile. Dopo gli studi nel seminario di Valencia e nel Collegio del Corpus Christi, dove ottenne una collegialità per concorso, fu ordinato sacerdote nel 1904 e conseguì il dottorato in teologia. Il suo ministero si svolse in diverse comunità valenciane, tra cui Xaló, El Camp de Mirra, Benissivà, Alberic, Dénia e Alcoi. Le testimonianze sulla sua attività pastorale insistono soprattutto sull’attenzione ai poveri, sull’impegno sociale e sul rapporto con i laici. Nel 1912, ad Alberic, promosse una mensa per i bisognosi; a Dénia partecipò anche a iniziative educative e sociali. Dal 1931 fu alla guida della parrocchia arcipretale di Santa Maria di Alcoi. Dopo l’inizio della guerra civile fu costretto ad abbandonare la casa parrocchiale, venne arrestato e successivamente liberato. Il 24 settembre fu nuovamente prelevato e condotto a Rotglà, dove venne ucciso. La Chiesa cattolica lo ha riconosciuto martire e lo ha beatificato nel 2001 insieme ad altri 232 martiri.
Martirologio Romano: Nel villaggio di Rotglá y Corbera nello stesso territorio in Spagna, beato Giuseppe Maria Ferrándiz Hernández, sacerdote e martire, che, durante la stessa persecuzione, portò a termine la sua battaglia per la fede.
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José María Ferrándiz Hernández nacque l’11 agosto 1879 a El Camp de Mirra, località della provincia di Alicante appartenente all’arcidiocesi di Valencia. Le fonti che ne ricordano la formazione concordano nel collocare gli studi ecclesiastici nel seminario di Valencia e successivamente nel Collegio del Corpus Christi, noto anche come Collegio del Patriarca. Qui ottenne una collegialità attraverso un concorso, elemento che testimonia il buon livello della sua preparazione. La tradizione biografica successiva lo presenta come dotato di notevoli capacità intellettuali, ma questo giudizio appartiene soprattutto alle fonti agiografiche posteriori e non deve essere trasformato in una valutazione documentaria indipendente. Fu ordinato sacerdote nel 1904. Le fonti lo ricordano inoltre come dottore in teologia, titolo che si inserisce nel percorso di formazione superiore seguito presso le istituzioni ecclesiastiche valenciane.
I primi incarichi pastorali Dopo l’ordinazione, Ferrándiz Hernández esercitò il ministero in diverse comunità. Le fonti ricordano dapprima Xaló, quindi El Camp de Mirra e Benissivà. Una ricostruzione più dettagliata colloca nel 1905 l’inizio del suo ministero parrocchiale a Xaló, dove sarebbe rimasto fino al 1910, per passare successivamente a Benissivà. Queste date intermedie sono riportate da fonti agiografiche e divulgative, mentre le fonti ufficiali utilizzate per la beatificazione confermano soprattutto la sequenza generale dei suoi incarichi. Il passaggio attraverso più comunità contribuì a costruire una significativa esperienza pastorale prima dell’assunzione di incarichi di maggiore responsabilità.
Alberic e l’attenzione ai poveri Nel 1912 Ferrándiz Hernández fu nominato arciprete di Alberic. Fu durante questo periodo che la sua attività pastorale assunse un carattere particolarmente sociale. Le fonti agiografiche ricordano infatti la fondazione di un comedor de caridad, cioè una mensa destinata ai poveri. L’iniziativa viene generalmente presentata come una delle espressioni più caratteristiche della sua attenzione alle persone economicamente più deboli. È prudente evitare di attribuire a questa iniziativa una precisa struttura organizzativa o dimensione numerica in assenza di documentazione indipendente più dettagliata. Il dato storicamente ricorrente nelle fonti è comunque quello dell’impegno assistenziale svolto durante il suo ministero ad Alberic.
Dénia e l’impegno sociale Successivamente Ferrándiz Hernández fu nominato arciprete di Dénia. Le testimonianze biografiche sottolineano ancora una volta il suo interesse per i poveri e per le classi operaie. Un documento storico relativo alla Provincia marista di Levante conserva inoltre una fotografia nella quale compare come parroco della parrocchia dell’Assunzione e presidente del Patronato collegato a un’importante iniziativa educativa di Dénia. La fotografia è probabilmente collegata all’inaugurazione dei nuovi locali del collegio nel giugno 1930. Questa testimonianza è particolarmente interessante perché permette di collocare Ferrándiz Hernández non soltanto nell’ambito della pastorale strettamente parrocchiale, ma anche in quello delle iniziative educative e sociali promosse nella Dénia del primo Novecento.
L’arcipretale di Alcoi Nel 1931 Ferrándiz Hernández assunse la guida della parrocchia arcipretale di Santa Maria di Alcoi, importante centro industriale della provincia di Alicante. Rimase in questo incarico fino alla persecuzione del 1936. Le fonti sulla sua attività insistono sull’apostolato dei laici e sulle opere sociali, descrivendolo come un sacerdote fortemente impegnato nella vita della comunità. Il suo ministero ad Alcoi si svolse dunque in una realtà urbana caratterizzata da una significativa presenza operaia. È in questo contesto che va collocata l’attenzione attribuitagli dalle fonti verso i lavoratori e le fasce sociali più povere.
La persecuzione del 1936 L’inizio della guerra civile spagnola modificò radicalmente la situazione. Secondo la tradizione biografica trasmessa dalle fonti agiografiche, Ferrándiz Hernández fu costretto ad abbandonare la casa arcipretale e trovò temporaneamente rifugio presso l’Hotel Continental di Alcoi. La sua precedente attività pastorale e sociale gli aveva procurato, secondo queste testimonianze, una notevole considerazione tra i fedeli. Il 28 agosto 1936 venne arrestato ad Alcoi e tenuto in isolamento. Le fonti riferiscono che gli furono chieste alcune firme relative a documenti concernenti beni della chiesa arcipretale. Dopo tre giorni fu liberato. Questo episodio appartiene alla ricostruzione agiografica della sua ultima fase di vita ed è opportuno distinguerlo dai dati essenziali, documentati anche dalla documentazione ecclesiastica, relativi alla sua morte del 24 settembre.
La morte a Rotglà Il 24 settembre 1936 Ferrándiz Hernández fu nuovamente prelevato. La tradizione riportata dalle fonti agiografiche racconta che nel pomeriggio venne condotto da uomini armati fuori da Alcoi e trasportato verso Valencia. Giunto a Rotglà, fu fatto scendere dal veicolo e ucciso. Una versione narrativa tramandata dalle fonti riferisce anche un breve dialogo con uno dei suoi esecutori e una benedizione impartita dal sacerdote prima della morte. Questo particolare, pur significativo nella tradizione del martirio, non è documentato con lo stesso grado di certezza dei dati fondamentali relativi al luogo e alla data della morte e deve pertanto essere presentato come testimonianza agiografica. La documentazione ecclesiastica ufficiale identifica senza ambiguità il luogo e la data del martirio: Rotglà, 24 settembre 1936. Il Martyrologium Romanum ricorda Ferrándiz Hernández proprio a Rotglà y Corbera, dove, durante la persecuzione religiosa, concluse il combattimento della fede. Aveva 57 anni.
Il riconoscimento del martirio Ferrándiz Hernández fu inserito nel gruppo dei 233 martiri della persecuzione religiosa in Spagna guidato, nella causa di beatificazione, da José Aparicio Sanz. Il 11 marzo 2001 Giovanni Paolo II presiedette a Roma la celebrazione della beatificazione. Tra i nuovi beati vi erano 38 sacerdoti dell’arcidiocesi di Valencia, insieme ad altri sacerdoti, religiosi e laici appartenenti a differenti realtà ecclesiali. Nell’omelia di beatificazione Giovanni Paolo II presentò complessivamente questi martiri come persone uccise nel contesto della persecuzione religiosa degli anni Trenta per la loro appartenenza e attività nella Chiesa. Il papa sottolineò inoltre che il riconoscimento ecclesiale del martirio non doveva essere interpretato come una presa di posizione politica dei martiri nella guerra civile, ma come il riconoscimento della loro testimonianza religiosa.
La memoria a El Camp de Mirra Dopo la morte, la memoria di Ferrándiz Hernández si è mantenuta in modo particolare nel suo paese natale. La chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo a El Camp de Mirra conserva il suo sepolcro, collocato nel transetto della chiesa. Il municipio locale lo ricorda esplicitamente come figlio del paese e beato, mentre testimonianze locali documentano anche la conservazione di una sua reliquia. La collocazione della sepoltura nel paese natale costituisce uno degli elementi più concreti della continuità della memoria locale. Il culto di Ferrándiz Hernández, a differenza di una semplice memoria biografica, è quindi legato a un luogo preciso, la parrocchia di San Bartolomeo, dove il suo sepolcro contribuisce ancora oggi alla conservazione della memoria del sacerdote e martire.
Un sacerdote impegnato nell’assistenza sociale L’aspetto più caratteristico della documentazione relativa alla sua attività pastorale è l’attenzione alle persone povere e alle classi lavoratrici. La mensa di carità di Alberic costituisce la testimonianza più esplicita di questo orientamento. A Dénia, inoltre, la sua presenza in un patronato collegato a un’opera educativa mostra un interesse per iniziative che andavano oltre l’amministrazione ordinaria della parrocchia. Non è necessario proiettare retrospettivamente su Ferrándiz Hernández categorie sociali proprie di epoche successive. È però documentabile che la memoria ecclesiale costruita attorno alla sua figura abbia conservato come tratto distintivo proprio l’attenzione pastorale ai poveri, ai lavoratori e all’educazione.
La fotografia di Dénia Una fotografia conservata nella documentazione storica della Provincia marista di Levante mostra Ferrándiz Hernández insieme a persone coinvolte nel Patronato Gavilà Ferrer e all’arcivescovo di Valencia Prudencio Melo Alcayde. La fotografia è ritenuta probabilmente risalente al 27 giugno 1930, in occasione dell’inaugurazione dei nuovi locali scolastici. La fonte precisa però che la datazione è soltanto probabile. Si tratta di una testimonianza iconografica particolarmente interessante perché permette di associare il sacerdote a un preciso ambiente ecclesiale e sociale della Dénia degli anni precedenti la guerra civile.
Curiosità - Nel 1930 Ferrándiz Hernández compare in una fotografia storica collegata alle attività del Patronato Gavilà Ferrer di Dénia. - Nella chiesa di San Bartolomeo di El Camp de Mirra, suo paese natale, è conservato il suo sepolcro nel transetto del tempio. - La sua memoria locale è tuttora associata a El Camp de Mirra, dove sono conservate anche reliquie del beato. - Il suo nome compare nel Martyrologium Romanum del 24 settembre insieme agli altri martiri valenciani ricordati in quella data.
Cronologia - 11 agosto 1879 - Nasce a El Camp de Mirra, nella provincia di Alicante. - 1904 - Viene ordinato sacerdote. - 1905 circa - Inizia il ministero parrocchiale a Xaló, secondo la tradizione biografica più dettagliata. - 1910 - Passa al ministero di Benissivà, secondo le ricostruzioni biografiche disponibili. - 1912 - È nominato arciprete di Alberic e promuove una mensa di carità per i bisognosi. - Anni successivi - È arciprete di Dénia e prosegue l’attività pastorale e sociale. - 1931 - Assume la guida della parrocchia arcipretale di Santa Maria di Alcoi. - Agosto 1936 - Viene arrestato ad Alcoi e successivamente liberato. - 24 settembre 1936 - È ucciso a Rotglà y Corberà durante la persecuzione religiosa. - 11 marzo 2001 - Giovanni Paolo II lo beatifica a Roma insieme a José Aparicio Sanz e ad altri 232 martiri. - Età moderna - La sua memoria e il suo sepolcro sono conservati nella chiesa di San Bartolomeo di El Camp de Mirra.
Valutazione storico-critica - L’identità di Giuseppe Maria Ferrándiz Hernández è solidamente documentata. Le fonti ecclesiastiche ufficiali concordano sulla nascita a El Camp de Mirra l’11 agosto 1879, sul ministero come sacerdote diocesano dell’arcidiocesi di Valencia e sulla morte a Rotglà il 24 settembre 1936. - La sua appartenenza al gruppo dei martiri beatificati nel 2001 è un dato ufficiale. Giovanni Paolo II lo inserì nel gruppo dei 233 martiri della persecuzione religiosa in Spagna, tra i quali figuravano 38 sacerdoti dell’arcidiocesi di Valencia. - La cronologia generale della sua formazione e del ministero sacerdotale è coerente nelle fonti. Sono invece meno solide, dal punto di vista documentario indipendente, alcune date intermedie relative ai singoli incarichi pastorali, che devono essere considerate con una certa prudenza. - L’attività caritativa ad Alberic è un elemento ricorrente nella tradizione biografica e viene specificamente collegata alla fondazione di una mensa per i poveri. La documentazione reperita non consente tuttavia di ricostruirne con precisione l’organizzazione e le dimensioni. - Il racconto dettagliato delle ultime ore, compreso il dialogo con l’uomo incaricato di ucciderlo e la benedizione impartita prima dell’esecuzione, appartiene alla tradizione agiografica tramandata da fonti posteriori. Il martirio a Rotglà il 24 settembre 1936 è invece saldamente attestato dalle fonti ecclesiastiche ufficiali. - La storia della memoria del beato è particolarmente significativa a El Camp de Mirra, dove si trova il suo sepolcro nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo. Questo dato documenta la continuità del culto locale e permette di distinguere la memoria storica della persona dalla narrazione agiografica delle sue ultime ore. - Il riconoscimento ecclesiale riguarda specificamente il martirio subito durante la persecuzione religiosa del 1936. Non deve essere confuso con una valutazione politica della guerra civile spagnola: nella celebrazione del 2001 Giovanni Paolo II presentò infatti i nuovi beati come testimoni della fede e insistette sulla necessità di superare violenza, odio e risentimento.
Fonti e bibliografia essenziale - Giovanni Paolo II, Beatification of the Servants of God José Aparicio Sanz and 232 Companions, Martyrs in Spain, omelia per la beatificazione, 11 marzo 2001, Vaticano. - Santa Sede, José Aparicio Sanz e 232 Compagni Martiri in Spagna (+ 1936-1939), elenco ufficiale dei candidati alla beatificazione, con i dati biografici di José María Ferrándiz Hernández. - Martyrologium Romanum, indice dei nomi, voce Ferrándiz Hernández, Giuseppe Maria, 24 settembre, 1936. - J. Zahonero Vivó, Sacerdotes Mártires, fonte agiografica indicata nelle repertoriazioni relative ai martiri valenciani e utilizzata per la tradizione biografica di Ferrándiz Hernández. - Provincia Marista de Levante, Historia de la Provincia Marista de Levante - Dénia, documentazione storica relativa al Patronato Gavilà Ferrer e alla presenza di Ferrándiz Hernández nelle iniziative educative di Dénia. - Ajuntament de El Camp de Mirra, Patrimonio Cultural, informazioni sul sepolcro del beato nella chiesa di San Bartolomeo e sulla memoria locale.
Autore: Giampietro Cattini
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