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Beato Vincenzo Pelufo Corts Sacerdote e martire

Festa: 22 settembre

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Alzira, Valencia, Spagna, 26 novembre 1868 – Alzira, Valencia, Spagna, 11 settembre 1936

Appartiene al gruppo dei sacerdoti valenciani uccisi durante la persecuzione religiosa del 1936 e beatificati da Giovanni Paolo II l’11 marzo 2001. Nato ad Alzira nel 1868, studiò nel seminario di Orihuela e fu ordinato sacerdote nel 1894. Dopo un primo ministero a San Vicente del Raspeig, nel 1904 tornò nella città natale, dove unì all’attività pastorale un particolare interesse per la questione sociale, l’assistenza agli anziani e la cultura storica locale. Fu cappellano delle Hermanitas de los Ancianos Desamparados e svolse un’intensa attività come promotore del Circolo Cattolico degli Operai. La sua figura presenta però un aspetto meno conosciuto: dal 1928 al 1936 fu direttore dell’Archivio municipale di Alzira, impegnandosi nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio documentario cittadino, e nel 1935 fondò la rivista Xúcar, utilizzando anche lo pseudonimo di Máximo Fili. La sua vicenda personale è documentata solo in parte; più sicure e significative risultano invece le testimonianze relative al suo ministero, alla sua attività culturale e al riconoscimento ecclesiale del martirio. La memoria liturgica del beato è fissata al 22 settembre.

Etimologia: Dal latino Vincentius, da vincere, “vincitore”, “colui che vince”.

Emblema: Sacerdote con palma del martirio.

Martirologio Romano: Ad Alzira nel territorio di Valencia sempre in Spagna, beati martiri Vincenzo Pelufo Corts, sacerdote, e Giuseppa Moscardó Montalvá, vergine, che, sempre durante la medesima persecuzione contro la fede, meritarono di portare la palma della vittoria davanti a Dio onnipotente.


Vincenzo Pelufo Corts nacque ad Alzira, nella provincia valenciana, il 26 febbraio 1868. Le fonti disponibili non permettono di ricostruire con precisione l’ambiente familiare nel quale crebbe né i primi anni della sua vita. È invece documentato il suo ingresso nel seminario di Orihuela, dove compì gli studi ecclesiastici.
La formazione nel seminario precedette l’ordinazione sacerdotale, ricevuta nel 1894. Le fonti biografiche sintetiche concordano su questa data e indicano quindi un percorso sacerdotale che si sarebbe protratto per oltre quarant’anni, fino alla persecuzione religiosa del 1936.

Il ministero sacerdotale
Dopo l’ordinazione, Pelufo Corts fu destinato al ministero parrocchiale a San Vicente del Raspeig, nell’area di Alicante. Nel 1904 fece ritorno ad Alzira, città alla quale rimase stabilmente legato per il resto della sua vita.
Qui esercitò diverse responsabilità pastorali. Fu cappellano delle Hermanitas de los Ancianos Desamparados, le Piccole sorelle degli anziani abbandonati, e si occupò anche dell’assistenza spirituale delle Figlie della Carità dell’ospedale municipale. La sua attività non rimase quindi circoscritta alla parrocchia, ma si estese ad alcune delle principali realtà assistenziali cattoliche presenti nella città.
Un tratto caratteristico del suo ministero fu l’interesse per la questione sociale. Le fonti ecclesiastiche lo ricordano come consigliere del Circolo Cattolico degli Operai e propagatore della dottrina sociale della Chiesa attraverso conferenze e incontri. In questo ambito il suo apostolato si collocava nella più ampia attenzione del cattolicesimo spagnolo di fine Ottocento e dei primi decenni del Novecento verso il mondo del lavoro e le trasformazioni sociali.

Un sacerdote impegnato nella cultura
La figura di Pelufo Corts presenta un interesse particolare anche sul piano culturale. Tra il 1928 e il 1936 fu archivista del Comune di Alzira. La documentazione municipale ricorda che, sotto la sua direzione, furono ampliate le strutture dell’archivio e adottate misure per proteggere la documentazione conservata. Pelufo lavorò inoltre sulla classificazione dell’archivio realizzata in precedenza dal canonico Roque Chabás Llorens.
Il suo lavoro non consistette soltanto nella conservazione materiale dei documenti. Cercò anche di renderli accessibili alla conoscenza degli studiosi e della popolazione. Pubblicò articoli di storia locale e, nel 1935, fondò e diresse la rivista Xúcar. In essa compariva una sezione dedicata a pergamene e documenti di interesse storico conservati nell’Archivio municipale di Alzira. Per alcuni dei suoi contributi utilizzò lo pseudonimo di Máximo Fili.
Questa attività permette di considerare Pelufo Corts non soltanto come un sacerdote impegnato nella pastorale e nell’assistenza, ma anche come una figura della cultura storica locale valenciana. Una parte della sua eredità consiste infatti nel lavoro di tutela e valorizzazione delle fonti documentarie della città.

La persecuzione del 1936
Nel luglio 1936 la guerra civile spagnola aprì una fase di violenta persecuzione religiosa in numerose zone del territorio controllato dalle forze repubblicane. Nella diocesi di Valencia numerosi sacerdoti, religiosi e laici furono uccisi in quel contesto.
Pelufo Corts si trovava ad Alzira e fu vittima della persecuzione contro la Chiesa. La documentazione ecclesiastica relativa alla sua beatificazione lo inserisce tra i sacerdoti diocesani valenciani riconosciuti come martiri. Il dossier ufficiale pubblicato in occasione della beatificazione indica per lui Alzira come luogo della morte e l’11 settembre 1936 come data del decesso.
Alcune pubblicazioni successive riportano invece il 22 settembre 1936 come data della morte. La discordanza va segnalata, perché la data del 22 settembre coincide con la memoria liturgica del beato e può avere favorito la sovrapposizione tra giorno della celebrazione e giorno della morte. Per la scheda è preferibile adottare l’11 settembre, attestato nella documentazione ufficiale della beatificazione e ripreso da repertori ecclesiastici valenciani.
Il Martirologio Romano non descrive le circostanze concrete dell’uccisione, ma registra Pelufo Corts insieme alla vergine e martire Giuseppina Moscardó Montalvá, collocando entrambi ad Alzira e nel contesto della medesima persecuzione contro la fede.

Il riconoscimento del martirio
La causa di beatificazione di Vincenzo Pelufo Corts fu inserita nel grande processo relativo ai martiri valenciani del 1936. Il gruppo comprendeva 233 vittime della persecuzione religiosa, tra sacerdoti, religiosi, religiose e laici.
La beatificazione fu celebrata da Giovanni Paolo II l’11 marzo 2001. La documentazione ufficiale della Santa Sede sottolinea che il lungo procedimento canonico aveva condotto al riconoscimento ecclesiale del martirio e che i nuovi beati erano stati riuniti in un’unica celebrazione a Roma. Pelufo Corts figura nell’elenco ufficiale come sacerdote diocesano, cappellano delle Hermanitas de los Ancianos Desamparados di Alzira.
La memoria liturgica è fissata al 22 settembre. Il Martirologio Romano ricorda in quel giorno Vincenzo Pelufo Corts e Giuseppina Moscardó Montalvá come beati martiri di Alzira.

L’archivista di Alzira
L’attività di archivista costituisce probabilmente l’aspetto meno noto della biografia di Pelufo Corts. La documentazione del Comune di Alzira lo indica alla guida dell’Archivio municipale dal 1928 al 1936. Durante il suo incarico si occupò della conservazione dei documenti e della loro organizzazione, continuando il lavoro di classificazione già avviato dal canonico Roque Chabás.
La sua concezione dell’archivio non era puramente amministrativa. Attraverso articoli e pubblicazioni cercò di far conoscere le fonti storiche della città. La rivista Xúcar, fondata nel 1935, rappresentò uno degli strumenti attraverso i quali questa attività culturale venne sviluppata. Gli studi successivi sugli archivisti valenciani lo ricordano infatti anche come storico locale.

La dottrina sociale e l’apostolato degli operai
L’interesse per il mondo del lavoro completa il profilo pastorale del beato. Pelufo Corts fu consigliere del Circolo Cattolico degli Operai e tenne conferenze dedicate alla dottrina sociale della Chiesa. Questo impegno mostra come il suo ministero non fosse limitato all’assistenza spirituale individuale, ma comprendesse anche una dimensione sociale organizzata.
Non sono tuttavia disponibili, nelle fonti consultate, elementi sufficienti per attribuirgli una specifica opera teorica o una particolare posizione personale all’interno delle correnti del cattolicesimo sociale valenciano. È quindi più corretto ricordarne l’attività concreta di apostolato che costruire attorno ad essa una più ampia elaborazione ideologica non documentata.

La memoria attraverso il Martirologio
Il riconoscimento liturgico ha conservato la memoria di Pelufo Corts soprattutto come sacerdote e martire di Alzira. Il Martirologio Romano lo associa a Giuseppina Moscardó Montalvá, anch’essa vittima della persecuzione religiosa del 1936. La formulazione liturgica è volutamente essenziale e non entra nei dettagli biografici, confermando che il nucleo della memoria ecclesiale è costituito dal martirio.

Curiosità
    • Pelufo Corts fu non soltanto sacerdote, ma anche direttore dell’Archivio municipale di Alzira dal 1928 al 1936.
    • Nel 1935 fondò e diresse la rivista Xúcar, dedicata anche alla valorizzazione della storia locale.
    • Per alcuni suoi contributi di carattere storico utilizzò lo pseudonimo di Máximo Fili.
    • La data della morte presenta una divergenza nelle fonti secondarie: la documentazione ufficiale della beatificazione indica l’11 settembre 1936, mentre alcune pubblicazioni riportano il 22 settembre.

Cronologia
    • 26 febbraio 1868 - Nasce ad Alzira, nella provincia di Valencia.
    • 1894 - È ordinato sacerdote dopo gli studi nel seminario di Orihuela.
    • 1894-1904 - Svolge il ministero pastorale a San Vicente del Raspeig.
    • 1904 - Rientra ad Alzira e vi esercita il ministero sacerdotale.
    • 1928 - Assume la direzione dell’Archivio municipale di Alzira.
    • 1935 - Fonda e dirige la rivista Xúcar.
    • 11 settembre 1936 - Muore ad Alzira nel contesto della persecuzione religiosa.
    • 11 marzo 2001 - È beatificato da Giovanni Paolo II a Roma insieme a 232 compagni martiri.
    • 22 settembre - La Chiesa celebra la memoria liturgica del beato.

Valutazione storico-critica
    • La documentazione biografica disponibile è relativamente limitata per gli anni della formazione e della vita privata, mentre è più consistente per il ministero sacerdotale, l’attività sociale e soprattutto l’attività culturale e archivistica svolta ad Alzira.
    • La permanenza nel seminario di Orihuela, l’ordinazione sacerdotale nel 1894, il ministero a San Vicente del Raspeig e il ritorno ad Alzira nel 1904 sono dati concordemente attestati dalle principali fonti biografiche consultate.
    • L’incarico di archivista municipale tra il 1928 e il 1936 è documentato da fonti istituzionali di Alzira e costituisce uno degli elementi meglio documentati e più caratteristici della sua biografia.
    • La fondazione della rivista Xúcar nel 1935 e l’uso dello pseudonimo Máximo Fili sono attestati dalla documentazione bibliografica relativa agli archivisti valenciani.
    • Il riconoscimento ecclesiale del martirio è consolidato dalla beatificazione del 2001 e dall’inserimento del beato nel Martirologio Romano.
    • La data della morte deve essere trattata con cautela: l’atto ufficiale pubblicato dalla Santa Sede per la beatificazione indica l’11 settembre 1936, mentre altre fonti riportano il 22 settembre. In assenza di una fonte primaria accessibile che consenta di risolvere definitivamente la discordanza, l’11 settembre è la data preferibile perché attestata nella documentazione ufficiale della causa.
    • La figura storica di Pelufo Corts risulta quindi più ricca di quanto lasci intendere una semplice biografia del martire: accanto al ministero sacerdotale emergono un concreto impegno nel cattolicesimo sociale e un significativo lavoro di conservazione e divulgazione del patrimonio storico di Alzira.

Fonti e bibliografia essenziale
    • Santa Sede, Giovanni Paolo II, Beatificazione del Servo di Dio José Aparicio Sanz e 232 compagni martiri, Roma, 11 marzo 2001, elenco ufficiale dei candidati alla beatificazione.
    • Santa Sede, Martirologio Romano, memoria dei beati martiri Vincenzo Pelufo Corts e Giuseppina Moscardó Montalvá, 22 settembre.
    • Ayuntamiento de Alzira, Guia de l’Arxiu Municipal d’Alzira, sezione relativa agli archivisti municipali e a Vicente Pelufo Corts, Alzira.
    • Fita Revert, R., Vicente Pelufo Corts. Archivero, Mártires de Cristo de la Archidiócesis de Valencia, n. 29, Valencia, 2000. Riferimento bibliografico citato nella documentazione sugli archivisti valenciani.
    • Biografías de Archiveros, Bibliotecarios y Documentalistas Valencianos, voce “Pelufo Corts, Vicente”, con riferimento alla Gran Enciclopedia Temática de la Comunidad Valenciana (2008).
    • Conferencia Episcopal Española, Mártires del siglo XX en España, elenco ufficiale aggiornato dei martiri e indicazione di Vicente Pelufo Corts tra i sacerdoti diocesani beatificati nel 2001.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-10

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