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Beati Vincenzo Pinilla ed Emanuele Martin Sierra Sacerdoti e martiri

26 luglio

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† Motril, Spagna, 26 luglio 1936

Martirologio Romano: Nel villaggio di Motril vicino a Granada sulla costa spagnola, beati Vincenzo Pinilla, dell’Ordine degli Agostiniani Recolletti, e Emanuele Martin Sierra, sacerdoti e martiri, che, trascinati via dalla chiesa, furono fucilati il giorno dopo il martirio di altri cinque loro compagni.


Giovanni Paolo II ha tolto il velo di omertà culturale sulla feroce e crudele persecuzione e violenza ai danni della cattolicità proclamando martiri centinaia di religiosi, ecclesiastici e fedeli laici. Anche Benedetto XVI sta proseguendo in questa direzione. La Chiesa, dunque, sta innalzando all’onore degli altari beati a gruppi più o meno numerosi, quindi tanti suoi figli che persero la loro vita in odio alla fede cattolica, per mano dei miliziani rivoluzionari socialcomunisti, in quella che fu la pagina più nera della storia d’Europa, fra la prima e seconda Guerra Mondiale, cioè la Guerra Civile Spagnola (1936-1939).
Fra le migliaia di religiosi martiri, vi sono i sette Agostiniani Recolletti (Ordine scaturito da un ramo degli Agostiniani nel 1588 a Toledo, autonomi dal 1911; il nome «Recolletti» deriva dalla sentita necessità di un maggiore raccoglimento) accomunati ad un sacerdote diocesano, che sono stati beatificati il 7 marzo 1999 da papa Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro.
Non è stato facile raccogliere documenti e testimonianze durante i processi di beatificazione, perché sovente le esecuzioni avvenivano di notte, in luoghi solitari e senza testimoni; a volte è stato difficile provare anche la morte, perché di molti non si seppe più nulla, scomparsi dopo l’arresto e non più ritrovati. Tuttavia, per quanto concerne i martiri Agostiniani non è stato così, perché gli abitanti delle strade in cui vennero uccisi, furono testimoni oculari degli atroci accadimenti: nascosti dietro le tende delle finestre osservarono tutto. Inoltre era presente al massacro anche un giovane di Azione Cattolica, il quale, pur colpito da tre proiettili, riuscì a scappare e salvarsi, potendo, in seguito, raccontare i fatti.
Il Calvario degli Agostiniani si svolse nella città di Motril, presso Granada. La persecuzione ebbe inizio già nei primi mesi del 1936, quando la loro comunità religiosa divenne vittima delle minacce, degli insulti e delle perquisizioni. Pure i fedeli che frequentavano la loro chiesa venivano continuamente vessati. Pur tuttavia gli Agostiniani non fuggirono, rimanendo uniti ai fedeli della parrocchia.
All’alba del 25 luglio 1936 cinque Agostiniani, ovvero i padri Deogracias Palacios, León Inchausti, José Rada, Julian Benigno Moreno e il frate José Ricardo Diez, furono catturati e trascinati per le strade di Motril fino ad un giardino e lì barbaramente fucilati, lasciando le loro salme sanguinanti a terra per ore.
Tragico fu anche l’assassinio di padre Vincenzo Pinilla e del parroco diocesano don Manuel Martín Sierra; quando il 25 luglio i rivoluzionari assaltarono il convento degli Agostiniani, padre Pinilla insieme al parroco si rifugiarono nell’ospedale, dove rimasero nascosti tutto il giorno; la notte la trascorsero nella chiesa parrocchiale della Divina Pastora.
Il 26 luglio mattina don Manuel celebrò la Santa Messa, presenti le suore del vicino ospedale che ricevettero la Comunione insieme a padre Pinilla; verso le 10,30 arrivarono i rivoluzionari, i quali presero i due sacerdoti rimasti in chiesa e li trascinarono fuori, fucilandoli, alla presenza di molti passanti, sul sagrato della chiesa. Fra quei passanti ci fu anche chi testimoniò che padre Pinilla non morì subito: lo videro muovere, lungo tre ore di agonia, il braccio destro in segno di benedizione.
Padre Vincenzo Soler si rifugiò in una famiglia amica, ma il 29 luglio fu catturato. In prigione il suo fervore apostolico divenne balsamo benefico per il conforto dei detenuti. Era l’una di notte del 15 agosto 1936, giorno della Beata Vergine Assunta, quando venne fucilato insieme ad altri 18 prigionieri, davanti alle mura del cimitero cittadino.
I resti mortali degli otto martiri sono venerati nel mausoleo riservato alle vittime della Guerra Civile, nel cimitero di Motril. I sacerdoti Agostiniani avevano speso buona parte della loro vita lavorando nelle difficili Missioni delle Filippine e del Sud America e quando ormai in età avanzata avevano concentrato il loro apostolato tra i fedeli di Motril ricevettero qui, in patria e dai loro connazionali, la palma del martirio.
Come in appello li chiamiamo ora uno ad uno, ricordando le loro esistenze d’amore, completamente votate a Dio, diffondendo la Buona Novella.
Padre Vicente Soler nacque il 4 aprile 1867 a Malón, Saragozza. Nel 1882 entrò fra gli Agostiniani Recolletti. Il 20 settembre 1889 fu mandato nelle missioni delle Filippine, dove il 31 maggio 1890 venne ordinato sacerdote; per otto anni fu parroco, subendo nel 1898 la persecuzione religiosa durante la rivoluzione filippina; nel 1906 ritornò in Spagna. Fu superiore della Provincia di Andalusia per cinque anni e nel 1926 fu eletto Priore Generale dell’Ordine degli Agostiniani Recolletti, carica a cui rinunciò dopo sette mesi. A Motril rinnovò l’Associazione di Santa Rita, fondò nel 1914 il Circolo Cattolico dei Lavoratori e aprì una scuola serale. Morì fucilato il 15 agosto 1936, a 69 anni.
Padre Deogracias Palacios nacque il 22 maggio (giorno di Santa Rita) 1901 a Baños de Valdearados, Burgos; a 15 anni entrò nel convento degli Agostiniani, nel 1923 fu mandato missionario in Brasile, dove venne ordinato sacerdote il 28 marzo 1925. Negli otto anni successivi svolse la sua attività apostolica in Brasile e in Argentina. Nel 1933 ritornò in Spagna dove fu superiore della comunità di Monachil (Granada); allo scoppio della Guerra Civile nel 1936, era superiore del convento di Motril. Morì fucilato il 25 luglio 1936, a 35 anni.
Padre Leóne Inchausti nacque il 27 giugno 1859 in una fattoria di Ajanguiz, Vizcaya. Suo padre, uomo di profonda fede religiosa, godeva fama di santità; con il bagaglio degl’insegnamenti spirituali paterni, a 19 anni fece il suo ingresso fra gli Agostiniani Recolletti nel noviziato di Monteagudo. Il 1° giugno 1884 fu trasferito a Manila nelle Filippine, dove venne ordinato sacerdote il 22 dicembre 1884; per quattordici anni svolse il suo apostolato in diverse parrocchie filippine e a causa della rivoluzione scatenata in quel Paese, nell’ottobre 1898 fece ritorno in Spagna. Venne quindi destinato alle missioni in Brasile, svolgendo anche qui apostolato nelle parrocchie; rimase in Sud America fino al 1921 per fare ritorno in patria, a Granada. Nel 1927 fu a Bilbao e infine nel 1928 nel convento di Motril. Morì fucilato il 25 luglio 1936, a 77 anni.
Padre José Rada nacque a Tarazona (Saragozza) il 17 novembre 1861. A 16 anni entrò nel Noviziato a Monteagudo; il 1° giugno 1884 partì per le Filippine insieme a padre Inchausti, fu ordinato sacerdote a Cebú nel novembre 1884. Per quattordici anni fu parroco nell’isola di Bohol e venne incarcerato per tre mesi, durante la rivoluzione filippina. Nel 1912 i superiori lo mandarono in Brasile, dove resse le parrocchie di Minas Gerais e dello Spirito Santo. Nel 1925, ritornato in Spagna, ricevette l’incarico di visitare le comunità agostiniane dell’Andalusia e nel 1936 a Montril si dedicò soprattutto alla confessione e alla predicazione. Morì fucilato il 25 luglio 1936, a 75 anni.
Padre Julian Benigno Moreno nacque il 16 marzo 1871 ad Alfaro (La Rioja). A 14 anni entrò nel Noviziato a Monteagudo, dove era superiore suo zio sant’Ezechiele Moreno. Fu ordinato sacerdote il 18 maggio 1894 e a settembre dello stesso anno fu trasferito nelle Filippine, dove lavorò nelle parrocchie di San Narciso e San Filippo. Fece ritorno in Spagna 1898 e quattro anni dopo, nel 1902, fu trasferito in Sud America, in Colombia, Panama, Venezuela e Brasile, dedito alla predicazione e all’educazione dei giovani. Religioso molto colto, scrisse centinaia di articoli pubblicati in Venezuela e Spagna. Ritornò in patria nel 1933, destinato al convento di Motril. Morì fucilato il 25 luglio 1936, a 65 anni.
Frate José Ricardo Diaz nacque a Camposalinas (León) il 16 febbraio 1909. Orfano dei genitori, a 17 anni entrò nell’Ordine degli Agostiniani Recolletti e nel 1926 fece la professione religiosa a Villaviciosa (Madrid). Dopo una parentesi di crisi vocazionale, nel 1932 ritornò a Villaviciosa, dove nel gennaio 1934 fece la professione perpetua come Fratello. Dopo un periodo di residenza a Monachil fu mandato a Motril. Venne fucilato il 25 luglio 1936, a 27 anni: il più giovane del gruppo.
Padre Vicente Pinilla nacque il 5 aprile 1870 a Calatayud, Saragozza. A 15 anni entrò nel Noviziato agostiniano e il 7 novembre 1886 fece la professione religiosa a Monteagudo, ricevendola dalle mani di san Ezechiele Moreno, allora Superiore della Comunità. Il 19 agosto 1892 partì per le Filippine dove venne ordinato sacerdote il 23 settembre 1893. Fu parroco a Santa Cruz di Manila e poi a Caplan, fino al 1898, quando fu imprigionato a causa della rivoluzione filippina. Nel 1900 fu liberato e ritornò in Spagna da dove ripartì nel 1902 per il Brasile, dove per 25 anni profuse tutte le sue energie pastorali fra la popolazione locale. Era devotissimo della Madonna della Consolazione.  Il 25 gennaio 1927 ritornò a Motril in Spagna dove espletò altri incarichi in seno all’ordine agostiniano. Morì fucilato, con il crocifisso in mano, il 26 luglio 1936, a 66 anni.
Don Manuel Martín Sierra nacque il 2 ottobre 1892 a Churriano de la Vega (Granada). Fu ordinato sacerdote il 24 ottobre 1915, laureato in teologia ebbe vari incarichi nella diocesi: cappellano di conventi, professore di seminario, segretario nell’Università Pontificia di Granada. Nel 1929 arrivò a Motril e dal 1930 fu parroco della chiesa della Divina Pastora. Morì fucilato il 26 luglio 1936, a 44 anni.


Autore:
Cristina Siccardi

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Aggiunto il 2011-12-29

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