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Giovanni Garbellone Salesiano coadiutore

Testimoni

† 26 maggio 1928


Tra i personaggi che emergono dall’Archivio del Centro di Documentazione vi è Giovanni Garbellone, figura gigantesca e caratteristica di uno dei primi Salesiani Coadiutori, formati alla scuola di Don Bosco e secondo il suo spirito. Forse sono più pochi ormai gli Ex allievi del Primo Oratorio festivo di Valdocco che lo ricordano, ma parecchi certo ne hanno sentito parlare e tutti ne conservano un grato ricordo. La Rivista Il Salesiano Coadiutore nel numero del Maggio-Giugno 1951 ne traccia un simpatico profilo, dal quale attingiamo per non lasciare cadere in dimenticanza una figura tanto simpatica e caratteristica, da Fioretti dell’Oratorio di Valdocco.

Originale per Don Bosco
Capitava, anni fa, che antichi allievi del primo Oratorio di Valdocco, al visitatore che si intratteneva con loro per la prima volta, mostrando in una sala di raduno i due ritratti che adornavano le pareti, dicessero: “Ecco qui: Don Pavia e Garbellone. Che uomini erano quelli; brutti, eh! Ma buoni! Che bravi! Che tipi!”. E il volto di quegli uomini maturi si illuminava dei ricordi dell’infanzia.
Garbellone è un personaggio da “Fioretti”. Fra qualche decina d’anni si crederanno inventate le cose che si raccontano di lui. Talune sono appena credibili. Eppure Don Bosco seppe fare di questo curioso e strano tipo uno degli uomini più utili alla Congregazione Salesiana.
“Ad onta delle sue naturali inclinazioni che tendevano all’eccentrico e che altrove l’avrebbero fatto essere zimbello altrui e uomo di poco o nessun conto, passando per le mani di Don Bosco uscì plasmato in guisa, che utilizzando perfino i difetti del suo temperamento, operò in cinquant’anni un bene incalcolabile nell’Oratorio Festivo di San Francesco di Sales e rese alla Congregazione numerosi e talora segnalati servigi”. Così Don Eugenio Ceria nel XII volume delle Memorie Biografiche del Beato Don Bosco a pag. 390.
Don Bosco, lo sappiamo, non ha standardizzato i suoi ragazzi, non ha voluto cioè che fossero tutti formati su di un unico stampo amorfo, privi di una personalità propria; ha saputo invece, nella varietà di tipi più disparati, servirsi di un Garbellone, come di un Giovanni Cagliero che diventerà primo Vescovo e primo Cardinale Salesiano, di un Francesia come di un Cerruti, studiosi laureati. Erano uno diverso dall’altro, ma tutti ugualmente e profondamente “salesiani”.
Garbellone frequenta l’Oratorio Festivo dal 1870 al 1873 e ha occasione di incontrarsi con Don Bosco che nel 1873 lo accoglie fra i giovani artigiani. Mentre frequenta la scuola, inizia a fare piccoli servizi nel così detto “magazzino somministranze”, e quando, con due altri compagni artigiani, manifesta il desiderio di partecipare alle meditazioni e alle letture spirituali che fanno i novizi, Don Bosco volentieri accondiscende. Ed è così che nel 1876 Garbellone è invitato a fare gli Esercizi Spirituali a Lanzo al termine dei quali entra in Noviziato, e nel 1877 fa la sua professione religiosa e diventa Salesiano Coadiutore.
Da allora, la sua è una vita attivissima di Salesiano Coadiutore: 32 anni nel “magazzino somministranze”, incaricato delle spedizioni ai missionari, direttore di banda, Catechista dei fanciulli in preparazione alla prima Comunione, è l’anima dell’Oratorio Festivo. Visita, in qualità di incaricato delle spedizioni missionarie, Francia, Svizzera, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Egitto e Palestina. È conosciutissimo negli uffici pubblici, alle dogane, ai porti, nei consolati, ovunque.
La sua attività principale però, o almeno quella nella quale effonde il meglio delle sue strane e simpatiche iniziative, è l’Oratorio Festivo di Valdocco.
La Banda che egli dirige dal 1884 ha una storia incredibile. Basta dire che nelle feste di paese o di parrocchia ci sarà la banda di Garbellone, per vedere accorrere gente anche da lontano: Garbellone è un po’ come certi richiami da fiera! E per i ragazzi interni di Valdocco, dire che negli intervalli del teatro ci sarà la banda di Garbellone è annunziare la più grata delle sorprese!

Anima di tutto
In un registro raccoglie ben tremila nomi, a testimoniare quanti giovani bandisti ha formati, in tanti anni. E nel 1922 presenta al Papa Pio XI un volume nel quale, con le fotografie, ci sono i nomi di seimila bimbi, da lui preparati alla prima Comunione. Il Papa benedice di cuore questo originale tipo, così bravo! Anzi sembra che Pio XI, con la sua acuta penetrazione, ricordasse anche in seguito Garbellone, dimostrando con sorrisi di riconoscerlo e di ricordarsi di lui, nel 1925 dopo aver visitato l’Esposizione Missionaria di cui Garbellone è stato anima di tutto.
Se ne raccontano di curiose. Si presenta con titoli di Cavaliere, Commendatore, Professore, Direttore... A chi non lo conosce può sembrare un megalomane, ma non è così. “TUT PËR DON BÒSC!”. È solito dire: “Tutto per Don Bosco!”. Vuole solo far onore a Don Bosco, ecco tutto.
Figura geniale, curiosa, strana, semplice e furba ad un tempo. L’ultima stranezza la fa prima di morire: lascia un annuncio di sua morte, autografo, da inviare ai suoi più cari amici.
Il 26 maggio 1928 Giovanni Garbellone muore; aveva 69 anni.
Don Ceria nel I vol. degli Annali della Società Salesiana dice che le sue benemerenze sorpassano quasi i limiti del credibile. “Il tipo più rappresentativo di questa categoria (Salesiano Coadiutore) fu senza dubbio il notissimo Garbellone, le cui molteplici benemerenze, specialmente nell’Oratorio Festivo di Valdocco, sorpassano quasi i limiti del credibile, come sanno ancora molti Salesiani e non Salesiani. Eppure in ambiente diverso e con Superiori d’altro genere sarebbe stato considerato quale uomo di poco o niun conto” (pag. 710).
Incredibili le sue stranezze, come quella di far suonare nella banda le ocarine, i flauti di canna, le trombette ad acqua...! Incredibili le onorificenze che elargisce con solennità ai benefattori; spesso non sono altro che il diploma di Cooperatore, che egli regala al patrono della festa, alla quale è stato invitato con la banda, facendolo piovere dall’alto come se si trattasse di una commenda pontificia, e magari fregiando il petto del neo-eletto con una medaglia, una semplice medaglia di Maria Ausiliatrice! Incredibile nei titoli di cui si fregia e delle mirabolanti cose che racconta di sé; ma incredibile anche nel salvare situazioni insperate e nell’adoperarsi per compiere fedelmente doveri difficili e complicati...
A tanti anni di distanza, ci sembra una figura da leggenda, da “fioretti”, e le cose narrate di lui ci sembrano inventate. Invece egli è stato un uomo semplice e buono, nel cui cuore balzàno e bizzarro Don Bosco ha saputo scoprire una gemma tanto preziosa! Se qualcosa spicca di più nella sua molteplice attività e interessante figura è certo l’ardore di un’anima tutta dedicata all’apostolato dell’Oratorio Festivo e all’insegnamento del Catechismo.


Autore:
Don Mario Morra

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Aggiunto/modificato il 2009-02-07

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