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Beato Francesco Sendra Ivars Sacerdote e martire

Festa: 4 settembre

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Benissa, Valencia, 23 aprile 1899 - Teulada, Valencia, 4 settembre 1936

Nato a Benissa, nella provincia di Alicante, in una famiglia cristiana, Francesco Sendra Ivars maturò fin dall'infanzia la vocazione sacerdotale. Entrato nel Colegio de Vocaciones di Valencia, fu ordinato presbitero nel 1924 e iniziò il ministero pastorale in diverse comunità dell'area alicantina. Dopo gli incarichi di vicario a Tormos, Ràfol e Sanet, fu destinato a Calpe, dove esercitò il ministero come coadiutore e successivamente come reggente della parrocchia di Nostra Signora delle Nevi. La sua attività pastorale fu particolarmente rivolta alla catechesi, alla formazione religiosa e alla vita delle associazioni parrocchiali. Promosse l'insegnamento del catechismo e istituì nella parrocchia una Congregazione della Dottrina Cristiana, mostrando particolare attenzione alla formazione dei giovani. Con l'aggravarsi della persecuzione religiosa seguita allo scoppio della guerra civile spagnola, nel luglio 1936 fu costretto a lasciare Calpe e si rifugiò nella nativa Benissa insieme alla madre. Il 4 settembre fu prelevato da alcuni miliziani. Secondo le testimonianze raccolte nella documentazione agiografica, affrontò il distacco dalla madre con serenità e affidamento alla volontà di Dio. Fu quindi condotto a Teulada, sottoposto a violenze e ucciso a colpi d'arma da fuoco. Aveva trentasette anni. La Chiesa lo riconosce come martire della fede e ne celebra la memoria il 4 settembre. Il suo nome è inserito nel gruppo dei 233 martiri beatificati a Roma da Giovanni Paolo II nel 2001.

Etimologia: Francesco, dal latino medievale Franciscus, 'francese', 'appartenente ai Franchi'.

Emblema: Abito talare, simboli del sacerdozio e della palma del martirio.

Martirologio Romano: Nel villaggio di Teulada vicino ad Alicante sempre in Spagna, beato Francesco Sendra Ivars, sacerdote e martire, che patì il martirio nella medesima persecuzione contro la fede.


Francesco Sendra Ivars nacque a Benissa il 23 aprile 1899. Le fonti ecclesiastiche lo presentano come figlio di una famiglia profondamente cristiana, nella quale ricevette la prima formazione religiosa. Fin da giovane manifestò l'inclinazione al sacerdozio e intraprese il cammino formativo presso il Colegio de Vocaciones di Valencia. Una fonte locale riferisce che la decisione di entrare nell'istituto maturò intorno ai dodici anni, con il consenso dei genitori.
La formazione sacerdotale avvenne quindi nell'ambiente ecclesiastico valenciano dei primi decenni del Novecento. Fu ordinato presbitero nel 1924.

I primi anni di ministero
Dopo l'ordinazione, Sendra Ivars fu impegnato nel ministero parrocchiale in diverse località della provincia di Alicante. Le fonti ricordano gli incarichi di vicario a Tormos, Ràfol e Sanet. La documentazione locale precisa che alla fine del 1926 esercitò la cura pastorale a Sanet i Negrals, fino al dicembre 1930, quando fu destinato a Calpe.
Il trasferimento a Calpe segnò la fase più importante della sua breve vita sacerdotale. Fu chiamato a collaborare nella parrocchia di Nostra Signora delle Nevi e assunse successivamente la responsabilità della comunità come sacerdote reggente. Le fonti non sono perfettamente concordi nell'indicare l'anno preciso del passaggio da coadiutore a reggente: la documentazione ecclesiastica lo colloca nel 1931-1932, mentre una pubblicazione storica locale indica il 1933. È dunque preferibile considerare documentato il suo ministero a Calpe dall'inizio degli anni Trenta e il suo ruolo di reggente negli anni immediatamente precedenti il martirio.

Il sacerdote e il catechista
A Calpe Sendra Ivars si dedicò con particolare impegno alla catechesi. Le fonti lo descrivono come un sacerdote attivo nell'organizzazione della vita parrocchiale e particolarmente interessato alla formazione religiosa dei fedeli. Promosse le associazioni parrocchiali e istituì la Congregazione della Dottrina Cristiana, curando il catechismo con metodi considerati moderni per l'epoca.
La sua attività non si limitava alla celebrazione del culto. La formazione cristiana costituiva una componente essenziale del suo ministero, con una particolare attenzione alle nuove generazioni. La memoria conservata nella comunità di Calpe lo ricorda infatti soprattutto come catechista e sacerdote vicino alla vita concreta della parrocchia.
Una testimonianza locale gli attribuisce inoltre interesse per le iniziative legate alla devozione al Santissimo Cristo del Sudore, venerato a Calpe, e ricorda il suo impulso alla realizzazione dell'inno dedicato a tale devozione. Questo elemento appartiene alla memoria religiosa locale e va distinto dai dati biografici documentati nei repertori ecclesiastici.

La persecuzione del 1936
La situazione politica e sociale della Spagna precipitò nel 1936. Dopo l'insurrezione militare del 18 luglio e l'inizio della guerra civile, in numerose zone controllate dai repubblicani si verificarono violenze contro sacerdoti, religiosi e laici cattolici. L'arcidiocesi di Valencia fu particolarmente colpita. La documentazione preparata per la beatificazione del gruppo di José Aparicio Sanz e 232 compagni colloca il martirio di Sendra Ivars in questo contesto di persecuzione religiosa.
A Calpe la situazione divenne rapidamente pericolosa. Secondo la documentazione ecclesiastica, furono prese misure contro le persone maggiormente identificate con la vita religiosa della comunità e contro i segni esteriori del culto cattolico. Sendra Ivars fu espulso dalla località e tornò a Benissa, presso la madre.
Le testimonianze tramandate nella documentazione agiografica riferiscono che egli rifiutò di rinunciare all'abito sacerdotale nonostante gli fosse stato consigliato di farlo per salvarsi. È un particolare significativo perché mostra come, negli ultimi giorni della sua vita, la sua identità sacerdotale fosse percepita dagli stessi contemporanei come elemento decisivo della persecuzione.

Il martirio a Teulada
Il 4 settembre 1936 alcuni miliziani giunsero nella casa di Benissa dove Sendra Ivars si trovava con la madre. Secondo una testimonianza riportata nella documentazione ecclesiastica, il sacerdote comprese immediatamente il motivo della loro presenza. Prima di uscire, abbracciò la madre e chiese che non le fosse fatto alcun male. La stessa testimonianza riferisce che la esortò ad accettare la volontà di Dio.
Fu condotto verso Teulada. Le fonti agiografiche riferiscono che durante il tragitto e prima dell'uccisione fu sottoposto a violenze e umiliazioni. La ricostruzione più dettagliata parla anche di torture particolarmente crudeli; trattandosi di una testimonianza agiografica successiva, tali particolari devono essere mantenuti distinti dal dato essenziale, documentato anche nel decreto della causa: Sendra Ivars fu ucciso a Teulada il 4 settembre 1936.
Il Martirologio Romano lo ricorda proprio a Teulada, indicandolo come presbitero e martire che patì il martirio durante la persecuzione contro la fede.
Aveva trentasette anni.

La memoria e le reliquie
Dopo l'uccisione, il corpo fu inizialmente sepolto nel cimitero di Teulada. Secondo la documentazione locale, le spoglie furono successivamente trasferite a Benissa e quindi traslate nella chiesa di Nostra Signora delle Nevi a Calpe, dove furono collocate solennemente nel 1951.
La memoria del sacerdote rimase particolarmente viva a Calpe, dove aveva esercitato il ministero pastorale. Nella chiesa di Nostra Signora delle Nevi è ancora ricordato attraverso la sua sepoltura e oggetti collegati alla sua vita sacerdotale. Una fonte locale segnala anche la presenza di un reliquiario contenente una falange del dito del beato e del calice utilizzato per la sua prima Messa. Questo dato appartiene alla memoria materiale conservata nella chiesa e non va confuso con l'informazione essenziale relativa alla collocazione delle sue spoglie.

La beatificazione
La causa di beatificazione fu inserita nel grande procedimento relativo ai martiri dell'arcidiocesi di Valencia e di altre diocesi spagnole. Il gruppo comprendeva sacerdoti diocesani, religiosi, religiose e laici. Nel caso di Sendra Ivars, il decreto lo identifica come sacerdote diocesano e cura regente di Calpe.
Il decreto sulle cause fu letto davanti a Giovanni Paolo II il 18 dicembre 2000. La beatificazione fu celebrata a Roma, in piazza San Pietro, l'11 marzo 2001. In quell'occasione furono beatificati José Aparicio Sanz e 232 compagni, considerati dalla Chiesa martiri della persecuzione religiosa spagnola del 1936-1939.
La celebrazione ebbe un significato particolare perché riunì in un'unica beatificazione persone appartenenti a differenti condizioni ecclesiali e sociali. Tra esse vi erano numerosi sacerdoti dell'arcidiocesi di Valencia, insieme a religiosi e laici. Sendra Ivars vi occupa un posto preciso come sacerdote diocesano impegnato nel ministero parrocchiale.

Il rapporto con la madre
Uno degli episodi più significativi della tradizione biografica riguarda gli ultimi momenti trascorsi con la madre. Quando i miliziani vennero a prenderlo, Sendra Ivars avrebbe cercato innanzitutto di proteggerla, chiedendo che non fosse coinvolta. Il particolare è conservato in una testimonianza ripresa dalla documentazione ecclesiastica e contribuisce a delineare l'aspetto umano del martire: prima di affrontare il proprio destino, il sacerdote si preoccupò della persona che gli era più vicina.

Il gruppo dei 233 martiri
Sendra Ivars fu beatificato insieme a 232 compagni. Il gruppo comprendeva persone molto diverse per età, condizione e stato di vita, ma accomunate, secondo il giudizio ecclesiale espresso nel procedimento, dall'uccisione in odio alla fede durante la persecuzione religiosa.
La documentazione ufficiale della beatificazione sottolinea la particolare consistenza del gruppo valenciano e la presenza di numerosi sacerdoti diocesani. La causa rappresenta quindi una delle più importanti beatificazioni collettive riguardanti i martiri spagnoli del XX secolo.

Il culto
La memoria liturgica di Francesco Sendra Ivars è fissata al 4 settembre, giorno della sua morte. Il Martirologio Romano lo commemora a Teulada come presbitero e martire.
La sua memoria è particolarmente legata a Calpe, dove aveva svolto il ministero e dove sono custodite le sue spoglie. La chiesa di Nostra Signora delle Nevi costituisce pertanto il principale luogo della sua memoria materiale e cultuale.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-08-19

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