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Beato Leone Saisho Shichiemon Atsutomo Laico giapponese, martire

17 novembre

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Jonai, Giappone, ca. 1569 Sendai, Giappone, 17 novembre 1608

Laico della diocesi giapponese di Funai e membro della Confraternita del Rosario, Leone Saisho Shichiemon subì il martirio nella sua patria nel contesto di feroci ondate persecutorie contro i cristiani. In seguito ad un rapido processo iniziato con il Nulla Osta della Santa Sede concesso in data 2 settembre 1994, è stato riconosciuto il suo martirio il 1° luglio 2007 ed è stato beatificato il 24 novembre 2008, sotto il pontificato di Papa Benedetto XVI, unitamente ad altri 187 martiri giapponesi.



Leone Saisho Shichiemon Atsutomo, samurai di alto rango, ricevette il battesimo il 22 luglio 1608, per le mani del futuro martire padre Jacinto Orfanell, Domenicano, beatificato nel 1988. Da allora s’impegnò in un cammino di preghiera e di perfezione, aderendo alla Confraternita del Santissimo Rosario. Obbligato ripetutamente a bestemmiare dal suo daimyo (signore feudale, cui i samurai erano sottoposti), Leone resistette con fortezza e animo calmo, ma venne condannato a morte.
Partì per il luogo del martirio dopo aver consegnato le proprie armi, vestito con l’abito da cerimonia. Poco dopo, si inginocchiò su di una stuoia di paglia di fronte ad una piccola immagine della Deposizione di Gesù, che poi si mise sul petto, mentre con la mano destra sgranava il rosario.
Venne decapitato il 17 novembre 1608, tre mesi e mezzo dopo aver ricevuto il Battesimo. Il suo martirio avvenne nello stesso luogo da lui richiesto, vale a dire ad un crocevia, per indicare la Croce di Cristo.
Il vescovo monsignor Luis Cerqueira, in una lettera datata 5 marzo 1609 a papa Paolo V, riferì che Leone “era disposto a morire piuttosto che smettere di essere cristiano” e che la sua morte, vissuta “con tale sicurezza e gioia… era una cosa mai vista in quel regno”.
In seguito ad un rapido processo, iniziato con il Nulla Osta concesso dalla Santa Sede in data 2 settembre 1994, è stato riconosciuto il suo martirio il 1° luglio 2007 ed è stato beatificato il 24 novembre 2008, sotto il pontificato di Papa Benedetto XVI, insieme ad altri 187 martiri giapponesi.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2012-08-25

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