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Venerabile Giuseppe Di Donna

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Rutigliano, Bari, 23 agosto 1901- Andria, Bari, 2 gennaio 1952


Giuseppe Di Donna, ultimo di nove figli, nacque a Rutigliano il 23 agosto 1901, in una famiglia benestante. La madre, che aveva quarantaquattro anni ed era già nonna, ebbe una gravidanza difficile e lo affidò al Signore prima ancora che nascesse. Fu battezzato nella Chiesa Madre del paese dove, dieci anni dopo, durante la Quaresima, il ragazzo conobbe un religioso trinitario e decise di seguirne le orme. Intelligente ed educato, amante della cultura religiosa anche per merito di un fratello sacerdote, a undici anni entrò nel Collegio Trinitario di Palestrina. Nel 1916 fu inviato a Livorno, per il noviziato, e prese il nome di frate Giuseppe della Vergine. Completò gli studi di filosofia e teologia a Roma al Collegio di S. Crisogono di Trastevere e per le doti non comuni fu nominato “maestro degli studenti professi”. Fu ordinato sacerdote e gli venne affidato l’insegnamento nelle classi superiori del ginnasio. Il 4 giugno del 1926, non ancora venticinquenne, Fra' Giuseppe decise, assieme a quattro confratelli, di partire per il Madagascar, a Miarinarivo, con lo scopo di portare aiuto e conforto alle popolazioni locali e annunciare la Parola di Dio. L’affabilità, il costante buon umore e un instancabile apostolato fecero di lui un santo missionario in mezzo a tanta povertà, a malattie (tra le quali la peste bubbonica) e si trovò a dover risolvere persino alcune ostilità governative. Le lettere che scrisse durante quegli intensi anni sono oggi pubblicate in due volumi.
Padre Di Donna tornò in patria dopo tredici anni e il 31 marzo 1940 fu consacrato vescovo a Roma. Un mese dopo prese possesso della diocesi di Andria che guidò per dodici anni, fino alla morte. Fu sempre a fianco degli ultimi, in particolare delle masse popolari sfiancate dalla guerra e dei contadini fruttati dai grandi proprietari terrieri. La povertà era ovunque e le lotte sociali violente. Il fedele servo del Signore fu guida saggia per tutta la diocesi, ai poveri arrivò a dare i propri beni. Benevolo e forte al tempo stesso, fu un autentico operatore di pace sociale. Raccomandò ai sacerdoti l’insegnamento del catechismo, promosse in tutte le parrocchie l’Azione Cattolica, costituì un’Opera Diocesana per le Vocazioni, appoggiò le Pontificie Opere Missionarie e le ACLI. Coraggiosamente scrisse la lettera pastorale “L’edificio sociale” nel difficile momento post fascista. Il suo operato era d’esempio alle altre diocesi pugliesi. Amò molto la preghiera, con una particolare devozione per la Madonna e un grande amore verso la Chiesa e il Papa.
Colpito da un male incurabile, che sopportò con cristiana ed esemplare rassegnazione, Monsignor Di Donna spirò il 2 gennaio 1952. Il vescovo povero amante dei poveri, umile, dalla straordinaria spiritualità, fu acclamato santo dal suo popolo. Dal 3 luglio 2008 è Venerabile.

PREGHIERA
O Augustissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo,
causa prima di tutte le cose e sorgente suprema
di vita soprannaturale e di santità,
io Vi adoro e Vi ringrazio di tutto cuore
per i favori che Vi degnaste elargire al Vostro Servo in terra
e Vi supplico, per la gloria ed onore del Vostro Santo Nome,
di concedermi per sua intercessione la grazia …
e di far sentire a coloro che lo invocheranno
l’efficacia del suo patrocinio. Amen.


Autore:
Daniele Bolognini

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Aggiunto/modificato il 2009-01-11

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