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Venerabile Edel Quinn Vergine missionaria laica

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Kanturk, County Cork, Irlanda, 14 settembre 1907 Nairobi, Kenya, 14 maggio 1944

Edel Quinn (1907-1944), irlandese, è stata una missionaria laica, erede e continuatrice della grande tradizione missionaria di san Patrizio. Ha avuto da Dio la vocazione di pioniere e di precursore e a questa vocazione ha risposto rinunciando generosamente e lietamente a tutto, mantenendo sempre inalterato il suo sorriso e il suo buon umore. Il cardinal Suenens ha tracciato un profilo vivo e completo di Edel, basandosi su testimonianze dirette, raccolte in colloqui con i familiari, amici e dirigenti della Legione di Maria, un movimento cattolico al quale consumò tutte le sue forze. Giovanni Paolo II l’ha dichiarata “venerabile” il 15 dicembre 1994.



Nacque a Kanturk, contea di Cork in Irlanda, il 14 sett. 1907 da Carlo e Luigia Burke Browne, ottimi genitori e fervidi cristiani. Segui la sua famìglia in diverse località e all'età di 17 anni si stabili definitivamente a Dublino. Aperta e vivace, amava lo sport, era fondamentalmente seria e, sin dalla più tenera età, si dimostrò altruista e piena di premure per gli altri. Completati gli studi secondari, decise di farsi Clarissa, ma le varie circostanze familiari le impedirono di attuare il suo desiderio. Nel 1925 si impiegò, come segretaria-dattilografa, e si fece molto apprezzare per le sue doti e per le sue qualità. Nel 1927 entrò a far parte della Legione di Maria, predilesse la dottrina mariana e si senti presa dal suo idealismo pratico e dai non facili impegni. Sin dall'ini­zio non rifiutò mai nessun impegno; nominata presiden­te di una filiale, si diede a visitare le donne di strada, manifestando sin da allora le sue squisite capacità direttive. Nel 1932 stava per entrare nel monastero delle Clarisse, ma fu costretta a farsi ricoverare in un sanatorio per curare un'avanzata tubercolosi. Abbracciò con molta serenità la sua croce, si mostrò sempre serena e, nonostante l'infausta prognosi dei medici, approfittò di tale periodo per approfondire la sua vita interiore per mezzo di pie letture e della meditazione, accrescen­do sempre più la sua devozione mariana e la sua intima unione con la SS. Trinità. Nel 1933 lasciò il sanatorio, troppo costoso; la sua salute un po' migliorata le permi­se pure di lavorare ancora come segretaria e di riprende­re la sua attività nella Legione. Nella primavera del 1936 giunsero appelli urgenti della Legione di Maria dal Sudafrica e dall'Africa orientale. Nonostante la salute malferma, la serva di Dio chiese ed ottenne dai superiori della Legione di Maria di partire per l'Africa, con il preciso incarico di diffondere la stessa Legione in una superficie vastissima. Nel sett. 1936 giunse a Nairobi, città che sarà per lungo tempo il centro della sua attività apostolica e dove ritornerà per morire. Consapevole dell'importanza della formazione dei legio­nari e specialmente degli ufficiali (dirigenti), nello spiri­to e nella disciplina della Legione, Edel non rifiutò alcuna fatica, visitò molte stazioni missionarie, viag­giando con la macchina, con il camion o con altri mezzi di fortuna, per sentieri difficili, impervi e pericolosi. Attraversò i territori del Kenia, dell'Uganda, del Nyasa-land e del Tanganika, visitò luoghi dove mai si era spinta donna bianca, accompagnata da uomini indigeni che avevano per lei rispetto e venerazione. Nonostante le molte difficoltà, la salute cagionevole, gli insuccessi e le tante delusioni, riuscì a fondare centinaia di giruppi (Presidi) in molti vicariati apostolici, vitalizzò il cristia­nesimo di molti legionari, aiutò non indifferentemente gli stessi missionari, trasformò gli indigeni in fervidi apostoli e riuscì ad unire insieme razze diverse e diverse classi sociali. Nel 1940 passò nove mesi nell'Isola di Maurizio ove fondò 30 nuovi Presidi. Nel 1940-41, il suo stato di salute la costrinse ad essere ricoverata in Sudafrica. Fu un tempo di preghiera,. di sofferenze eppure di apostolato per mezzo di un'abbondante corri­spondenza per tenere in vita i gruppi fondati. All'inizio del 1944 fece gli esercizi spirituali presso il convento carmelitano di Nairobi e, nel congedarsi dal vescovo dopo la visita al vicariato di Kilimanjaro, disse: «Ora andrò in Uganda e poi ritornerò a Nairobi per morir­vi!». Il giorno 11 apr. arrivò a Nairobi stremata, il cuore era indebolito per l'immane lavoro e, il venerdì 12 magg. 1944, rese la sua anima al Signore. Si distinse per la sua umiltà, il suo spirito di preghiera in presenza del SS. Sacramento, il suo coraggio nello zelo apostoli­co, e soprattutto per il suo inconcusso amore per la Santissima Vergine a cui si era dedicata e consacrata dalla giovinezza e per cui ha voluto trascorrere gli anni della sua vita fino alla morte.
Il processo ordinario fu tenuto a Nairobi, a Torino e in altre diocesi; il 14 sett. 1973 si è avuto il decreto sugli scritti.


Autore:
Yvon Beaudoin


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2008-12-16

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