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Beato Antero Mateo Garcia Ferroviere, martire

8 agosto

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Valdevimbre, Spagna, 4 marzo 1875 – San Andrés de Palomar, Spagna, 8 agosto 1936

Antero Mateo Garcia, designato quale capogruppo, era sposato e padre di ben otto figli, di cui due religiosi. Impiegato delle ferrovie, costituisce un autentico rappresentante del mondo operaio. Da giovane sognava di poter studiare e diventare prete, ma la situazione economica dei suoi genitori non glielo permise, essendo lui il primogenito di nove figli. Giunse a Barcellona per lavorare e venne a contatto con i domenicani di cui frequentava la chiesa. Con sua moglie entrò allora a far parte della Fraternità del Terz’Ordine. Fu un grande devoto dell’Eucaristia e del Rosario, che era solito pregare fedelmente in famiglia. Con l’infuriare della persecuzione religiosa a Barcellona, fu minacciato sul suo posto di lavoro. L’8 agosto 1936 fu arrestato e condotto in campagna per essere fucilato. Il solo motivo di questa morte fu la sua fede. Disse a sua figlia: “Offro la mia vita per il trionfo del Regno di Dio in Spagna”. E' stato beatificato il 28 ottobre 2007.


Primo di nove figli, Antero Mateo Garcia nacque in Valdevimbre (Leon) il 4 mar. 1875. Per aiutare i genitori negli impegni di lavoro, dovette rinunciare all'inclinazione di consacrarsi a Dio. A 27 anni sposò Manuela Trobadelo, dalla quale ebbe otto figli. Fu sposo e padre ideale, lavoratore tenace ed esemplare.
Conobbe gravi difficoltà economiche per portare avanti la numerosa famiglia, soprattutto quando, per calamità naturali, gli affari gli andarono male e si vide costretto a ritornare nel paese natio da Cembranos (presso Leon) dove i genitori gli avevano impiantato una piccola fabbrica di alcool. Presto, però, da solo si recò a Barcellona per trovare lavoro più redditizio e per sot­trarsi ai pettegolezzi e alle burle dei paesani che lo vedevano tanto devoto.
Dopo nove mesi, essendo stato assunto nelle ferro­vie, nel sett. del 1917 richiamò la famiglia nella capitale catalana. Sin dall'inizio del suo arrivo a Barcellona, frequentò la chiesa dei domenicani, diventandone ter­ziario e due suoi figli frati dell'Ordine. Una figliola fu carmelitana scalza. A costei, che un giorno gli consiglia­va maggior prudenza per non esser preso dai miliziani, rispose che il martirio per lui «è una grazia troppo grande, che non merito».
Nella seconda metà del lug. 1936 fu segnalato dai rossi per la sua religiosità. Il 6 ago. successivo fu visto alla stazione di Barcellona in attesa della moglie e della figlia carmelitana, provenienti con altre religiose da Valenza; fu arrestato ma subito rilasciato. Ripreso il giorno 8, appena finito il lavoro, all'imbrunire fu fucila­to sul ponte detto del «Dragón», a Barcellona. Il giorno seguente, i figli lo trovarono nel deposito dell'ospedale clinico, finito con tre colpi, al labbro superiore, al cuore e allo stomaco.


Autore:
Sadoc M. Bertucci


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2008-12-21

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