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Sant' Amalario Fortunato di Treviri Vescovo

10 maggio

Metz, 775 – 850/853

Fu insigne teologo e fondatore della scienza liturgica medioevale. Nato a Metz nel 775, pur se non si fece mai monaco dopo l’800 fu eletto abate commendatario di Hornbach. Nell’813 fu legato di Carlo Magno a Costantinopoli; al ritorno si ritirò a Nonantola e in seguito partecipò ai concili di Aquisgrana e di Parigi. Morì in fama di santità e di miracoli a Metz, fra l’850 e l’853. Dopo lunghe e sofferte confutazioni storiche, Amalario fu identificato con Fortunato arcivescovo di Treviri, dal che deriva la doppia denominazione.
L’Ordine Benedettino lo festeggia il 10 maggio.


Fondatore della scienza liturgica medievale e teologo. Nato nei din­torni di Metz nel 775, fu scolaro di Alcuino ad Aquisgrana o a Tours. Non fu mai monaco, ma dopo l'800 fu eletto abate commendatario di Hornbach; nell'809-13 fu corepiscopo di Treviri, con giurisdizione anche fuori della città (nell'811, in­fatti, consacrò la prima chiesa di Amburgo). Nell'813 fu legato di Carlo Magno a Costantinopoli; al ritorno, si ritirò a Nonantola, ma partecipò ai concilii di Aquisgrana (816) e di Parigi (825). Res­se la diocesi di Lione nell'835-38, in assenza dello arcivescovo Agobardo, e tentò d'introdurvi la sua riforma liturgica, per cui fu osteggiato aspramente dal diacono Floro e fu condannato dal concilio di Kiersy (sett. 838), sulla base d'una sua espressione « Triforme est corpus Christi », a cui fu data una interpretazione tendenziosa. Si ha notizia di suoi viaggi a Roma, sotto Leone III e Gregorio IV. Morì in fama di santità e di miracoli, a Metz, fra I'850 e l'853, il 29 apr., e fu sepolto in S. Ar­nolfo accanto al suo protettore Ludovico il Pio.
Amalario è da identificare con Fortunato arciv. di Treviri, di cui si credé di possedere ivi, in S. Pao­lino, le ossa. Il nome Fortunatus non è, probabil­mente, che l'equivalente del pseudonimo letterario Symphosius, che Amalario aggiunse al suo nome. Lunga e spinosa è stata la controversia relativa all'esisten­za di due Amalario, l'uno arcivescovo di Treviri e l'altro corepiscopo di Metz, ma entrambi liturgisti. La questione, sollevata da Sirmond, fu sostanzialmente risolta, nel senso dell'identificazione dei due Amalario, da Morin, e le obiezioni superstiti sono state definiti­vamente confutate dalle ricerche di Hanssens.
Gli scritti teologici di Amalario sono perduti. Il suo nome è legato soprattutto alle opere di liturgia che gli costarono laboriose ricerche (a Roma, a Corbie e altrove) ed esercitarono un influsso incontrastato sull'interpretazione allegorica e simbolica dei testi e dei riti liturgici per tutto il Medioevo. Si cono­scono: il Liber ojjicialis, ovvero De officiis ecclesiasticis, preziosa enciclopedia in 4 ll., dedicati a Ludovico il Pio, scritti e pubblicati a diverse ri­prese fra l'820 e l'832; e il De ordine antiphonarii, posteriore all'844, e scritto a giustificazione dei cri­teri seguiti in un grande Antifonario perduto (ba­sato sulla collazione di tradizioni diverse, la ro­mana, la metense, ecc.). Il complesso valore mistico e misterico della Messa fu chiarito da Amalario in varie Expositiones. Abbiamo, infine, di Amalario una decina di lettere e un poemetto esametrico sulla sua am­basceria in Oriente (Versus marini). Non è sua, invece, la nota Regula Canonicorum et Sanctimonialium.
Per quanto riguarda il culto di Amalario, si ha notizia d'una venerazione prestata a Metz alle sue reliquie, le quali furono traslate nel 1552 nella nuova basi­lica e collocate presso l'altare maggiore, ma non vi sono tracce di culto ufficiale.
Appare nel Martyrologium Hieronymianum il 29 apr. (« obiit Amalarius episcopus »); nei calen­dari di Treviri è ricordato (ma come Fortunato) il 10 giug.; i martirologi benedettini recano notizie confuse (vi figura talora come monaco di Luxeuil e cardinale); la memoria cade il 10 maggio.
Una effigie di Amalario si può trovare in Ranbeck, Kalendarium Annate Benedictinum, Augusta 1677 (al 10 magg.); varie raffigurazioni barocche deri­vano da Wion, Lignum Vitae, V, 682 (« B. Hamularius Fortunatus, primus Offìcii mortuorum com­positor »).


Autore:
Alfonso M. Zimmermann


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto il 2009-06-02

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