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> Home > Sezione Servi di Dio > Servo di Dio Guglielmo da Badi (Oscar Gattiani) Condividi su Facebook Twitter

Servo di Dio Guglielmo da Badi (Oscar Gattiani) Sacerdote cappuccino

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Badi, Bologna, 11 novembre 1914 – Faenza, Ravenna, 15 dicembre 1999


La vita di P. Guglielmo Gattiani è stata segnata da momenti significativi che hanno rispecchiato la sua volontà di essere fedele fino in fondo alla vocazione francescano-cappuccina e alla donazione totale a Dio e ai fratelli.
Per diciotto anni maestro dei novizi a Cesena, ha trasmesso ai giovani l’amore alla povertà e all’essenzialità, per essere seguaci efficaci e coerenti di Francesco d’Assisi nel mondo moderno.
Austerissimo e rigido con se stesso, comprensivo ed umano con gli altri, che per lui erano tutti “angioletti”.
L’aspirazione alla povertà radicale e alla comunione piena con Dio lo mise in atteggiamento di ricerca.
A Lagrimone (PR), dove per dieci anni si recò una settimana al mese, trovò un luogo dove poter condividere i suoi ideali con la comunità delle suore cappuccine e con alcuni fratelli che là avevano trovato un “luoghetto”; con loro coltivò il sogno di una “Fraternità francescana secolare dell’amore vicendevole ed universale”.
Nella primavera del 1980 l’esperienza di un prolungato viaggio in Terra Santa lo innamorò alla Parola di Dio, gli fece rivivere da vicino i misteri dell’incarnazione del Figlio di Dio; là sperò di terminare i suoi giorni terreni.
Ma il Signore aveva in serbo per P. Guglielmo un’altra tappa, quella in cui mettere a frutto tutto ciò che aveva vissuto in precedenza.
Direttamente dalla Terra Santa, il 15 ottobre 1980 fu destinato al Santuario del SS. Crocifisso di Faenza.
Vi è rimasto per diciannove anni; di giorno ascoltava le sofferenze della gente e di notte le offriva a Dio.
La sua giornata di ascolto iniziava alle 6 e terminava a mezzanotte, perché quando la Chiesa veniva chiusa alle 19,30, subito dopo una rapida cena, era a disposizione per l’ascolto telefonico fino a mezzanotte.
Quando finalmente staccava il telefono, iniziava a pregare, presentando a Dio le sofferenze di quanti aveva incontrato e ascoltato.
“Per me è una gioia grande accogliere tutto il giorno le persone, accogliere il fardello di preoccupazioni e di sofferenze, a volte le terribili tragedie da lacrime di sangue dei fratelli. E prego con loro e per loro, con fede ferma nella parola di Gesù: Venite a me e vi consolerò”.


Fonte:
www.padreguglielmocesena.com

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Aggiunto/modificato il 2008-06-23

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