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San Geraint II Re del Cornwall

Festa: 10 agosto

Cornwall, Regno Unito, inizio del VI sec. - Dingerein, Cornwall, Regno Unito, 556 circa

Nella Vita di s. Teilo si legge che questi, fuggendo in Armorica per sottrarsi alla peste gialla del 547, passò per il Cornwall e vi fu ricevuto amichevolmente dal re Gerennius (forse nipote di Geraint I), al quale, riconoscente, promise assistenza spirituale in punto di morte. Nel 555 o 556 Teilo tornò dall’Armorica e, sbarcato a Dingerein, si recò da Geraint che trovò in fin di vita: il re ricevette da Teilo l’Eucaristia, morì e fu sepolto nel sarcofago che il santo gli aveva portato in dono (miracolosamente, poiché la pesante pietra aveva navigato trainata da buoi dinanzi alla nave del santo). Geraint morì quindi nel 556 ca. e la voce popolare, forse per i rapporti che lo legavano a Teilo, lo proclamò santo. La chiesa di St. Gerrans, presso St. Just, nel Roseland, è probabilmente dedicata a lui, dato che Din Gerrein, il palazzo di Geraint, è nel territorio della parrocchia, in cui la festa di Geraint si celebra la seconda domenica di agosto.

Etimologia: Dal latino 'Gerontius', che significa 'anziano' o 'venerabile'.

Emblema: Sarcofago di pietra, corona reale, barca.


La storia dei regni brittonici post-romani, in particolare della Dumnonia (che comprendeva gli attuali Devon e Cornwall), è caratterizzata da una scarsità di fonti scritte coetanee e da una forte tendenza alla ripetizione dei nomi dinastici. Questo ha generato frequenti omonimie che gli agiografi e gli storici devono accuratamente distinguere. Il nome Geraint è ben noto nelle cronache e nelle genealogie gallesi: il più celebre è Geraint I, figlio del re Erbin, un valoroso guerriero celebrato nell'elegia Marwnat Geraint e spesso associato alle leggende arturiane, caduto in battaglia intorno al 514.
Il sovrano oggetto di questa scheda, convenzionalmente indicato come Geraint II (o Gerennius), visse circa mezzo secolo dopo. Le fonti non tramandano con certezza il nome di suo padre, sebbene alcune genealogie lo inseriscano nella discendenza reale che governava il Cornwall meridionale. Il suo regno si estendeva probabilmente nell'area del Roseland, dove la tradizione colloca la sua residenza principale, nota come Din Gerrein (o Dingerein). Geraint II regnò in un periodo in cui il cristianesimo celtico, di matrice monastica ed eremitica, stava consolidando le proprie strutture, intrecciandosi con le antiche tradizioni locali.

L'esilio di San Teilo e l'ospitalità regale
L'evento centrale nella vita di Geraint II non è una battaglia, ma un incontro diplomatico e spirituale. Intorno al 547, il Galles fu colpito da una devastante epidemia, nota nelle cronache come la peste gialla (Flava Pestis). Per sfuggire al contagio, molti religiosi e nobili lasciarono la regione. Tra questi vi era San Teilo, abate di Llandeilo Fawr e figura di primissimo piano nella Chiesa celtica, il quale decise di intraprendere un viaggio verso l'Armorica (l'attuale Bretagna).
La rotta di Teilo prevedeva una tappa nel Cornwall. Sbarcato sulle coste meridionali, il monaco fu accolto con grande onore dal re Geraint II a Dingerein. L'ospitalità offerta dal sovrano brittonico fu sontuosa e rispettosa: Geraint riconobbe in Teilo non solo un esule di rango, ma un uomo di Dio di straordinaria santità. In segno di gratitudine per l'accoglienza e la protezione ricevute, Teilo promise al re che, quando fosse giunta la sua ultima ora, sarebbe tornato per assisterlo spiritualmente e assicurargli una sepoltura degna.

Il ritorno del santo e il sarcofago navigante
Dopo alcuni anni trascorsi in Armorica, dove contribuì alla fondazione di numerose comunità monastiche, la pestilenza in Galles scemò. Tra il 555 e il 556, Teilo intraprese il viaggio di ritorno verso la sua terra natale. Fedele alla promessa fatta anni prima, il santo fece tappa nuovamente nel Cornwall.
La Vita Sancti Teilonis riporta un dettaglio che mescola la storia del viaggio con il meraviglioso agiografico. Teilo non si presentò a mani vuote: portò con sé un imponente sarcofago di pietra, scavato in Galles e destinato ad accogliere le spoglie del re cornico. Secondo il racconto, la pesante pietra non fu caricata sulla nave, ma fu fatta navigare miracolosamente sulla superficie del mare, trainata da buoi o semplicemente sospinta dalla volontà divina, precedendo l'imbarcazione del santo fino alle coste del Cornwall.

L'ultimo viatico e la morte
Quando Teilo giunse a Dingerein, trovò Geraint II ormai in fin di vita, consumato dalla malattia o dalla vecchiaia. Il re, mantenendo la lucidità e la fede, accolse il monaco con gioia. Teilo gli amministrò il sacramento dell'Eucaristia, fornendogli il viatico per l'ultimo viaggio. Geraint II morì in pace, assistito dal santo, e fu deposto nel sarcofago di pietra che aveva attraversato il mare per lui.
La morte del re, avvenuta presumibilmente nel 556, suscitò grande cordoglio nel regno. La vox populi, profondamente colpita dall'episodio del sarcofago miracoloso e dalla santità del sovrano che aveva saputo accogliere e onorare i servi di Dio, iniziò presto a venerarlo. In un'epoca in cui le canonizzazioni formali non esistevano, il riconoscimento della santità avveniva per acclamazione popolare e per il consenso dei vescovi locali, sancendo l'ingresso di Geraint II nel novero dei santi re celtici.

Il culto a St. Gerrans e i registri di Exeter
La venerazione per Geraint II si radicò profondamente nella toponomastica e nella geografia ecclesiastica del Cornwall. La parrocchia di St. Gerrans, situata nella penisola di Roseland, è considerata il centro principale del suo culto. L'identificazione del santo patrono locale con il re Gerennius è sostenuta da illustri studiosi di agiografia celtica, come Sabine Baring-Gould.
Nei registri medievali dei vescovi di Exeter, la chiesa parrocchiale è citata con la dicitura latina ecclesia Sancti Gerentis. La collocazione della chiesa è estremamente significativa: sorge a breve distanza dalle rovine di Din Gerrein (Dingerein), l'antica fortezza reale che fu teatro dell'incontro tra il re e San Teilo. Fino a tempi relativamente recenti, la memoria liturgica di Geraint veniva celebrata dalla comunità locale non solo il 10 agosto, data fissata dai martirologi, ma anche con una festa popolare la seconda domenica di agosto.

La leggenda della barca d'oro
Al di fuori degli ambienti strettamente ecclesiastici, la figura di Geraint II è stata assorbita dal folklore della Cornovaglia, confondendosi con antiche leggende pagane e tumuli funerari preistorici. Una tradizione popolare molto radicata vuole che il re non sia stato sepolto nel sarcofago di pietra, ma in un luogo segreto all'interno del Carne Beacon, un imponente tumulo dell'Età del Bronzo situato a Veryan, a pochi chilometri da St. Gerrans.
Secondo questa leggenda, Geraint fu sepolto con la corona sul capo e adagiato in una massiccia barca d'oro zecchino, nascosta nelle viscere della collina. Nel XIX secolo, il tumulo fu oggetto di scavi archeologici che, tuttavia, non portarono al ritrovamento di alcuna barca d'oro, confermando la natura preistorica e non regale del monumento. Ciononostante, la leggenda testimonia la persistenza della memoria di un re d'oro nell'immaginario collettivo cornico.

Curiosità
Il motivo del sarcofago di pietra che naviga sul mare non è un unicum nella letteratura celtica. Esso rientra nel topos agiografico della pietra-barca, utilizzato per dimostrare il dominio dei santi sulle leggi della natura. Un episodio molto simile è attribuito a San Piran (patrono della Cornovaglia) e ad altri monaci irlandesi e gallesi, a simboleggiare che la fede può rendere leggero anche il peso della morte e della pietra.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-08-03

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