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† presso Susteren, in Lotaringia (oggi Paesi Bassi), 13 maggio o 13 agosto 900 (le fonti non sono concordi)
Fu l'unico sovrano del Regno di Lotaringia nato dalla restaurazione politica voluta dall'imperatore Arnolfo di Carinzia alla fine del IX secolo. Figlio naturale dell'imperatore, ricevette il trono nel 895 con l'incarico di consolidare il dominio carolingio in una delle regioni più instabili dell'Europa occidentale. Il suo breve regno fu segnato dal difficile rapporto con la potente aristocrazia locale, che finì per ribellarsi contro di lui. Morì nel 900 durante il conflitto con i nobili lotaringi e venne sepolto a Susteren, dove la sua memoria fu presto circondata da una venerazione locale. Pur non essendo mai stato canonizzato secondo le procedure moderne, il suo culto medievale fu accolto dalla tradizione della Chiesa e il suo nome compare nel calendario liturgico il 13 agosto.
Etimologia: Dal nome slavo Svatopluk, con il significato di 'gloria santa' oppure 'popolo santo'.
Emblema: Corona, scettro, spada, modello della chiesa di Susteren.
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Sventiboldo (Sventibaldo, Zwentibold, Zuentibold, Zwendibaldo, Zventibaldus, Swatopluk) nacque probabilmente tra il 870 e il 871. Era il primogenito naturale di Arnolfo di Carinzia, futuro imperatore, e di una donna indicata dalle fonti con il nome di Winburga o Vinburga. Il suo nome inconsueto deriva dal principe della Grande Moravia Svatopluk I, che secondo il cronista Reginone di Prüm ne fu il padrino di battesimo. La sua nascita avvenne in un momento di profonde trasformazioni dell'impero carolingio, ormai frammentato in diversi regni e attraversato da continue lotte dinastiche.
L'ascesa al trono di Lotaringia Quando Arnolfo divenne re dei Franchi Orientali e successivamente imperatore, Sventiboldo sembrò destinato alla successione. Tuttavia la nascita del figlio legittimo Ludovico cambiò gli equilibri dinastici. Per compensare il primogenito, Arnolfo ricostituì il Regno di Lotaringia e nel maggio del 895 lo fece incoronare re. La scelta aveva anche un preciso obiettivo politico: rafforzare il controllo imperiale su una regione strategica compresa tra il Reno, la Mosa e la Schelda, contesa fra le diverse componenti dell'antico impero carolingio.
Un regno difficile Fin dall'inizio il regno di Sventiboldo si rivelò estremamente complesso. Il giovane sovrano cercò di limitare il potere della grande aristocrazia lotaringia, favorendo invece uomini di fiducia e sostenendo le istituzioni ecclesiastiche. Questa politica suscitò l'opposizione dei principali nobili, che mal sopportavano il rafforzamento dell'autorità regia. Le fonti attestano la sua attività attraverso numerosi diplomi reali, nei quali confermò privilegi e proprietà a monasteri e chiese, soprattutto in Alsazia e nella valle del Reno. In particolare mostrò grande favore verso l'abbazia di Susteren, destinata a diventare il centro della sua memoria storica e religiosa.
Il conflitto con la nobiltà Alla morte dell'imperatore Arnolfo nel dicembre 899 la posizione di Sventiboldo si indebolì rapidamente. I principali nobili della Lotaringia passarono dalla parte del giovane re Ludovico il Fanciullo, lasciando Sventiboldo quasi privo di sostegno. Egli tentò di reagire militarmente, ma la ribellione si estese rapidamente. Le cronache medievali descrivono una campagna caratterizzata da devastazioni e scontri continui, culminata nella battaglia del 13 agosto 900. Secondo Reginone di Prüm il re cadde combattendo contro gli insorti guidati da Gerardo di Metz; altre tradizioni parlano invece di un assassinio durante un incontro con i nobili ribelli.
La questione della data della morte La data della morte costituisce uno dei pochi aspetti ancora discussi della sua biografia. Le principali cronache medievali, fra cui gli Annales Necrologici Prumienses e il Chronicon di Reginone di Prüm, collocano la morte nel mese di agosto del 900 e una tradizione consolidata la identifica con il 13 agosto, data poi assunta anche dalla memoria liturgica. La Bibliotheca Sanctorum, invece, indica come giorno della morte il 13 maggio 900. La ragione di questa divergenza non è esplicitata e gli studiosi non hanno raggiunto un consenso definitivo sulla sua origine. È possibile che derivi dall'utilizzo di una diversa tradizione documentaria o da una variante della trasmissione manoscritta. Per questo motivo è corretto segnalare entrambe le date: 13 maggio, secondo la Bibliotheca Sanctorum, e 13 agosto, secondo la maggior parte delle cronache medievali e della tradizione liturgica.
Sepoltura e nascita del culto Il corpo fu deposto nella chiesa dell'abbazia di Susteren, istituzione particolarmente favorita dal sovrano. Intorno alla sua tomba si sviluppò progressivamente una venerazione locale che coinvolse anche alcune sue figlie, anch'esse ricordate dalla tradizione religiosa della regione. Il culto rimase sempre circoscritto soprattutto alla Lotaringia e ai territori dell'attuale Limburgo, senza conoscere una diffusione universale.
Il culto San Sventiboldo non fu canonizzato mediante un processo pontificio, inesistente per il suo tempo. La sua santità deriva da un culto locale sviluppatosi nel Medioevo e successivamente recepito dalla tradizione ecclesiastica. La memoria liturgica ricorre il 13 agosto, data che coincide con quella generalmente tramandata dalle fonti medievali per la sua morte, pur permanendo la diversa indicazione del 13 maggio riportata dalla Bibliotheca Sanctorum.
Reliquie Le reliquie sono tradizionalmente conservate nell'antica abbazia di Susteren, oggi Basilica di Sant'Amelberga. Fin dal Medioevo la sua tomba fu meta della devozione locale e contribuì alla formazione del culto del sovrano.
Curiosità - È l'unico re della Lotaringia venerato come santo. - Il suo nome deriva dal principe moravo Svatopluk I, suo probabile padrino di battesimo. - La sua memoria è rimasta viva soprattutto nell'abbazia di Susteren, dove fu sepolto. - La sua morte presenta una rara divergenza cronologica fra le fonti: la Bibliotheca Sanctorum indica il 13 maggio 900, mentre le principali cronache medievali e la tradizione liturgica riportano il 13 agosto 900, data della sua memoria ecclesiastica. Autore: Giampietro Cattini
Figlio di Arnolfo di Carinzia, re di Germania e nipote dell'imperatore Carlo il Grosso, e di una sua concubina, Sventiboldo nacque verosimilmente nell'870 o ai primi dell'871. Il giorno 11 magg. 895, Arnolfo lo fece re di Lorena in una assemblea tenuta a Worms, e i principi gli promisero fedeltà. Desideroso di ingrandire il suo regno (i cui confini non ci sono perfettamente noti), Sventiboldo strinse alleanze, poi tramò intrighi contro i suoi alleati e tentò di detronizzare il re della Francia occidentale, Eudo. Entrò anche in violento conflitto con i grandi del suo regno, ai quali voleva imporre i diritti della sua corona. L'ultimo episodio di questa lotta fu fatale a Sventiboldo: un conte senza scrupoli provocò l'invasione della Lorena da parte di Carlo il Semplice, divenuto re della Francia occidentale, e, poiché la violenza aveva alienato ad Sventiboldo non soltanto la fiducia dei feudatari laici ma anche quella degli ecclesiastici (era giunto fino a colpire col suo bastone l'arcivescovo di Treviri, capo della sua cancelleria), tutti si trovarono d'accordo, ai primi del 900, nel dichiararlo decaduto e nel sostituirlo col suo giovane fratello Luigi « il Fanciullo » che era stato già incoronato in Germania. Sventiboldo morì il 13 maggio successivo vicino a Susteren, sulle rive della Mosa, ucciso in una battaglia ch'egli combatteva contro le armate del fratello. Il suo corpo fu sepolto a Susteren. I cronisti ci hanno descritto Sventiboldo come un crudele tiranno; gli storici, con un giudizio più attenuato pur riconoscendo la sua grande energia, non hanno potuto fare a meno di constatare che gli mancavano la moderazione e l'autocontrollo; era un re capriccioso, impulsivo e non molto equilibrato. I cinque anni del suo regno dettero il via, fatto normale in quell'epoca, ad un alternarsi di violenze e di caritatevoli liberalità, di confische e di restituzioni di abbazie, materia non certo abituale per gli agiografi. Se Sventiboldo fu però onorato di un culto, questo fatto lo si deve a due sue figlie, Benedetta e Cecilia, nate dal suo matrimonio con Oda o Odegonda, figlia del conte di Sassonia, Ottone l'Illustre, ch'egli aveva sposata nell'897. Esse dovevano diventare, l'una dopo l'altra, badesse di Susteren, dove il loro padre era stato sepolto. Considerate come sante, venivano festeggiate il 17 agosto e il padre finì per ricevere anche lui un culto nell'abbazia. La sua festa veniva celebrata il 13 agosto. Si andava in pellegrinaggio alla sua tomba e le reliquie si diceva facessero guarire il mal di denti.
Autore: Jacques Choux
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