Etelredo ed Etelberto (Æthelred e Æthelberht; anche Æthelredus, Æthelbrihtus, Ethelred, Ethelbert) appartenevano alla famiglia regnante del Kent. Le fonti agiografiche li presentano come figli di Eormenred e di Oslafa. La genealogia è conservata nella cosiddetta Kentish Royal Legend, un insieme di testi in inglese antico e latino sviluppatisi tra l'XI secolo e l'età successiva, che ricostruiscono le vicende della dinastia kentiana e dei suoi santi. Eormenred era membro della famiglia di Eadbald, re del Kent dal 616 al 640, e fratello di Eorcenberht, che divenne re nel 640. Il rapporto tra i due fratelli è problematico. La tradizione tarda sostiene che Eorcenberht fosse subentrato a Eormenred, suo fratello maggiore, ma non esistono testimonianze contemporanee sufficienti per stabilire se Eormenred avesse effettivamente esercitato una funzione regale autonoma o condivisa. La Kentish Royal Legend presenta tuttavia i suoi figli come appartenenti alla linea dinastica che poteva avanzare pretese sul regno. La successione del Kent passò da Eorcenberht al figlio Ecgberht nel 664. È nel nuovo equilibrio dinastico creatosi dopo questa successione che si colloca la morte dei due principi. Gli studi moderni considerano plausibile che la loro posizione nella linea regale costituisse un elemento di rilievo nella vicenda, anche se le motivazioni precise dell'assassinio non possono essere ricostruite con certezza.
L'uccisione a Eastry La tradizione riferisce che Etelredo ed Etelberto vivevano presso una residenza reale a Eastry, nel Kent. Il re Ecgberht era loro cugino e, secondo il racconto agiografico, i due giovani si trovavano sotto la sua protezione. La Passio sanctorum Æthelberhti et Æthelredi, attribuita a Byrhtferth di Ramsey e conservata all'interno delle prime sezioni della Historia regum, costituisce la principale testimonianza narrativa medievale sulla loro vicenda. Il testo fu composto intorno alla fine del X o all'inizio dell'XI secolo, in rapporto con il rilancio del culto a Ramsey, e non è quindi una testimonianza contemporanea agli avvenimenti. Secondo questa tradizione, il consigliere reale Thunor avrebbe convinto Ecgberht a eliminare i due principi, considerati potenziali rivali della linea regnante. In alcune versioni il ruolo del re appare diretto, mentre in altre Ecgberht viene presentato soprattutto come responsabile per avere consentito l'azione del proprio funzionario. La tradizione riferisce che i due giovani furono uccisi e sepolti clandestinamente sotto il seggio reale della sala di Eastry. Il racconto prosegue con il prodigioso ritrovamento dei corpi: una luce avrebbe indicato durante la notte il luogo della sepoltura. Questo episodio appartiene chiaramente alla costruzione agiografica della vicenda e non può essere assunto come testimonianza storica indipendente.
La compensazione e Minster-in-Thanet La morte dei due principi avrebbe avuto conseguenze sulla politica dinastica del Kent. La sorella Domne Eafe, chiamata anche Eormenburh o Æbba nelle diverse tradizioni, avrebbe ricevuto da Ecgberht una compensazione per la morte dei fratelli sotto forma di terre sull'isola di Thanet. La tradizione interpreta questa concessione come un wergild, cioè una compensazione destinata a risolvere una controversia di sangue secondo una pratica giuridica propria delle società germaniche altomedievali. Su queste terre Domne Eafe avrebbe fondato il monastero di Minster-in-Thanet. Il rapporto tra l'uccisione dei due principi, la compensazione e la fondazione del monastero costituisce uno degli elementi centrali della tradizione dinastica del Kent. La fondazione di Minster-in-Thanet possiede una base storica indipendente dalla narrazione agiografica: Domne Eafe compare infatti nella documentazione relativa al monastero. La tradizione genealogica che collega tutti i membri della famiglia reale, invece, presenta alcune varianti e sovrapposizioni che richiedono cautela.
Le reliquie a Wakering Secondo la tradizione, dopo la sepoltura a Eastry i corpi furono trasferiti a Wakering, nell'Essex. Le fonti medievali sviluppano il racconto attraverso episodi prodigiosi relativi alla traslazione e alla venerazione dei due principi. La presenza del culto a Wakering è però attestata nella tradizione medievale in modo sufficientemente consistente da essere considerata un elemento importante della storia del loro culto. Gli studi sull'archeologia dell'Essex hanno inoltre collegato il sito di Great Wakering al monasterium Wacrinense ricordato nelle fonti relative ai due martiri, anche se l'identificazione non equivale a una prova archeologica diretta della presenza delle loro reliquie.
La traslazione a Ramsey La fase meglio documentata della storia del culto appartiene alla fine del X secolo. Tra il 978 e il 992 circa, probabilmente nel 991, l'ealdorman Æthelwine promosse la traslazione delle reliquie da Wakering a Ramsey. La tradizione di Ramsey collega l'operazione alla figura del vescovo Oswald, fondatore dell'abbazia insieme ad Æthelwine, anche se le fonti medievali non concordano pienamente sul ruolo preciso attribuito ai due personaggi. La traslazione ebbe un'importanza decisiva nello sviluppo del culto. Ramsey era infatti impegnata nella valorizzazione delle memorie di santi e martiri di stirpe regale. La promozione dei due principi kentiani si inseriva in un più ampio interesse dell'abbazia per i santi vittime di uccisioni politiche e dinastiche. Alcuni studi hanno collegato questo sviluppo anche alla memoria contemporanea di Edoardo il Martire, la cui morte nel 978 aveva dato origine a un analogo problema di interpretazione politica e agiografica.
Il significato del martirio Etelredo ed Etelberto sono venerati come martiri, ma la natura della loro morte richiede una distinzione tra il dato storico e l'interpretazione agiografica. Le fonti non forniscono elementi sufficienti per affermare che furono uccisi direttamente in odium fidei. La loro morte appare piuttosto collegata a un conflitto dinastico e alla possibilità che rappresentassero una minaccia per la successione della linea di Ecgberht. La qualifica di martiri appartiene quindi alla storia del loro culto e alla tradizione agiografica, che interpreta l'uccisione di due principi cristiani innocenti come una testimonianza di fede e di innocenza. La prima narrazione estesa conosciuta, composta circa tre secoli dopo gli avvenimenti, utilizza inoltre motivi propri della letteratura dei santi martiri, come l'innocenza delle vittime, l'intervento divino e la punizione del colpevole.
Le fonti e la formazione della leggenda La principale fonte narrativa è la Passio dei due principi attribuita a Byrhtferth di Ramsey. Il testo è collegato alla traduzione delle reliquie a Ramsey e fu successivamente inserito nelle prime sezioni della Historia regum. La tradizione conobbe poi ulteriori sviluppi nella Vita sanctae Mildrethae di Goscelin e nelle opere di Guglielmo di Malmesbury. La distanza cronologica tra gli avvenimenti e le prime narrazioni estese è fondamentale. Etelredo ed Etelberto non compaiono nella Historia ecclesiastica gentis Anglorum di Beda, pur trattando Beda ampiamente la storia religiosa del Kent e il regno di Eorcenberht. La loro vicenda emerge dunque da una tradizione successiva, legata alla memoria dinastica e monastica del Kent e successivamente rielaborata a Ramsey.
Il culto a Ramsey La traslazione delle reliquie fece di Ramsey il principale centro medievale del loro culto. La documentazione liturgica mostra tuttavia una venerazione relativamente circoscritta. Uno studio recente sulla tradizione liturgica inglese osserva che la presenza dei due santi nei calendari e nelle litanie è documentata, ma che la loro commemorazione appare come un'aggiunta successiva in almeno una delle tradizioni martyrologiche esaminate. La memoria del 17 ottobre è collegata alla traslazione delle reliquie, non alla data storicamente accertata della loro morte. La data dell'uccisione rimane infatti incerta e può essere collocata soltanto durante il regno di Ecgberht, dopo il 664 e prima del 673.
Curiosità La memoria liturgica del 17 ottobre è legata alla traslazione delle reliquie a Ramsey e non costituisce una prova della data della morte dei due principi.
Cronologia - 640 - Eorcenberht diventa re del Kent; la tradizione dinastica successiva presenta il fratello Eormenred come appartenente alla linea familiare concorrente. - 664 - Muore Eorcenberht e gli succede il figlio Ecgberht. - tra 664 e 673 - Etelredo ed Etelberto vengono uccisi a Eastry durante il regno di Ecgberht. - VII secolo - La tradizione collega alla morte dei due principi la compensazione concessa alla sorella Domne Eafe e la fondazione di Minster-in-Thanet. - fine X secolo - Le reliquie dei due principi sono ancora venerate a Wakering, nell'Essex. - 991 - L'ealdorman Æthelwine promuove la traslazione delle reliquie da Wakering a Ramsey, secondo la tradizione del Chronicon Rameseiensis.
Valutazione storico-critica - L'esistenza di Etelredo ed Etelberto e la loro appartenenza alla famiglia reale del Kent sono tramandate da una tradizione agiografica medievale coerente, ma mancano testimonianze contemporanee del VII secolo che ne permettano una ricostruzione biografica dettagliata. - La loro discendenza da Eormenred e Oslafa appartiene alla Kentish Royal Legend e alle successive fonti agiografiche; la posizione politica di Eormenred nella successione al trono del Kent rimane invece incerta. - L'uccisione dei due principi durante il regno di Ecgberht è considerata storicamente plausibile nel quadro delle tensioni dinastiche del Kent. Le fonti non consentono tuttavia di stabilire con certezza se Ecgberht abbia ordinato personalmente l'assassinio o abbia semplicemente consentito l'azione del proprio funzionario Thunor. - La data della morte non è documentata. Il limite superiore è costituito dal 673, anno della morte di Ecgberht, mentre il 664 segna l'inizio del suo regno. La tradizionale indicazione del 670 circa rimane quindi approssimativa. - Il racconto della sepoltura sotto il seggio reale, della colonna di luce e degli altri eventi prodigiosi appartiene alla tradizione agiografica sviluppatasi molti secoli dopo gli avvenimenti e non possiede il valore di una testimonianza contemporanea. - Il carattere politico e dinastico dell'assassinio è più facilmente sostenibile sul piano storico rispetto all'interpretazione di una morte avvenuta a causa della fede cristiana. La qualifica di martiri appartiene alla successiva interpretazione cultuale e agiografica delle loro morti. - La relazione tra l'uccisione dei due principi e la concessione di terre a Domne Eafe per la fondazione di Minster-in-Thanet costituisce uno dei nuclei più importanti della tradizione kentiana ed è compatibile con la documentazione relativa all'esistenza storica di Domne Eafe e del monastero. - La venerazione a Wakering e la successiva traslazione a Ramsey sono elementi centrali nella storia del culto. La traslazione è collocata dalle fonti tra il 978 e il 992, con il 991 indicato da una tradizione cronachistica specifica. - La prima narrazione estesa conservata è collegata a Byrhtferth e alla comunità di Ramsey; la sua cronologia tarda rispetto agli avvenimenti impone di distinguere il nucleo storico della vicenda dagli elementi propri della costruzione agiografica. - Non risultano dati storici sufficienti per stabilire le date di nascita, l'età dei due principi al momento della morte o dettagli personali della loro vita al di fuori della genealogia trasmessa dalle fonti agiografiche.
Fonti e bibliografia essenziale - Byrhtferth di Ramsey, Passio sanctorum Æthelberhti et Æthelredi, BHL 2643, conservata nelle sezioni iniziali della Historia regum attribuita a Simeone di Durham. Il testo costituisce la principale narrazione agiografica medievale sui due principi. - Goscelin di Saint-Bertin, Vita sanctae Mildrethae, BHL 5960, fonte successiva per la genealogia e la tradizione dei principi kentiani. - Beda, Historia ecclesiastica gentis Anglorum, III, 8. Fonte fondamentale per il regno di Eorcenberht e il contesto cristiano del Kent, ma priva di una menzione di Etelredo ed Etelberto. - David W. Rollason, The Mildrith Legend: A Study in Early Medieval Hagiography in England, Leicester University Press, 1982. Studio fondamentale sulla formazione, trasmissione e sviluppo della tradizione agiografica kentiana. - Stephanie Hollis, The Minster-in-Thanet foundation story, in Anglo-Saxon England, 27, 1998, pp. 41-64. Studio sulla tradizione della fondazione di Minster-in-Thanet e sul suo rapporto con l'uccisione dei principi. - Barbara Yorke, Kings and Kingdoms of Early Anglo-Saxon England, Seaby, London, 1990. Studio storico sulla dinastia del Kent e sulle successioni regali dell'Inghilterra anglosassone. - Simon Keynes, voce Æthelred and Æthelberht, in The Wiley Blackwell Encyclopedia of Anglo-Saxon England. Sintesi storico-critica sulla dinastia, l'uccisione, il culto a Wakering e la traslazione a Ramsey. - Catherine Cubitt, The cults of murdered royal saints in Anglo-Saxon England, Anglo-Saxon England, 11. Studio sul rapporto tra uccisione politica, culto dei santi regali e sviluppo delle tradizioni agiografiche. - Rosalind C. Love, studi sulla tradizione agiografica di Goscelin e sulla trasmissione della genealogia dei santi delle famiglie reali anglosassoni. Autore: Giampietro Cattini
Erano figli di Ermenred, fratello di Erconbert, re del Kent (m. 644). Alla morte di quest'ultimo, gli succedette sul trono il figlio Egbert, ma sembra che Etelredo ed Etelberto potessero legittimamente avanzare pretese alla successione. A quanto afferma Matteo di Westminster (ma non è certo) Ermenred, loro padre, sarebbe stato soppiantato sul trono dal più giovane fratello Erconbert, per cui le pretese dei due giovani nei confronti del cugino avrebbero avuto un certo fondamento: ciò sembra confermato dal fatto che, nella Cronaca Sassone, Ermenred viene nominato prima di Ercombert. Con la connivenza del re Egbert, un suo ministro, Thunre, fece uccidere Etelredo ed Etelberto che si trovavano ad Eastry. Un dettagliato e leggendario racconto di tale assassinio è contenuto nei Gesta Regum Anglorum di Simeone di Durham. Non è possibile determinare l'età dei due fratelli al tempo della loro morte, ossia verso il 670. Generalmente vengono chiamati infantuli o adolescentes, ma sembra, con ogni probabilità, che tale età vada aumentata, anche in considerazione del fatto che Ermenburga, loro sorella, andò sposa nel 660 a Merewald re degli West-Hecani. I due giovani vennero sepolti segretamente nel palazzo reale, ma, secondo Simeone di Durham, una misteriosa colonna di luce rivelò il luogo della loro tomba, per cui l'assassinio venne scoperto. Allora la sorella, Ermenburga, pretese dal re Egbert il guidrigildo, secondo i costumi sassoni, e la punizione dell'assassino. Il termine con cui si indicava il guidrigildo dei nobili (dear-born) è probabilmente all'origine dell'antica leggenda della corsa della cerva (in inglese deer): si narra infatti che Egbert avesse promesso ad Ermenburga di concederle come guidrigildo tanta terra quanta una cerva ne avrebbe percorso in un giorno in un giorno nell'isola di Thanet. Ermenburga, che era appoggiata nelle sue richieste anche da s. Teodoro, arcivescovo di Canterbury, e da Adriano, abate di S. Agostino, acconsentì a tale soddisfazione. Si portarono quindi nell'isola di Thanet e con tutta la corte seguirono la corsa della cerva. Sopraggiunse allora il ministro assassino, il quale, esortato il re a non farsi intimidire e a non cedere, inseguì la cerva per fermarla, ma avventuratosi col suo cavallo in una palude, fu sommerso prima che si potesse accorrere in suo aiuto. Guglielmo di Malmesbury (De Gestis Pontificum Anglorum, IV) giunge ad affermare che l'assassino "subito telluris hiatu absorptus, videns et vivens intravit infernum" (!). Ermenburga destinò il territorio ricevuto nell'isola di Thanet alla costruzione del monastero conosciuto poi col nome di Minster in Thanet, le cui fondazioni vennero ben presto consacrate da s. Teodoro e nel quale essa stessa, rimasta vedova, prese il velo, divenedone badessa. Etelredo ed Etelberto, vennero considerati come martiri, quantunque il loro assassinio non possa, in verità, essere qualificato come martirio. I corpi dei due giovani sarebbero stati sepolti nel monastero di Wakering, che Simeone di Durham dice famisissimum, ma l'unica località di tal nome che si conosca si trova nell'essex, nei pressi di Shoeburyness, e non vi si trovano tracce di alcun monastero. Qualcuno avanza l'ipotesi che la traslazione a Wakering, ossia fuori del regno, non sia avvenuta immediatamente, ma solo verso l'854, al tempo dell'invasione dei Danesi, allorché si combatté a Sandwich, nei pressi di Eastry. Altri, invece, rilevano come non sia impossibile pensare ad una divisione delle reliquie; Guglielmo di Malmesbury, infine, ignora completamente tale traslazione a Wakering. I loro corpi furono quindi traslati "celebri pompa", alla fine del sec. X, nella abbazia di Ramsey. Forse l'uccisione di s. Edoardo, nel 978, dette occasione al rifiorire della leggenda dei due giovani, provocando la loro definitiva traslazione. Probabilmente in tale epoca fu composta l'anonima passio giunta a noi, attribuita da alcuni al monaco Goscelino, e ripresa poi nelle opere storiche di Simeone di Durham e di Guglielmo di Malmesbury. La loro memoria viene celebrata al 17 ottobre, anniversario della traslazione dei loro corpi a Ramsey.
Autore: Gian Michele Fusconi
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