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Servo di Dio Sebastiano Zerbino Sacerdote fondatore

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Carpeneto, Alessandria, 24 settembre 1838 Molare, Alessandria, 10 agosto 1910

Sebastiano Zerbino, quarto di cinque figli, nacque a da Giovanni Battista e Antonia Ivaldi. A 24 anni venne ordinato sacerdote nella cattedrale di Acqui ed entrò nella congregazione dei sacerdoti missionari diocesani, venne quindi inviato come vice parroco a coadiuvare il fratello Biagio Antonio a Molare. Apprezzato predicatore, nel 1874 fondò a Molare la congregazione delle Figlie di Maria Immacolata sotto il patrocinio di San Giuseppe. Fu San Giuseppe Marello, vescovo di Acqui e fondatore degli Oblati di San Giuseppe, a esortare don Zerbino a scrivere le regole per la congregazione, la cui stesura venne ultimata il 24 settembre 1891. L’approvazione venne concessa lo stesso anno da monsignor Marello. Don Zerbino venne coadiuvato nella guida della congregazione dalla cugina Giuseppina Zerbino, cofondatrice e superiora dal 1897 al 1939.



Don Sebastiano Zerbino nacque a Carpeneto (AL) il 24 settembre 1838 da Giovanni Battista Zerbino e da Antonia Ivaldi. Ricevette il Battesimo due giorni dopo la nascita, il 26 dello stesso mese. Era il quarto di cinque fratelli.
Dalla famiglia, profondamente cristiana, imparò a rispondere con prontezza e generosità alla chiamata di Dio. Ordinato Sacerdote nella Cattedrale di Acqui il 21 marzo 1863, si distinse per santità di vita, profondità di dottrina e zelo instancabile che ebbe del prodigioso. Inviato a Molare (AL) a coadiuvare il fratello Don Biagio, Arciprete, visse tutti i suoi anni come Vice Parroco. Ma come Sacerdote, ricco della sua preparazione dottrinale, del valore della sua formazione religiosa e soprattutto del patrimonio che il Signore gli aveva affidato (Sacramenti, predicazione....), si dedicò in particolare alla cura della gioventù, al ministero delle Confessioni e alla predicazione, dando prova di una vasta cultura e specialmente di una meravigliosa capacità di andare fino in fondo al dovere da compiere, che era per lui l'espressione della volontà di Dio.
Fu diocesano apprezzatissimo e divenne una delle figure sacerdotali più eminenti nel clero della Diocesi di Acqui, cui appartenne. Il ministero della Confessione lo vide impegnato fino a 18 ore consecutive, donando col perdono conforto e coraggio.
Per promuovere la santificazione delle anime, che era l'anelito più ardente del suo cuore sacerdotale, istituì varie "Congregazioni" parrocchiali. Ed era tale e tanto grande lo spirito cristiano che lo zelante Sacerdote sapeva infondere da far dire di lui che "il Signore gli aveva concesso un preziosissimo dono, quello di saper infondere nei cuori la vera pietà". In tutta la sua condotta si vedeva l'uomo di Dio. E la coerenza della vita con quanto predicava aveva la forza di trascinare i fedeli. Nella sua opera di missionario diocesano riuscì ad ottenere in molti paesi numerosissime conversioni.
Devotissimo della Madonna e di San Giuseppe, nel 1874 fondò a Molare la Congregazione delle Suore Figlie di Maria Immacolata sotto il Patrocinio di San Giuseppe, come espressione ed espansione della sua ansia di donazione apostolica, affidando loro in particolare l'assistenza religiosa e morale della fanciullezza e della gioventù. I poveri, gli umili, i lontani furono i suoi preferiti. Soffrì e lotto molto, ma neppure la "prova del fuoco" riuscì a fermarlo.
Morì a Molare (AL) il 10 agosto 1910 in concetto di santità.
Sacerdote ricco di spirito soprannaturale, di ardentissimo zelo, di eccezionali doti di predicazione e di iniziative pastorali, passò beneficando tutti coloro che ebbero la grazia di avvicinarlo e lasciando un indimenticabile ricordo del suo grande cuore di padre e di pastore.
Le sue spoglie mortali riposano dal 1959 nella Cappella della Casa Madre della Congregazione a Molare.
Don Sebastiano Zerbino sentì lo stato religioso come un olocausto d'amore per Dio e per le anime nell'obbedienza.
Preghiera, umiltà, semplicità, spirito di sacrificio fino all'eroismo e incondizionata fedeltà all'autorità ecclesiastica furono la forza e le caratteristiche principali di una vita che trovò in Gesù Eucaristico, nella Vergine Immacolata e in S. Giuseppe i suoi modelli e le devozioni che lasciò in eredità alla Congregazione da lui fondata.
Fibra robusta, carattere energico, volontà indomita, severissimo ed intransigente con se stesso, ma sensibilissimo alle altrui sofferenze, plasmò la sua personalità secondo lo stile evangelico dell'uomo giusto, ottenendo un meraviglioso equilibrio tra azione e contemplazione, per cui riuscì ad essere straordinario nell'ordinario.
Il suo carisma è vivo e quanto mai attuale. E le Suore, che egli inviò nel mondo come "angeli e missionarie per tutti", sono presenti in Italia, in Brasile, nelle Filippine e prossimamente anche in India, essendoci già vocazioni indiane... Lo zelo apostolico del Padre Fondatore continua così nelle sue Figlie, per la gloria di Dio e il bene di tante anime, come era suo ardentissimo desiderio.


Fonte:
Comune di Carpeneto

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Aggiunto/modificato il 2010-07-28

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