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Lorena D’Alessandro Adolescente

Testimoni

1964 - 1981


A la Rustica, quartiere periferico di Roma, si fa spazio la vita di Lorena d’Alessandro, che nasce il 20 novembre 1964 da una famiglia di modeste origini. I suoi giorni trascorrono in quella che è la quotidiana normalità dell’esistenza di ogni bambino che frequenta scuola, amici e parrocchia, modellando il proprio essere all’educazione e al rispetto dei più importanti e sani valori. La non facile impresa che farà di lei protagonista della Parola di Cristo diventa una vera e autentica missione d’amore che attraversa il dolore e attraverso il dolore, testimonia la fede.
Alcuni episodi accaduti in tenera età denunciano uno stato fisico piuttosto fragile, ma la tragedia è gelidamente annunciata da un male incurabile, un tumore osseo che le colpirà la gamba sinistra. Tra esami, ricoveri e disperati tentativi di salvare quell’arto ormai compromesso, i genitori arrivano con strazio a deciderne l’amputazione e Lorena così commenterà quella difficile scelta: “I miei genitori per me hanno scelto la vita”. Il dispiacere di Lorena provato nel vedere la sofferenza negli occhi di mamma e papà le faceva mettere in secondo piano il proprio, e ritrovò in tal modo la forza e la determinazione di sottoporsi a ulteriori visite specialistiche assecondando le loro volontà. Si arrivò dunque alla realizzazione di una protesi cui Lorena subito si abituò non recandole alcun complesso, ma regalandole nuova energia e vitalità da riversare tutta in parrocchia, tra gli amici, a scuola e in ogni ambito in cui il suo contributo fosse indispensabile e “unico”.
La sua vita cristiana si arricchì di numerose ed irripetibili esperienze toccando luoghi solo fino a poco prima insperati: il viaggio a Lourdes nell’estate del 1980 organizzato dall’Opera Romana dove, disse Lorena: “nella sofferenza di tanti fratelli, nella gioia con cui loro soffrivano, ho incontrato la Madonna.”; e tra la fine del 1980 e l’inizio dell’1981 l’incontro con la comunità di Taizé. La sua sofferenza vissuta nell’incontro con Cristo si trasforma in dono e diventa segno indiscusso dello spirito divino in un corpo umano martoriato dalla malattia. Consapevole della brevità dei suoi giorni ma con il cuore fervidamente ancorato a Dio, ebbe la forza di lasciare un autentico testamento spirituale che poco prima di morire indicò a sua madre con queste esatte parole: “Mamma ho fatto testamento, quando muoio lo darai a don Ugo, lo metto qui.” E indicò la libreria dove l’avrebbe riposto.
Ne riportiamo alcuni passi a dimostrazione del grazie che tutti abbraccia. “Dono tutti i miei organi… a chi soffre. Ai fratelli della comunità, vi ho amato immensamente. Papà e mamma siete stati i genitori più forti del mondo. Vi amo immensamente. Pensatemi ogni tanto… abbracciate nonna, zia Giulia, zio Ezio, l’altra nonna e tutti gli zii e cugini per me. Pregherò per voi”. Lorena lasciò questa terra il 3 aprile 1981.


Autore:
Serena Manoni


Fonte:
www.sdb.org

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Aggiunto il 2008-08-27
Letto da 433 persone

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