La città olandese di Gorcum fu conquistata nel giugno 1572 da gruppi di estremisti calvinisti, i Gheusi, che riuscirono a vincere la resistenza opposta da una piccola guarnigione che difese i fedeli, il parroco e un gruppo di frati Minori. Nel corso delle trattative per giungere alla resa, i Gheusi si impegnarono a salvare la vita dei religiosi, ma poi non mantennero la promessa e catturarono diciannove persone fra sacerdoti secolari e religiosi di vari ordini. A questa schiera appartiene anche il sacerdote olandese Leonardo Wechel, nato appunto nei Paesi Bassi presso ‘s-Hertogenbosch nel 1527. Incarcerati a Gorcum dal 26 giugno al 6 luglio, vennero poi trasportati seminudi a Dordrecht, ove furono esposti agli insulti del popolo. Condotti infine a Brielle, subirono ancora lo scherno del popolo ed il capo dei Gheusi tentò invano la loro fede con lunghe dispute ed interrogati, specialmente circa il primato del papa e la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Leonardo Wechel e gli altri imputati confutarono però le tesi del loro eretico accusatore, venendo così condannati all’impiccagione. La sentenza fu eseguita il 9 luglio 1572, seppur contraria alle disposizioni emanate da Guglielmo d’Orange volte a vietare l’uccisione dei religiosi. Il luogo del loro martirio divenne meta di pellegrinaggi e processioni. Leonardo Wechel, insieme agli altri diciotto suoi compagni, fu beatificato da Papa Clemente X nel 1675 ed infine canonizzato dal Beato Pio IX nel 1867, che fisso al 9 luglio la memoria liturgica comune.
Autore: Fabio Arduino
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Aggiunto il 2007-07-05
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