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Marisa Morini Martire della purezza

Testimoni

1951 - Fossanova San Biagio, Ferrara, 1 marzo 1964

Adolescente della Diocesi di Ferrara e Comacchio. I Giornali alla sua morte scrissero di lei: “è martire… è santa… un’altra Maria Goretti”. Non è però ancora stata avviata la causa di canonizzazione.


I Giornali han detto di Lei: "è Martire... è Santa... un'altra Maria Goretti" L'Osservatore Romano il 15 marzo nel 1964 ha raccontato: nata in una famiglia numerosa era la penultima degli otto fratelli e sorelle.
I genitori coltivavano un terreno nella bassa ferrarese, a Fossanova S. Biagio, una frazione a 8 Km. da Ferrara. La Cascina dove abitavano era distante mezzo chilometro dal Centro della piccola borgata. La fanciulla, ormai tredicenne, aveva fatto la prima comunione da due anni e frequentava l'ultima classe delle elementari; vivace ed intelligente, tanto che la maestra consigliò la mamma a farle continuare gli studi.
Cosa che fu giudicata impossibile per mancanza di mezzi. A 13 anni Marisa Morini dimostrava più della sua età. Si era sviluppata precocemente, ma non aveva grilli per la testa. La sua famiglia era numerosa e soprattutto povera: il mestiere di salariato agricolo che facevano suo padre e i suoi fratelli bastava appena a comprare i! pane tutti tutti i giorni e il vino la domenica. Una vita magra ma Marisa non si lamentava, aiutava volentieri la mamma nel faticosissimo lavoro di accudire alle necessità di tanti uomini.
Era brava e buona e cantava sempre. Questo amore per il canto affiora proprio l'ultima sera della sua vita, domenica 1 marzo 1964.
Nel pomeriggio la TV trasmetteva lo "zecchino d'oro". Una vera attrattiva per la fanciulla. Ma a casa non avevano la televisione, ma c'era nel Bar della borgata a mezzo chilometro da casa. La mamma, anche con apprensione, le concedeva il permesso, d'altronde la fanciulla tante volte aveva fatto quella strada. Si può immaginare quanta gioia abbia provato Marisa nel sentire cantare tutti quei Bambini, come faceva lei in casa. a scuola.
Alle 18,30 la trasmissione era fìnita. E lei svelta, riprende la sua bicicletta, appoggiata li fuori e via verso casa. Sarebbero bastati pochi minuti, invece a casa non arrivava mai.
Passano le ore ma inutilmente, nonostante che tutti anche i carabinieri, avvertiti dal padre, si siano messi alla sua ricerca. Soltanto sul far del giorno, il fratello Mario s'imbatte nelle scarpe della sorella e nella bicicletta, là per terra. Chiama il carabiniere più vicino e insieme scoprono il mucchio di rami e di fascine là davanti. Il corpo della fanciulla, orrendamente massacrato al volto e piagate le mani, era lì sotto. Che era successo? Lo racconta l'assassino reo confesso. L'aveva vista al bar quando usciva; l'aveva rincorsa con la bicicletta, urtata e gettata a terra, tentando di violentarla. Marisa cominciò a gridare, a divincolarsi, a sferrare calci.
Egli cercò inutilmente di immobilizzarla afferandola per i polsi. Ma essa continuò a urlare e sforare calci; perdette le scarpe. Per farla smettere le affondò la testa nel fango, ma inutilmente, allora la trascinò giù dall'argine... e l'assassino inferocito, trovò un grosso bastone e lo batte con tutta la forza sul viso della fanciulla fracassandolo orribilmente e causandole la morte. Compiuto il delitto, l'omicida nascose il corpo della martire sotto quel mucchio di frasche.
La fortezza della fanciulla aveva vinto. La perizia necoscropica ha accertato che Marisa ha salvato la sua purezza. "È morta come una Santa", dicono gli abitanti della campagna ferrarese . E una scritta a lettere d'oro, sulla porta della Cappella dell'ospedale di Ferrara, dove era esposto il corpo della fanciulla in attesa del rito funebre, diceva: “S. Maria Goretti, protettrice dell'innocenza, accogli Marisa che ha sopportato il tuo stesso martirio”.
Marisa Morini, un'altra Maria Goretti! Un Fiore candido, imporporato di sangue,nel tempo dell'ateismo e della "noia" Ecco le pagine di grandezza, delle umili vite, ed ecco la testimonianza perenne del costume morale cristiano anche nell'epoca dello scetticismo e del nichilismo morale.


Fonte:
www.santamariagoretti.it

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Aggiunto il 2007-08-05

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