Ludovico Necchi nacque a Milano il 19 novembre 1876. Trasferitosi il padre in Sicilia, per motivi professionali, fu affidato alle cure di due zie materne, donne di forte religiosità, che gettarono i primi germi della fede nel suo animo. Dopo aver seguito gli studi liceali presso l’Istituto Parini a Milano, Necchi si iscrisse alla Facoltà di Medicina a Pavia. Durante il periodo universitario, allo studio delle scienze unì quello teologico e sociale. Diede grande impulso al Circolo universitario cattolico Severino Boezio, del quale fu Presidente. Compì il servizio militare nell’Ospedale di Piazza S. Ambrogio in Milano, insieme con un suo antico compagno di scuola ed amico, Edoardo Gemelli. Fu Necchi che per primo fece conoscere il Santo d’Assisi a Gemelli; egli però non avrebbe mai immaginato che il socialista di un tempo avrebbe spinto il suo impegno sino a ritirarsi in un Convento francescano. Necchi fu fortemente colpito dalla decisione dell’amico e per un momento credette di doverne seguire l’esempio. Dopo avere però lungamente pregato nella solitudine degli Esercizi a Sartirana, si decise ad abbracciare lo stato matrimoniale. Sposata donna Vittoria Della Silva ne ebbe tre figli. Prima del matrimonio Necchi si era fatto Terziario francescano. In forza della sua professione di Terziario, Necchi si ritenne un "consacrato nel mondo". Perfezionati i suoi studi a Berlino sulle malattie del sistema nervoso, si dedicò alla professione, manifestando particolarmente la sua anima di medico cristiano nella cura dei malati di psiconevrosi. Nonostante i numerosi impegni professionali e di famiglia, lavorò intensamente nelle varie attività cattoliche, sociali e politiche: dopo aver fatto parte per dieci anni del Comitato diocesano fu chiamato alla Presidenza del Comitato stesso nel 1907, restandovi sino a che gli fu affidata la vicepresidenza poi la presidenza dell’Unione Popolare fra i cattolici d’Italia; organizzò la Settimana Sociale di Assisi e quella di Venezia; fu Deputato provinciale, Consigliere comunale e provinciale di Milano. L’amicizia con padre Gemelli si tradusse in collaborazione per la realizzazione dei suoi vari progetti: le riviste "Filosofia neoscolastica" e "Vita e Pensiero"; l’Università Cattolica del cui Consiglio di Amministrazione fece parte sino alla morte, avvenuta – per un tumore – la notte del sabato 10 gennaio 1930. La sua salma fu tumulata nella tomba di famiglia a Schianno presso Varese e poi traslata all’Università Cattolica dove riposa nella Cripta della Cappella Sacro Cuore, a Milano. Il decreto 14 gennaio 1971 della "Sacra Congregazione Pro Causis Sanctorum", che dichiarò Ludovico Necchi "Venerabile", scolpisce la sua figura con queste parole: "mirabile fu in lui la serenità della mente e l’abitudine di comandare a se stesso, che egli ottenne con una costante vigilanza e con la lotta contro la sua indole portata all’ira; inoltre lo spirito di povertà, di cui era colmo e grazie al quale era del tutto distaccato dal possesso della ricchezza. Per tutto il corso della vita fu guidato dallo spirito francescano: ilare e lieto in mezzo alle molestie e avversità; paziente e semplice; infiammato dal desiderio di promuovere la salvezza del prossimo; compassionevole verso i poveri e gli indigenti che soccorreva con la mano, con il denaro e il consiglio". Di Ludovico Necchi, oltre agli scritti di carattere scientifico, sono noti i "Pensieri religiosi", pubblicati a cura dell’Università Cattolica.
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Aggiunto il 2009-04-17
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