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Servo di Dio Giovanni Andrea Carga Vescovo

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Venezia, 11 novembre 1560 - Syros, Grecia, 17 ottobre 1617


L’isola greca di Syros, descritta nell’Odissea di Omero, patria di Perecide (maestro di Pitagora), era detta l’isola del Papa perché per secoli la maggioranza dei suoi abitanti è stata cattolica. La sua storia è complessa. Dopo la conquista di Costantinopoli, nel 1204, l'impero Bizantino venne diviso tra i vincitori della Quarta Crociata. Le isole dell'Egeo caddero nelle mani di Venezia con il Ducato di Marco Sanudo. Nel XVI secolo il territorio passò in mano ai turchi e nel secolo successivo nuovamente ai Veneziani. Syros divenne sede vescovile e diversi ordini religiosi aprirono le loro case, come i Gesuiti e i Cappuccini. Vi si stabilì anche un metropolita ortodosso. La libertà religiosa fu quasi sempre tutelata, anche grazie all’intervento della Francia e dallo Stato della Chiesa. I rapporti tra Repubblica Veneta e Impero Ottomano erano però spesso bellicosi ed è in questo contesto che si inserisce la vicenda del vescovo martire Giovanni Andrea Carga.
Martino Carga nacque a Venezia l'11 novembre 1560 da una famiglia originaria di San Daniele del Friuli. Maturò presto la vocazione religiosa e, a soli diciotto anni, entrò nell'Ordine dei Domenicani prendendo il nome di Giovanni Andrea. Ordinato sacerdote a Venezia, appagò presto il desiderio di svolgere il suo ministero in terra di missione e fu destinato a Costantinopoli. Doti umane e di dottrina portarono papa Paolo V a nominarlo vescovo. Era il 13 luglio 1607 e la sua destinazione fu Syros. Si prodigò per il suo popolo, attraverso un apostolato che raggiungeva ogni ceto di fedeli. Nel 1617 i difficili rapporti tra cattolici e turchi conobbero tragici avvenimenti e una rappresaglia da parte di questi ultimi. Monsignor Carga rifiutò di rivelare il rifugio degli abitanti dell'isola e fu incarcerato. Come per i Martiri della vicina Otranto gli fu proposto il vile ricatto di aver salva la vita se avesse rinnegato la propria fede. Al suo rifiuto venne ucciso, appeso all'albero di una Galera nel porto della città. Tremendo monito per coloro che grazie a lui avevano avuta salva la vita. Era il 17 ottobre, aveva 57 anni. Il buon pastore aveva sacrificato la vita per i suoi fedeli.
Il suo ricordo è vivo nell’isola dove cattolici e greci ortodossi, ancora oggi, come fanno da secoli, convivono pacificamente. Anche dal punto di vista artistico la città principale dell’isola, Ermoupoli, è particolare, essendo i suoi edifici simili a quelli occidentali.

PREGHIERA
Dio, Padre misericordioso, che ti sei degnato di concedere abbondante la tua grazia al tuo Servo e vescovo Giovanni Andrea Carga, ti preghiamo di concederci la forza della sua intercessione presso di te.
Signore Gesù Cristo, Tu che hai detto "nessuno ha un amore più grande di colui che dà la vita per colui che ama”, glorifica il tuo Servo e vescovo Giovanni Andrea Carga, che ha dato la sua vita per non rinunziare alla fede in Te e per proteggere il gregge che Tu gli avevi affidato.
Spirito Santo, Dio, tanto era lo zelo che il tuo Servo e vescovo Giovanni Andrea Carga nutriva per la Tua gloria da diventare "tutto a tutti" affinché Tu fossi glorificato da tutti gli uomini qui in terra, mostraci ora, ti preghiamo, i segni che ci rivelano la gloria che egli gode presso di Te in cielo, amen.


Autore:
Daniele Bolognini

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Aggiunto/modificato il 2008-10-03

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