Introduzione La 2a Repubblica spagnola proclamata il 14 aprile 1931, nacque in unclima di grande agitazione politica, impregnata di forte anticlericalismo.Ad appena un mese da questa data, furono incendiate molte chiese aMadrid, Valencia, Malaga e altre città, senza che il Governo facessequalcosa per impedirlo né per trovare i responsabili e sottoporli a giudiziosecondo la legge. La Chiesa, dal canto suo, per il bene della Spagna,aveva accolto la Repubblica con spirito di collaborazione, anche se nonpoteva esserne entusiasta. Erano queste le istruzioni che Papa Pio XI e iVescovi avevano dato ai cattolici. E tuttavia le leggi settarie crescevano digiorno in giorno. In questo contesto fu soppressa la Compagnia di Gesù e i suoi membriespulsi. Durante la rivoluzione comunista delle Asturie (ottobre 1934),sparsero il loro sangue molti sacerdoti e religiosi, tra i quali i nostriFratelli di Turón, beatificati da Giovanni Paolo II il 29 aprile 1990 ecanonizzati dallo stesso Papa il 21 novembre 1999. Nel primo semestre del 1936, a seguito del trionfo del FrontePopolare, formato da socialisti, comunisti e da altri gruppi radicali,avvennero attentati ancora maggiori, con nuovi incendi di chiese,demolizioni di croci, cacciata di parroci, divieto di funerali e processioni eminacce di violenze ancora peggiori, che si abbatterono regolarmentedopo il 18 luglio 1936. Da questa data fino al 1° aprile 1939, nella zonarepubblicana si scatenò la più grande persecuzione religiosa dai tempidell'Impero Romano, superiore anche a quella della RivoluzioneFrancese: la Spagna divenne terra di martiri. Fu un triennio tragico e al tempo stesso glorioso, quello dal 1936 al1939, che deve essere fedelmente ricordato affinché non se ne perda lamemoria. Al termine della persecuzione, il numero di martiri giunse adessere di quasi diecimila: furono Vescovi, sacerdoti diocesani,seminaristi, religiosi, religiose e diverse migliaia di laici, di ambo i sessi,militanti di Azione Cattolica e di altre associazioni di apostolato, ilnumero definitivo dei quali, tuttavia, è impossibile precisare. La più eloquente testimonianza di tale persecuzione la diede Manuelde Irujo, un basco nominato ministro del Governo repubblicano con loscopo di ristabilire, se possibile, una parvenza di giustizia nella zonarepubblicana. Egli, in una riunione del governo repubblicano, tenutasi aValencia (a quel tempo capitale della Repubblica) all'inizio del 1937,presentò il seguente Memorandum: «La situazione di fatto della Chiesa, a partire dal trascorso luglio, intutto il territorio leale [al governo], eccetto quello basco, è la seguente:a) Tutti gli altari, immagini e oggetti di culto, salvo pochissimeeccezioni, sono stati distrutti, e la maggior parte di loro con vilipendio. b) Tutte le chiese sono state chiuse al culto, e questo è statototalmente e assolutamente sospeso. c) Gran parte delle chiese, nella Catalogna, come fosse una cosa deltutto normale, sono state incendiate. d) Le istituzioni e gli organismi ufficiali hanno ricevuto campane,calici, cibori, candelabri e altri oggetti di culto, li hanno fusi e il ricavatoè stato destinato alla guerra o a fini industriali. e) Le chiese sono state trasformate in depositi di ogni genere: negozi,garages, stalle, caserme, rifugi e altre destinazioni diverse. f) Tutti i conventi sono stati svuotati e sospesa la vita religiosa al lorointerno. Gli edifici, gli oggetti di culto e i beni di ogni genere sono statiincendiati, saccheggiati, occupati e demoliti. g) I sacerdoti e i religiosi sono stati posti in detenzione, imprigionati efucilati, e per migliaia di loro senza causa istruttoria, fatti che, pur se indiminuzione, continuano ancora a verificarsi non soltanto tra lapopolazione rurale, dove è stata data loro la caccia e messi a morte inmodo selvaggio, ma anche nelle cittadine. A Madrid, Barcellona e nellerimanenti grandi città, sono centinaia gli arrestati nelle carceri senzaaltra causa conosciuta che il fatto di essere sacerdoti o religiosi. h) È stato fatto divieto assoluto di tenere in privato immagini e oggettidi culto. La polizia che pratica perquisizioni domiciliari, rovistandoall'interno delle case, nella vita intima personale o familiare, distruggecon violenza immagini, stampe, libri religiosi e quanto si rapporta alculto o lo evoca». Giovanni Paolo II ha colto, con grande sensibilità storica espirituale, il valore dei martiri nella vita della Chiesa: “Come semprenella storia cristiana i “martiri”, cioè i testimoni, sono numerosi eindispensabili al cammino del vangelo. (Redemptoris Missio, 45)“La Chiesa del primo millennio nacque dal sangue deimartiri. Nel nostro secolo la Chiesa è diventata nuovamente Chiesadi martiri. Per quanto è possibile non devono andar perdute le lorotestimonianze” (Tertio millennio adveniente, 37).
Alcuni dati Dall’Annuario Pontificio ricaviamo che nel 1936 in Spagna eranopresenti 29.902 sacerdoti e poco più di 10.000 religiosi. Alla fine dellapersecuzione risultarono uccisi 13 vescovi, 4171 tra sacerdoti eseminaristi, 2648 religiosi e religiose e un numero imprecisato di laicicattolici impegnati. In percentuale furono trucidati il 13% del clerosecolare e più del 25% di quello regolare, compresi religiosi Fratelli eSuore. (*) Nello stesso anno vivevano in Spagna 1.087 Fratelli delle ScuoleCristiane, suddivisi in 3 Provincie: Barcellona, con 353 religiosi, Madrid,con 311 e Valladolid con 423. Alla fine della persecuzione risultaronomassacrati 165 Fratelli, il 15,7% del totale. Diversa, però, la percentualenelle 3 Provincie, dove risultarono 97 uccisi a Barcellona, per una mediadel 28%, 60 a Madrid, per una media del 17% e 8 a Valladolid, per unamedia del 2%. (**) Fino ad ora, tra i nostri “Martiri” di Spagna vi sono già 9 Fratellicanonizzati e 70 beatificati.
“Lucas a Sancto Joseph, Leonardus Joseph et LXII Socii et Sociae” – Barcellona Nel 1936 le istituzioni lasalliane in Catalogna erano 32. Con loscatenarsi della persecuzione dovettero essere tutte abbandonate, e cosìmolte furono saccheggiate e alcune incendiate. La sorte dei Fratelli fuancora più dolorosa: 26 Comunità ebbero Fratelli uccisi e in un caso ful’intera comunità ad avere questa sorte. In luglio, quando la persecuzione divenne più violenta, Fr.Leonardo José, Visitatore, e Fr. Dionisio Luis, Direttore del CollegioBonanova, si trovavano in un monastero della Cerdaña, per preparare iquattro ritiri del Distretto, che sarebbero cominciati dopo qualche giorno.Il 17 uscirono dal monastero, diretti alla scuola di La Seo de Urgel,perché il giorno dopo volevano partecipare al pellegrinaggio della scuolaal Santuario della Vergine di Maritxell, ad Andorra. A La Seo vennero aconoscenza delle tristi notizie che giungevano da Barcellona e da altrelocalità della Catalogna. Cercarono allora di ritornare immediatamente aBarcellona, per essere vicini ai Fratelli e ai giovani studenti, ma lacomunicazione era impossibile. Pensarono allora di andare a Tolosa erientrare a Barcellona per via aerea. Ma anche questo non fu possibile. Idue trovarono alloggio, il 22 luglio, all'hotel Cadi, il cui padrone, JaimeSamà, era fervente cattolico. Intanto cercavano il modo di poterraggiungere Barcellona. Il 7 agosto però furono arrestati entrambi e il giorno seguentefucilati. La gente di Traverseras seppellì i cadaveri, che in seguito furonoesumati. Oggi riposano a San Martin de Sasgayolas. La stessa sorte furiservata ad altri 95 Fratelli del Distretto; il più giovane tra di loro nonaveva ancora 20 anni e il più vecchio 60. Nel processo canonico delladiocesi di Barcellona sono inclusi 44 di questi Fratelli. La Causa riguarda 64 “presunti Martiri”: 44 Fratelli delleScuole Cristiane, 14 Carmelitani Scalzi, 1 Suora Carmelitana dellaCarità, 4 Suore Carmelitane Missionarie e 1 seminarista. Ebbe inizio indiocesi il 13 novembre 1952. Dato l’elevato numero dei “presuntiMartiri” (64) e l’escussione dei numerosissimi testi, ben 474, presentatidalle diverse giurisdizioni ecclesiastiche, il processo canonico presentavanumerose difficoltà. I Vescovi competenti per territorio si rivolsero alloraalla Sacra Congregazione dei Riti (che oggi si chiama delle Cause deiSanti) perché consentisse la costituzione di un unico Tribunale e sicelebrasse per tutti e 64 un unico processo. Ottenuto il Rescritto dellaCongregazione (il Vescovo di Vich il 24 novembre 1951; il Vescovo diGerona il 28 novembre 1951; il Vescovo di Urgel il 23 novembre 1951; ilVescovo di Saragozza il 23 novembre 1951), i vari Vescovi interessatiautorizzarono quello di Barcellona a costituire nella sua diocesi ilTribunale ecclesiastico. Il 13 novembre 1952 l’Arcivescovo di Barcellona aprì le Sessioni,affidate poi al Giudice Delegato, un Arcivescovo cappuccino. Il Processosi svolse in ben 542 Sessioni, che terminarono il 7 giugno 1959. Giunti aRoma i plichi contenenti il materiale raccolto a Barcellona, si dovetteaspettare il 18 ottobre 1991 per ottenere il Decreto di Validitàdell’Inchiesta diocesana e iniziare così la composizione della “Positiosuper martyrio”. Il 22 giugno 2004 si concluse definitivamente l’itercanonico con la proclamazione del Decreto sul martirio da parte di S.S.Giovanni Paolo II. Sono stati beatificati il 28 ottobre 2007.
“ Narcisus Esténaga Echevarría et X Socii” – Ciudad Real Santa Cruz de Mudela è una piccola località in provincia diCiudad Real, dove nel 1936 c'era una scuola diretta dai Fratelli. Cinquereligiosi formavano la Comunità: Agapito León, Direttore; JosafatRoque, Julio Alfonso, Dámaso Luis e Ladislao Luis. Il 22 luglio 1936 un gruppo di miliziani circondòtumultuosamente la scuola, la invase e arrestarono i cinque Fratelli. Licondussero alla "cheka" del paese dove rimasero cinque giorni. Quindi,insieme ad altri detenuti li condussero ad un'altra prigione dove lilasciarono fino al 19 agosto. Si accanirono nell'umiliare e far soffrire iFratelli. Varie volte fecero spazzare loro la piazza pubblica, tra insulti evessazioni. Li obbligarono a fare marce militari cantando slogans marxistie in più di un'occasione li schiaffeggiarono. Nonostante le loro sofferenze, durante la prigionia si mostraronocoraggiosi e furono essi che sostennero e incoraggiarono gli altriprigionieri, sacerdoti e cattolici militanti del luogo. Mentre eranoprigionieri, una benefattrice del Collegio, Doña Cecilia Ramiro, siincaricò del loro sostentamento che portava ogni giorno in carcere. Il 18agosto, festa di S. Agapito, onomastico del Direttore, la donna gli portòdei dolcetti, che egli distribuì a tutti, compresi i carcerieri. Ma il giornodopo, 19 agosto 1936, un gruppo di miliziani si presentò al carcereprelevando i Fratelli e altri 25 detenuti e tra di essi cinque sacerdoti. Licaricarono su una camionetta e a mezzanotte li assassinarono nel cimiterodi Valdepeñas, poi li gettarono tutti in una fossa comune. Questa Causa raggruppa 11 Servi di Dio : Mons. NarcisoEstenaga Echevarría, Vescovo di Ciudad Real, il suo segretario, 3 altrisacerdoti, 5 Fratelli delle Scuole Cristiane e 1 laico. Sono stati riuniti inun’unica Causa perché appartenevano alla stessa diocesi e furonoassassinati a pochi giorni gli uni dagli altri. L’inchiesta diocesana si svolse presso la Curia di Ciudad Real,dal 18 gennaio 1956 al 27 giugno 1958; ebbe 102 sessioni, nelle qualifurono chiamati a deporre 84 testimoni. Una volta giunta a Roma la Causadovette attendere il 20 novembre 1992 per ricevere il Decreto di validità.Il suo cammino si concluse il 28 aprile 2006, col Decreto sul martirioemanato da S.S. Benedetto XVI°. Nella diocesi di Ciudad Real furono bruciate 6 chiese e tutte lealtre profanate o saccheggiate. Tra i 243 sacerdoti della diocesi, ben 97furono assassinati. I 5 Fratelli sono stati beatificati il 28 ottobre 2007.
“Ovidius Bertrandus et IV Socii, necnon Joseph Maria CánovasMartínez” – Cartagena A Lorca, paesino della Mancia, i Fratelli delle Scuole Cristiane,nel 1936, dirigevano la scuola elementare San José. Cinque Fratelliformavano la Comunità: Ovidio Bertrán, Estanislao Victor,Hermenegildo Lorenzo, Lorenzo Santiago e Luciano Pablo. Nel luglio1936 1a persecuzione religiosa scoppiò in tutta la Spagna. L'ordine deiComitati Rivoluzionari era di eliminare i sacerdoti, i religiosi edistruggere qualunque simbolo cristiano. Il 30 luglio 1936 si presentò alla Scuola San José un gruppo dipersone che dichiararono di essere "Operai dell'Insegnamento"reclamando che lasciassero loro l'immobile in nome del "Fronte Popolare"(formato da partiti e organizzazioni della sinistra). Il Fratello Direttorechiamò l'avvocato della scuola Don José Maria Capoy, che li convinse aritornare dopo qualche giorno. Quando ritornarono, i Fratelli si reseroconto di trovarsi davanti a miliziani del C.N.T. (Confederación Nacionaldel Trabajo) che invasero la casa, perquisirono ovunque, in cerca di armie denaro (che non trovarono) e finirono per prenderli e arrestarli,legandoli insieme. Poi li rinchiusero nei sotterranei dell'edificio dov'era lasede del C.N.T.. Il 1 agosto trasferirono i Fratelli in un carcere dove erano giàrinchiusi altri sacerdoti, religiosi e cattolici noti per la loro fede. Mentre iFratelli erano in prigione, una signora caritatevole, con le sue quattrofiglie, portò loro ogni giorno il cibo che lei stessa cucinava. I Fratellicondussero nel carcere una vita di grande edificazione. Passavano lamaggior parte del tempo pregando, insieme recitavano il Rosario efacevano la Via Crucis, leggevano ad alta voce qualche libro di pietà escrivevano anche lettere, la maggior parte delle quali non giunsero mai adestinazione perché i miliziani le distruggevano. Il 30 settembre si costituì il tribunale popolare per giudicare iFratelli e il giudice Don Lino Martín Camicero decretò di metterli inlibertà perché le imputazioni a loro carico non costituivano alcun delitto.Ma il 2 ottobre, un decreto del Comitato del Fronte Popolare di Lorcaordinava di ignorare la sentenza, poiché quelli che erano stati imprigionatierano considerati pericolosi. Pertanto i Fratelli restarono in prigione. I giorni passavano senza poter indovinare il futuro, finché giunseil giorno della morte. Fu il mercoledì 18 novembre 1936. Uno deimiliziani presenti all'uccisione, Juan Meras, in seguito raccontò quantoera successo. Un capo miliziano chiamato Avelino, alle 5 del mattino,ordinò di prendere i due sacerdoti e i cinque Fratelli e di legarli. Li fecerosalire su un camion e dissero loro che li conducevano in un altro luogo,per essere interrogati. Invece li condussero nelle vicinanze del paese, suuna collina dove c'era una miniera di zolfo. Il capo comandò loro disedersi, legati così come erano. Essi iniziarono a pregare. Un plotone dimiliziani si pose alle loro spalle e il capo ordinò di sparare. Poi con lapistola diede ad ognuno il colpo di grazia sparandogli alla testa. Iltestimone aggiunge che alcuni miliziani si misero a ballare e a maltrattarei cadaveri. Tagliarono quindi le corde e prendendoli per i piedi litrascinarono fino ad un pozzo di zolfo dove li gettarono. "E' abbastanzaprofondo perché nessuno si accorga che sono qui, e se dovessero trionfarei cattolici non verranno qui a venerarne i resti", disse uno dei miliziani.Attualmente il pozzo è noto come "Pozo de los Mártires". Questa Causa raggruppa 6 Servi di Dio: 5 Fratelli delle ScuoleCristiane della scuola di Lorca e il parroco del villaggio, Don JoséCanovas Martínez. Il Processo ordinario si svolse nella diocesi diCartagena dal 27 ottobre 1958 al 18 marzo 1959. Vi comparvero 24testimoni per complessive 44 sessioni. Il materiale raccolto in diocesi fuinviato a Roma, dove ottenne il Decreto di Validità soltanto il 29 maggio1992. Il cammino di questa Causa si è concluso a Roma il 16 dicembre2006 con la proclamazione del Decreto sul martirio emesso da S.S.Benedetto XVI. Sono stati beatificati il 28 ottobre 2007.
“Theodisius Raphaël et III Socii” – Toledo Consuegra era una piccola località di circa 14.000 abitanti, inprovincia e diocesi di Toledo, nella quale i Fratelli dirigevano la Scuoladella "Fondación Diaz-Cordovés". C'erano solo quattro Fratelli: treinsegnanti e uno per la cucina e i servizi della casa. Il Direttore era Fr.Teodosio Rafael, i due insegnanti erano i Fratelli Carlos Jorge e FelipeJosé. Si occupava della cucina e della casa Fr. Eustaquio Luis.Quando iniziò la persecuzione religiosa, nel luglio 1936, i viciniavvisarono i Fratelli di essere prudenti, perché si diceva che volevanouccidere i sacerdoti e i religiosi. Visto l'ambiente politico-sociale, essi neerano consapevoli, ma anche disposti ad accettare ciò che Dio avrebberiservato loro. In previsione di ciò che poteva succedere, Fr. Teodosioraccolse la documentazione relativa alla scuola e la portò da una vicinadella quale si fidava, pregandola di custodirla. Dopo avergliela lasciata sirese conto che quella documentazione poteva essere compromettente perla famiglia se, durante una perquisizione, l'avessero trovata i miliziani.Per questo la riprese, la riportò a scuola ed eliminò tutto ciò che potevacompromettere qualcuno per le sue relazioni con la scuola o con laChiesa. In quell'ambiente vivevano i Fratelli quando il 21 luglio, verso le 9del mattino, mentre stavano in cappella assistendo alla S. Messa, ungruppo di miliziani si raccolse dinanzi alla scuola gridando. Nel sentire leloro grida, il cappellano e i Fratelli consumarono l'Eucaristica e lasciaronola scuola da un'uscita posteriore, rifugiandosi nella casa di un vicino, donBlas Navarro. Quando i miliziani la invasero e non trovarono nessunFratello, perquisirono altre case. Giunti a quella dov'erano nascosti iFratelli, questi decisero che era meglio arrendersi. E lo fecero senzaalcuna resistenza. Sulla via verso il carcere, dov'erano già altri prigionieri, iniziarono aprepararsi alla morte, perché erano sicuri che sarebbe sopraggiunta presto.I giorni che rimasero in prigione furono accuditi da vicini caritatevoli cheportarono loro qualcosa da mangiare. I miliziani, lì come in altre parti,ogni notte prelevavano un gruppo di prigionieri e li uccidevano in luoghiappartati, senza testimoni. L'ora dei Fratelli giunse la notte tra il 6 e il 7 agosto. Sipresentarono i miliziani nel carcere, gridarono i loro nomi, li fecero saliresu un camion e li portarono via. Li uccisero in un luogo chiamato "Bocade Congosto", ai confini con Los Yébenes (Toledo). Fr. Felipe José, il piùgiovane della Comunità, quella notte non andò con gli altri tre Fratelli,non perché non voleva condividere il martirio, ma perché tra i prigionieric'era un altro con il suo stesso nome, impiegato in una Comunitàreligiosa, e presero lui. Fr. Felipe disse che quella persona non era unFratello e che lui lo era, ma non gli diedero retta. Tuttavia la palma delmartirio giunse per lui il giorno dopo, la notte tra il 7 e l'8 agosto, in unaltro "prelievo", fatto nel modo solito. Fu ucciso insieme con altri aFuente de Fresno (Ciudad Real). Questa Causa raggruppa soltanto 4 Servi di Dio: i Fratelli dellascuola di Consuegra. Il Processo ordinario si celebrò nella diocesi diToledo dal 15 febbraio 1955 al 21 giugno 1957. Vi comparvero 28testimoni, per complessive 61 sessioni. Il materiale raccolto in diocesi fuinviato a Roma, dove ottenne il Decreto di Validità soltanto il 19 giugno1992. Il cammino della Causa è concluso a Roma il 28 aprile 2006 conla proclamazione del Decreto sul martirio emanato da S.S. Benedetto XVIil 16 dicembre 2006. Sono stati beatificati il 28 ottobre 2007.
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Fonte:
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Postulazione Generale Fratelli delle Scuole Cristiane
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Aggiunto il 2007-12-30
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