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Servo di Dio Giovanni Barra Sacerdote

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Riva di Pinerolo, Torino, 14 gennaio 1906 – Torino, 28 gennaio 1975

Don Giovanni Barra era un sacerdote di estrazione contadina che seppe unire ad un'intelligenza acuta e ad un’eccezionale sensibilità spirituale e culturale, una praticità e un’operosità infaticabili. Suo merito indiscusso fu quello di promuovere non solo nel Pinerolese ma in tutta Italia la diffusione della cultura cattolica e cristiana negli anni '45-‘75. Lo straordinario successo di don Barra ebbe due punti di forza: la preghiera contemplativa, prima fonte a cui attingere per rinnovarsi interiormente e correlarsi agli altri e la cultura intesa come strumento d’amore, di provocazione, di stimolo e di dialogo, non come astrazione ideologica. Un'altra caratteristica di don Barra fu la sua predilezione per i giovani, con i quali riusciva a comunicare non solo grazie alla sua straordinaria apertura mentale e sacerdotale ma soprattutto grazie alla sua grande umiltà, che non giudicava e non escludeva nessuno.


Giovanni Barra nasce a Riva di Pinerolo il 14gennaio 1914 da una famiglia contadina numerosache darà alla Chiesa due figli sacerdoti, di cui unomissionario ed una figlia anch’essa suora missionaria.
Nel 1925 entra nel Seminario vescovile di Pinerolodove svolge i suoi studi e il 29 giugno 1937 ricevel’ordinazione sacerdotale dal Vescovo GaudenzioBinaschi.
Inizia il suo ministero sacerdotale nella città diPinerolo, dapprima come insegnante di materie letterarienel Seminario minore diocesano e di religionenella scuola media statale.
Ma è nel mondo giovanile dove egli sente soprattuttodi dover esercitare la sua missione. Valorizza,pertanto, i luoghi tradizionali di riferimentoper i giovani della città: l’Oratorio san Domenicoe l’Associazione della Gioventù di Azione Cattolica“Silvio Pellico” dove per diversi anni sarà assistente.
Intensa è, sin da quegli anni, la sua predicazione serale ai giovani delle diverseparrocchie della diocesi, i corsi diesercizi spirituali, la partecipazionecon loro ai pellegrinaggi marianie ai congressi eucaristici nelle variediocesi piemontesi, ai convegninazionali dell’A.C.I. e l’impegnoprofuso nel 1949 durante la “PeregrinatioMariae”.
Nel 1943 da vita alla FUCI,ai Laureati ed ai Maestri Cattolici,alla Gioventù studentesca femminile,alla Conferenza di san Vincenzoper i giovani e le ragazze dellacittà.
Dedica lunghe ore, ogni sabatoe domenica in Cattedrale, al ministerodella riconciliazione e le portedi casa sua sono sempre aperte per un colloquio, perla direzione spirituale, per attingere dalla sua fornitissimabiblioteca qualche libro da leggere.
Quando lascia l’insegnamento in seminario, sifa promotore culturale portando a Pinerolo le vocipiù vive della cultura cattolica italiana per incontri aiquali partecipano moltissime persone e non solo credenti.Assecondando la sua vocazione di prete giornalistae scrittore, intrattiene un’intensa corrispondenzacon alcuni di loro.
Dal 1948 al 1967, è divulgatore in città dei fermenticulturali che animavano la cattolicità italiana eche nel Concilio Vaticano II troveranno largo spazio.Conosce a Lione il vescovo mons. Alfredo Ancel e giànel 1950 traduce i suoi scritti. Ama i preti operai e dialcuni di loro diffonde il pensiero e la testimonianza divita. Legge e consiglia la lettura di romanzi, poesie esaggi d’ispirazione cristiana, con la profonda convinzioneche la cultura può aprire nuovi orizzonti e attraversoad essa può passare il messaggio evangelico.
Fonda con don Carlo Chiavazza “Il Nostro Tempo”di Torino ed è tra i primi collaboratori di “Adesso”,la rivista di don Primo Mazzolari.
Predicatore ricercato percorre tutta l’Italia: daipiccoli paesi alle grandi città, dai corsi di formazioneai convegni dei movimenti laicali cattolici, dagli istitutireligiosi ai monasteri. Le sue pubblicazioni sononumerosissime, anche perché si serve spesso di amiciper le traduzioni di testi francesi e inglesi e per la raccoltadel materiale sul quale egli elaborerà l’opera finale.Ha una passione particolare per le testimonianzedi vita, per i convertiti, per le problematiche giovanili,per i mistici, per la figura del prete.
Il tema centrale dei molti libri di preghiera e dimeditazione è quello del comandamento dell’amore.Presenta il cristianesimo come gioia, come avventura,novità di vita, scelta eroica.
Nell’estate del 1946 inizia l’attività di quella chediverrà “Casa Alpina” a Soucheres Basses di Pragelato.Per trent’anni vi trascorre i mesi estivi ospitandogiovani, famiglie, gruppi che provengono da ogniparte d’Italia. La Casa, che via via si amplia, è unluogo di calda accoglienza, di fraternità sincera traragazzi e ragazze, di animazione spirituale.
Nell’ottobre del 1962, designato dal vescovo,promuove la costruenda nuova parrocchia Madonnadi Fatima in Pinerolo, dove sarà parroco fino al1969.
Fare il parroco era stato il sogno della sua vita.Aveva di fronte a sé due modelli ai quali ispira le sueesperienze pastorali: il padre Bevilacqua a Brescia edon Mazzolari a Brozzolo.
Il suo motto sarà “costruire insieme” la nuovacomunità cristiana e a questo nuovo impegno dedicheràtutto se stesso: dalla costruzione della chiesa aquella delle opere parrocchiali, dalla formazione deigruppi giovanili. alle famiglie. Un’intensa vita liturgicaanima la comunità, accanto a momenti di fraternitàe di forte evangelizzazione.
Nonostante l’apparenza esteriore di un uomoforte, pieno di vitalità, sempre sorridente e premurosocon chi lo avvicina, la sua salute è cagionevole, anchese non ne parla.
Nel 1967, su invito del fratello missionario, compieun viaggio in Africa per riprendere quelle energiefisiche che gli stanno venendo meno.
Nel 1969 è chiamato a Torino dal compianto card.Michele Pellegrino, alla direzione del Seminario dellevocazioni adulte. Sono anni diffi cili per la Chiesa e la societàitaliana. Egli offre ai seminaristi una testimonianzadi intensa preghiera, di forte obbedienza, di dedizionetotale a Dio e alle anime. Predilige il colloquio personaleai dibattiti, considera il dialogo e l’ascolto più arricchente,rifugge da frettolosi giudizi. Non sceglie mai lui pergli altri: suggerisce ed attende la risposta.
La mistica della Croce accompagna negli ultimianni la sua sofferenza fi sica e psicologica.
Sente in modo straziante l’allontanamento dialcuni preti dalla Chiesa e lo turba una contestazionereligiosa e civile troppo marcata e troppo astiosa.
Accosta con intensità più profonda la Bibbia e lasua predicazione, come i suoi ultimi scritti, rifl ettonoquesta sua profondità interiore.
Dopo il 1972 sembra percepire che la vita gli stiasfuggendo: improvvisi dolori, svenimenti anche durantela celebrazione della Messa e la predicazione. Ilmalessere lo blocca e lo fa soffrire soprattutto perchéla diagnosi della sua malattia è incerta.
Dopo un ennesimo ultimo ricovero ospedaliero sispegne il 28 gennaio 1975 a Torino. Riposa nel cimiterodel suo paese natale.


PREGHIERA PER LA BEATIFICAZIONE

Signore Gesù,
tu hai indicato ai giovani, sentinelle del mattino,
la via delle beatitudini e il cammino della gioia.
Sulla loro strada, in ogni tempo,
hai posto guide generose e credibili,
per aiutarli a volare alto
nella vita cristiana ordinaria.
Dona anche oggi alla tua Chiesa
sacerdoti come don Giovanni Barra,
entusiasti del loro ministero
e capaci di suscitare nei giovani
sete di Assoluto,
desiderio di preghiera
e spirito di servizio.
Ti chiedo inoltre, per sua intercessione,
la grazia…
Amen.


Quanti ricevono grazie per intercessione del Servo di Dio don Giovanni Barra sono pregati di darnenotizia a:
Archivio Diocesano
Via Vescovado, 1 - 10064 Pinerolo (To)
info@diocesipinerolo.it
Tel. 0121.37.33.43


Fonte:
www.diocesipinerolo.it



Spunti bibliografici a cura di LibreriadelSanto.it

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Aggiunto il 2009-04-24
Letto da 600 persone

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