Adele Bonolis nasce il 14 agosto 1909 a Milano, ultima di quattro figli, è stata battezzata nella Basilica di S. Ambrogio e la sua formazione avviene in oratorio e nelle file della Gioventù femminile di Azione cattolica. Adele riesce bene negli studi, ottiene il diploma magistrale, poi la maturità classica e infine la laurea in Lettere e filosofia all’Università Cattolica. Dopo gli anni in GF inizia il suo impegno in Centro diocesano con le Donne di Ac e poi nel Cif provinciale di Milano. La sua vita futura sembra segnata da un incontro: ancora bambina e in compagnia del padre vede per la prima volta una prostituta. Da adulta si occuperà delle donne di strada per restituire loro dignità e offrire un’occasione di riscatto. L’idea che l’accompagnerà per tutta la vita é quella di “ristabilire l’amore e di trasformare il male nel bene”. Nel 1947, Adele accetta di dirigere una colonia estiva che accoglie anche ragazzi a rischio; l’esperienza è positiva e i genitori chiedono di non interrompere quell’iniziativa dalla forte valenza educativa. Nasce la Casa dei ragazzi a Castel di Vezio, in provincia di Lecco, per ospitare i minori. Tenere aperta la struttura richiede molte risorse economiche, di cui la Bonolis non sempre dispone, ma nonostante le preoccupazioni, Adele mantiene sempre una gran fiducia nella Provvidenza. Chi l’ha conosciuta assicura che quella sua profondissima vita interiore le veniva dal totale, e fiducioso abbandono a Dio. Si apre per Adele una stagione di nuovi impegni, tra il 1950 e il 1962 nascono, infatti, quattro case di accoglienza: per prostitute, persone detenute ed ex, infine per malati psichici. Adele è accogliente, determinata, coraggiosa, ma anche prudente e avveduta, crede nelle persone, dà fiducia e dedica loro ogni attenzione. Il suo esempio e il suo stile fanno scattare in tante ospiti il desiderio sincero di cambiare vita e in alcune donne anche la voglia di affiancarsi a lei per aiutarla. La sua opera era guidata da tre parole d’ordine: previdenza, prudenza e Provvidenza. Le ripeteva a tutti, a mo’ di incoraggiamento, scandendo bene la terza. Era «la Divina Provvidenza», per la signorina milanese, cresciuta all’ombra dell’Ac. a sostenere le opere a cui lei, appena quarantenne, diede vita. Una delle case fondata da Adele Bonolis, ha sede a Cibrone-Nibionno in provincia di Lecco, svolge le attività nell’ambito della Regione Lombardia in collaborazione coi Servizi del territorio, si caratterizza come una struttura socio-assistenziale, puntando su finalità educative e riabilitative a favore di signore svantaggiate per ragioni di ordine psichico, sociale, economico, familiare e per carcerate, offre un orientamento religioso morale rispettando le differenze di credo e di cultura. La “dottoressa” - come spesso la chiamavano - si è dedicata anche all’insegnamento della religione perché è “alla base di tutto”. Adele insegna al liceo Berchet dove è molto apprezzata e amata dai suoi alunni, con loro ha un rapporto speciale, l’insegnamento è una porta aperta sulla quotidianità e su argomenti non sempre trattati: Dio, il senso della vita, la sofferenza, la morte… ha passato tante ore ad ascoltare i suoi scolari. Un suo alunno dice: «Adele Bonolis è stata mia prof di religione in Ginnasio. La ricordo come una donna tanto modesta nel modo di presentarsi quanto intelligente e penetrante nei giudizi e nel modo di dialogare con la classe e con i singoli, era capace di tenere la disciplina. Mi dà emozione, e nello stesso tempo provo una punta di orgoglio, se penso che sono stato a lungo a stretto contatto con una persona che sta per diventare beata, forse al momento non mi rendevo pienamente conto della sua tempra, della sua eccezionalità umana, che riscopro a distanza di molti anni rievocando nel pensiero i miei anni liceali!». Adele muore l’11 agosto 1980. Ai funerali, celebrati in S. Ambrogio, l’abate mons. Libero Tresoldi dirà: «Avvicinando Adele Bonolis l’impressione era quella di chi trovava in lei un punto di appoggio, un luogo di rifugio, una speranza per procedere nel cammino. Si era sempre preoccupata di comportarsi come la vela di una barca che cerca il soffio del vento e da esso si lascia condurre». La causa di beatificazione della «serva di Dio» Adele Bonolis si è conclusa a livello diocesano il 4 dicembre 2003, ora gli Atti del processo e tutta la documentazione sono stati trasmessi a Roma alla Congregazione delle cause dei Santi.
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Fonte:
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In dialogo unitario
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Spunti bibliografici a cura di
LibreriadelSanto.it
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- F. Agnoli, M. Luscia, A. Pertosa,
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I santi di Benedetto XVI. Selezione di testi di Papa Benedetto XVI,
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Storie di santi e beati e di valori vissuti,
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- Butler Alban,
Il primo grande dizionario dei santi secondo il calendario,
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- Giusti Mario,
Trenta santi più uno. C'è posto anche per te,
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Aggiunto il 2008-06-23
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