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Servi di Dio Benedetto di Beaucaire e 4 compagni Martiri cappuccini

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Nimes, Francia, 14 giugno 1790

Insieme ai confratelli Simeone di Sanilhac nato verso il 1750, Serafino di Nimes nato verso il 1762, sacerdoti, Celestino di Nimes, novizio suddiacono nato verso il 1766 e a Fedele d’Annecy, laico professo nato verso il 1705, fu martirizzato nella chiesa del convento dei cappuccini di Nimes il 14 giugno 1790 da calvinisti rivoluzionari. Benedetto era nato a Beaucaire, cittadina nel dipartimento del Gard, l’anno 1730. Da sicure testimonianze si apprende che fu ucciso nell’atto in cui stava consumando le sacre specie per sottrarle alla profanazione degli ugonotti. Il 10 luglio 1919 fu iniziato il processo informativo intorno al martirio, associato a quello dei quattro confratelli ugualmente uccisi in odio alla fede cattolica.



Le recenti beatificazioni di Marguerite Rutan e Pierre-Adrien Toulorge hanno reso nuovamente d’attualità per tutta la Chiesa il ricordo della persecuzione religiosa in cui una folta schiera di cattolici, durante la rivoluzione francese alla fine del XVIII secolo, fu trucida per Cristo in odio alla religione. In primis il Re Luigi XVI, con quattro suoi famigliari, ma anche vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, laici e laiche di ogni età e condizione sociale persero sanguinosamente la vita in queste circostanze.
In tale contesto si colloca anche la vicenda di cinque religiosi dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, Padre Benoit de Beaucaire e compagni, la cui causa di beatificazione pare purtroppo essersi momentaneamente arenata dopo che il 10 luglio 1919 in diocesi di Nîmes aveva avuto inizio il processo informativo super fama martyrii circa questi Servi di Dio.
Padre Benoit (al secolo Michel Christofle de Pascol) era nato a Beaucaire, cittadina nel dipartimento del Gard, l’anno 1730. Era il 14 giugno 1790 quando nel convento di Nîmes insorsero gli ugonotti calvinisti, che lo trovarono intento a celebrare la Messa in una cappella della chiesa. "Amico mio – esclamò a sangue freddo il frate dinnanzi al boia – datemi il tempo di concludere la mia preghiera e dopo mi ucciderete, se questo è il vostro progetto”. Gli furono allora accordati cinque minuti, quanto bastò al religioso per consumare le sacre specie onde scongiurarne la profanazione da parte dei protestanti. Allo scadere del tempo un colpo di fucile gli conficcò una baionetta nel corpo e subito rese l’anima a Dio.
Nei locali del convento gli scellerati visitatori trovarono anche i suoi confratelli: Padre Simeon, sacerdote, nato a Sanilhac in diocesi d’Uzès verso il 1750; Fra Célestin (al secolo Louis Clat), nato a Nîmes nel 1766 e novizio dunque appena ventiquattrenne, che aveva ricevuto solamente l’Ordine del suddiaconato; Fra Fidele, il più anziano della comunità, nato ad Annecy in Savoia nel 1705, ormai sordo, cieco e paralitico, perciò impossibilitato a fuggire. Senza scrupoli e con crudeltà li uccisero tutti, insieme anche a Padre Seraphim Reboul, un altro sacerdote cappuccino originario di Nîmes religioso nel convento di Pont Saint Esprit, che era rientrato nella città natale in visita alla sua famiglia.
Resta ancora oggi per noi l’insegnamento lasciatoci dal Servo di Dio Benedetto da Beaucaire in particolare, con i suoi confratelli, che aveva ben chiaro quel senso del sacro oggi spesso smarrito sotto il negativo influsso di una mentalità secolaristica. Dio Padre, come Papa Benedetto XVI ha ricordato nell’omelia per la solennità del Corpus Domini il 7 giugno 2007, “ha mandato il suo Figlio nel mondo non per abolire, ma per dare il compimento anche al sacro”. In tale ottica questo prete cappuccino risolutamente non ha voluto sottrarre tempo alla preghiera, neppure guardando in faccia i suoi uccisori, e si è ostinato nel difendere l’Eucaristia coma già fece a Roma il giovanissimo San Tarcisio e tanti altri martiri in Inghilterra sotto la persecuzione anglicana.
Ancora oggi a Nîmes presso la chiesa delle Sante Perpetua e Felicita, sorta sulle rovine del monastero cappuccino, nella cappella dedicata alle anime del Purgatorio riposano i resti dei cinque frati cappuccini. Qua ci si può raccogliere con devozione e recitare la preghiera a suo tempo composta “affinché piaccia a Dio accelerare l’ora della glorificazione dei Suoi servi”.

O Dieu tout puissant qui, dans le gouvernement du monde, atteignez vos fins avec force et suavité, nous Vous demandons, pour la glorification de Votre Nom, que Vos serviteurs Benoît et ses compagnons, de l’Ordre des Frères Mineurs Capucins, massacrés par les ennemis de la religion catholique, soient, après mûr examen, jugés dignes des honneurs réservés aux véritables martyrs morts pour la défense de la Foi.
Nous Vous le demandons par Notre-Seigneur Jésus-Christ, qui vit et règne avec Vous en l’unité du Saint-Esprit, dans les siècles des siècles. Ainsi soit-il.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto/modificato il 2012-07-11

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