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Serva di Dio Sandra Sabattini

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Riccione, 19 agosto 1961 - Bologna, 2 maggio 1984


Una fidanzata santa? Ne era profondamente convinto don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, che dopo gli “sposi santi”, i “genitori santi” e gli “amici santi” si augurava di veder presto Sandra Sabattini sugli altari. Nasce a Riccione il 19 agosto 1961, respirando fede fin da piccolina e ancor più quando, insieme ai genitori ed al fratellino, va a vivere nella canonica dello zio prete, a Misano Adriatico. A poco più di 10 anni comincia a scrivere riflessioni e pensieri spirituali all’insaputa di tutti, precoce sintomo di un intenso percorso spirituale destinato a portarla lontano. A 12 anni incontra don Benzi e la “Papa Giovanni”; due anni dopo  già partecipa ad un soggiorno per adolescenti sulle Dolomiti con disabili gravi, dal quale ritorna con le idee estremamente chiare: “Ci siamo spezzati le ossa, ma quella è gente che io non abbandonerò mai”. Inizia una intensa e limpida relazione con Dio, tanto che allo zio prete diventa sempre più naturale trovarla in adorazione davanti all’Eucaristia, mentre genitori ed amici, sempre più spesso, la vedono, di norma seduta a terra, assorta in meditazione o impegnata nella lettura dei salmi. Sandra ha scelto Dio, e lo si vede; di conseguenza sceglie i poveri, ai quali dedica tutto il tempo libero. Oltre ad incontrarli alla “Papa Giovanni” nei disabili e nei tossicodipendenti, li va a cercare di casa in casa, perché i poveri esistono anche in parrocchia e in Sandra si sviluppa come un sesto senso per scoprire le povertà nascoste.  Nel 1980 ottiene il diploma di maturità scientifica a Rimini e poi si iscrive a medicina, all'università di Bologna. Si tratta di una scelta maturata nella faticosa ricerca del progetto di Dio su di lei: per questo ha coinvolto in essa gli amici della Comunità e i suoi consiglieri spirituali. Uno dei suoi sogni è di essere medico missionario in Africa, dove anzi, solo se potesse, ci andrebbe già da subito, mentre papà le chiede di fare un passo alla volta, terminando prima gli studi. Sandra, infatti, non è diversa dalla sue coetanee: in casa discute con i famigliari, fuori fa le sue battaglie in nome della giustizia e dell’uguaglianza, pratica sport, studia pianoforte, canta in un coro. Tutte cose però, e qui sta la diversità, dalle quali Dio non è estraneo: “quando ho amato davvero, ho sentito che Dio riempiva tutto e tutti”, scrive. Così Dio non è affatto estraneo anche a quel sentimento che le nasce in cuore nei confronti di Guido, un ragazzo poco più grande di lei, di cui si innamora e con il quale comincia a progettare il suo futuro. Fidanzati come se non lo fossero, almeno secondo la mentalità corrente che non sa più vivere l’attesa  e brucia tutto nella frettolosità di rapporti  che dell’amore hanno davvero solo più la parvenza, vivono insieme la castità di una conoscenza reciproca alla luce della Parola. Che  poco a poco modella in lei uno stile di radicalità evangelica che le fa dire: “Oggi c’è un’inflazione di buoni cristiani, mentre il mondo ha bisogno di santi”. E lei, che non si accontenta di far parte dei primi, aspira alla santità correggendo le sue fragilità e affinando la sua condivisione con i poveri. Il 29 aprile 1984, ad Igea Marina, mentre va ad un incontro della Comunità, viene investita da una macchina, entra in coma e muore il 2 maggio. Don Oreste Benzi, da sempre convinto di avere in Sandra un modello giovanile di eccezionale fedeltà evangelica, spinge per l’apertura della Causa di beatificazione, che si avvia nel 2006, raccogliendo e vagliando una sessantina di testimonianze. Nel 2009, a 25 anni dalla morte, si pensa di traslare i suoi resti in chiesa, ma quando viene tolta la terra che copre la bara, di Sandra non c’è più nulla, neppure un osso. “Sandra non dev’essere cercata tra i morti”, aveva detto don Benzi e il vescovo di Rimini, mons. Lambiasi, semplicemente commenta: “il chicco di grano che ha il volto e il nome di Sandra è caduto talmente in terra da sciogliersi completamente, da farsi terra”. Ed ha voluto ugualmente in chiesa il sarcofago, che proprio perché destinato a restare vuoto, più che una tomba  è un monumento alla risurrezione.

Autore: Gianpiero Pettiti

 


 

«Ci siamo spezzate le ossa, ma quella è gente che io non abbandonerò mai»: con queste parole all’età di tredici anni, di ritorno da un soggiorno estivo per adolescenti insieme a ragazzi con disabilità anche gravi, Sandra comunicava con decisione alla madre la propria intenzione di voler vivere seguendo Gesù attraverso l’aspetto della condivisione diretta con chi è nel bisogno. Nell’incontro con Don Oreste Benzi, Sandra riconosce che la sua chiamata vocazionale trova risposta nella spiritualità della ‘Comunità Papa Giovanni XXIII’: l’unione intima con Dio, alimentata dalla preghiera, in un cammino di fraternità alla sequela di Gesù, povero e servo, che condivide la vita degli ultimi, obbedendo al Padre.
Una ragazza come tante, ma che ha vissuto la sua quotidianità, fatta di amicizie, fidanzamento, vita di famiglia, studio e volontariato, con una straordinaria attenzione a fare propri i passi del Vangelo.
Il 24 gennaio 1972 all'età di 10 anni, Sandra inizia a scrivere un diario: «La vita vissuta senza Dio è un passatempo, noioso o divertente, con cui giocare in attesa della morte».
Su queste pagina risaltano appunti, riflessioni e pensieri di un’adolescente che attraversa la vita individuandone il senso profondo nella relazione con Dio, che la porta a riconoscere la presenza di Cristo in ogni persona che incontra. L'amore di Sandra per il Signore, infatti, si riflette in tutti coloro che vengono a contatto con lei: la sua persona emana gioia ed entusiasmo che conducono a Gesù.
Sandra nasce il 19 agosto 1961 a Riccione. Vive con la famiglia, profondamente cristiana, a Misano Adriatico: i genitori Giuseppe e Agnese Bonini, e il fratello Raffaele. All'età di 4 anni la famiglia, si trasferisce presso la canonica della Parrocchia di San Girolamo in Rimini, dove è parroco lo zio Giuseppe, fratello della madre.
Sin da piccola le piaceva vivere in silenzio il suo rapporto con Dio, perciò si alzava presto di buon mattino, per rimanere in meditazione al buio, in Chiesa, davanti al Santissimo Sacramento. E anche la sera, a qualsiasi ora rientrasse, trascorreva un'ora in preghiera davanti a Gesù. Amava pregare e meditare sempre seduta in terra, in segno di umiltà e povertà.
Dopo la maturità scientifica, si iscrive a medicina all'università di Bologna con ottimi voti.
Fra i suoi sogni quello di essere medico missionario in Africa, nel frattempo spende il suo tempo libero nelle comunità terapeutiche per il recupero dei tossicodipendenti nella Comunità Papa Giovanni XXIII.
Muore il 2 maggio 1984 a Bologna, dove è ricoverata in seguito ad un gravissimo incidente che tre giorni prima l’ha coinvolta mentre si stava recando all’assemblea annuale della Comunità.
Nel 1985 don Oreste Benzi cura una prima edizione del ‘Diario di Sandra’ e nel 2003 la seconda edizione viene ampliata con autorevoli testimonianze sulla sua vita.
Nel settembre 2006 il vescovo di Rimini, Mons. Mariano De Nicolò introduce la causa di canonizzazione della Serva di Dio Sandra Sabattini ed apre il processo che ne indagherà la vita, le virtù e la fama di santità.
Il 6 dicembre 2008 si è conclusa la fase diocesana del processo con la Messa presieduta da Mons. Francesco Labiasi Vescovo di Rimini a cui ha fatto seguito la sessione pubblica del processo con la preparazione degli atti da inviare a Roma.
Per l'occasione è uscita una nuova edizione del 'Diario di Sandra' con la sua biografia ed alcuni scritti inediti.


Autore:
Geppi Santamato


Fonte:
www.apg23.org

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Aggiunto il 2011-07-07

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