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Beato Nicola Alberga Sacerdote francescano, martire

10 luglio

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Cordova, Spagna, 10 settembre 1830 Damasco, Siria, 10 luglio 1860

Nato il 10 settembre 1830 a Cordova, in Spagna, a 25 anni entrò nell'Ordine francescano. Deciso a diventare missionario, Nicola Alberga venne preparato al sacerdozio e alla missione nel collegio di Priego assieme ad altri due religiosi, che saranno come lui martirizzati a Damasco, i beati Pietro Soler e Nicànore Ascanio. L'educazione ricevuta in famiglia (dei suoi dieci fratelli, sei si consacrarono a Dio) lo portava ad affermare: «Soffrirò mille volte la morte, ma non tradirò mai il mio Signore» e a prepararsi, quasi consapevolmente, al martirio. Nel 1859 partì per la missione di Damasco. In Siria e in Terra Santa la vita dei cristiani era in pericolo: i Turchi, infatti, preparavano un progrom, contro i cristiani per vendicarsi del Trattato di Parigi del 1856 che aveva abolito le Capitolazioni. La notte del 9 luglio 1860 i Turchi entrarono nel convento da una porta laterale. Alberga fu trucidato con una fucilata assieme ad altri sette confratelli la mattina seguente. Pio XI lo ha beatificato il 10 ottobre 1926. <I> (Avv.)</i>



Nato il 10 settembre 1830 a Cordova da Slanas e Maia Valentina, a venticinque anni entrò nell'Ordine francescano. Manifestata la volontà di farsi missionario, venne preparato al sacerdozio e alla missione nel collegio di Priego assieme ad altri due religiosi, martiri come lui, a Damasco : i beati Pietro Soler e Nicànore Ascanio. La santa educazione ricevuta in famiglia (dei suoi dieci fratelli, sei si consacrarono a Dio) lo portava ad affermare : « Soffrirò mille volte la morte, ma non tradirò mai il mio Signore », e a prepararsi, quasi consapevolmente, al martirio. Nel 1859 Alberga partì per la missione di Damasco.
In Siria e in Terra Santa la vita dei cristiani era costantemente in pericolo : i Turchi, infatti, preparavano un progroom, contro i cristiani per vendicarsi del Trattato di Parigi del 1856 che aveva abolito le Capitolazioni. L'intenzione di compiere una carneficina era tanto palese che il grande patriota algerino cAbd-el-Kadir, ritiratosi a Damasco dopo una disperata resistenza all'invasione francese nella sua terra, disgustato, decise di servirsi dei suoi fedeli per proteggere i cristiani. Tuttavia, quando il 9 lugl. iniziò la caccia al « giaurro », cAbd-el-Kadir non riuscì a portare soccorso ai missionari che si erano rinchiusi nel convento, fidando nelle sue forti muraglie : la notte del 9 lugl. un giudeo (o un musulmano) introdusse i Turchi nel convento da una porta laterale, di cui nessuno si era ricordato. Alberga fu barbaramente trucidato con una fucilata assieme ad altri sette confratelli la mattina del 10 lugl. 1860.
Pio XI il 10 ott. 1926 beatificò gli otto martiri di Damasco, quasi a commemorare degnamente il settimo centenario della morte di s. Francesco. La festa di Alberga ricorre il 10 luglio.


Autore:
Germano Cerafogli


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2008-11-24

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