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Serva di Dio Maria Vieira da Silva Vergine e martire

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Vila de São Sebastião, Isole Azzore, Portogallo, 11 novembre 1926 - 4 giugno 1940

Maria Vieira da Silva, fanciulla della diocesi di Angra in Portogallo e membro della Crociata Eucaristica dei fanciulli, trascorse la sua breve esistenza nell’isola di Terceira, parte dell’arcipelago delle Azzorre. Il 4 giugno 1940, mentre stava portando la cena a suo padre insieme a una sua sorellina, fu assalita da un uomo, José Quinteiro, ma gli resistette. Riuscì ad arrivare a casa pur ferita a morte e, dopo aver rivelato il nome dell’aggressore, dichiarò che non era in collera con lui. Ripeté la stessa dichiarazione una volta condotta in ospedale, prima di ricevere l’operazione che, tuttavia, non le salvò la vita. Aveva tredici anni. A fronte della sua perdurante fama di santità, nel 2006 sono state intraprese le fasi iniziali del suo processo canonico.



Maria Vieira da Silva nacque l’11 novembre 1926 nell’antica città di Vila de São Sebastião, situata nell’isola di Terceira, compresa nell’arcipelago delle Azzorre, territorio portoghese. Originaria di una famiglia dagli scarsi mezzi, era di carattere riservato, silenzioso e tranquillo.
La sua formazione religiosa si svolse nella parrocchia di San Sebastiano, guidata dal parroco padre Joaquim Esteves Lourenço. Aderì alla Crociata Eucaristica dei fanciulli, che era stata impiantata in Portogallo a partire dal 1921. Quanto all’istruzione, arrivò a fatica all’esame della quarta classe, perché venne considerata mal preparata; tuttavia, fu l’unica della sua classe a distinguersi positivamente.
Il 4 giugno 1940, Maria e una sua sorella, di circa quattro anni, stavano andando a portare la cena al padre, che lavorava lontano da casa. Nei pressi della montagna detta Pico dos Cornos, le due vennero assalite da José Quinteiro, un uomo sulla cinquantina. Maria ordinò alla sorellina di fuggire, mentre cercava di resistere al suo aggressore e gridava aiuto. Furioso per essere stato respinto, questi la colpì in testa con una zappa, facendola cadere a terra. In seguito, la nascose dietro un cespuglio, percuotendola altre volte, poi l’abbandonò, credendo di averla uccisa.
Maria, in realtà, era solo gravemente ferita: aveva subito in tutto quattrodici colpi in testa e aveva svariate escoriazioni sulle braccia e sulle gambe. Riuscì a fatica ad arrivare a casa: prima di perdere i sensi, pronunciò il nome di Quinteiro, aggiungendo che non era in collera con lui.
Trasportata d’urgenza all’Ospedale di Santo Spirito ad Angra do Heroismo, ebbe un altro momento di lucidità, mentre i medici si stavano preparando per l’operazione che avrebbe potuto salvarle la vita. Ripeté il nome dell’aggressore e, quasi come santa Maria Goretti per Alessandro Serenelli, chiese che non gli venisse fatto del male. Ricevette gli ultimi Sacramenti e, poco dopo, morì; aveva tredici anni. Venne quindi sepolta nel cimitero della Concezione della medesima città.
José Quinteiro, che aveva rischiato di venire linciato dal popolo di Sao Sebastiao, venne condannato a ventott’anni di carcere, ridotti a sedici per buona condotta. Nel medesimo processo, il 14 dicembre 1940, si verificò che Maria aveva avuto una reale coscienza di essere vittima di una tentata violenza e resistette, preferendo essere ferita a morte.
Sul luogo dell’aggressione venne costruita una cappella, ufficialmente intitolata al Cuore Immacolato di Maria, ma comunemente nota come Ermida de Maria Vieira (“Cappella di Maria Vieira”), che divenne il centro di un culto popolare attorno alla sua persona.
A fronte della perdurante fama di santità e della memoria del suo coraggio, specie tra i giovani dell’isola di Terceira, nel 2006 il parroco della chiesa di San Sebastiano, Jacinto Bento, ha presentato al vescovo della diocesi di Angra una petizione per l’introduzione della causa di canonizzazione della fanciulla. Le fasi preliminari hanno visto la raccolta di documenti e testimonianze, incluse quelle contenute nel libro di António Neves Leal «Maria Vieira, Mártir dos Açores», edito nel 1999.

PREGHIERA dall’originale portoghese
Dio, che sei la forza dei deboli, la luce dei ciechi e la verità degli erranti, concedici, per intercessione di Nostra Signora di Fatima e del Glorioso Martire San Sebastiano, la fortezza nelle tentazioni e la grazia di percorrere sempre il retto cammino del Tuo Amore, con purezza e generosità, sull’esempio di Maria Vieira, che preferì morire piuttosto che offenderTi.
Concedici, Signore, il perdono dei nostri peccati e l’eterna Gloria dei tuoi Santi.

A seguire, tre Ave Maria per chiedere alla Madonna la grazia di non morire in peccato mortale e in suffragio dell’anima di Maria Vieira.

Imprimatur Angrae, 11 Junii 1955
EMANUEL. Epp. Coadjutor Angrensi


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto il 2015-02-25

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