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Nostra Signora dell'Europa

5 maggio



Criteri o parametri di Maa­stricht, il famoso 3% del rapporto PIL-deficit, con­vergenza dei fondamentali del­l'economia, tasso tendenziale di inflazione, euroscettici ed eu-roentusiasti, promossi o boccia­ti, euro sì o euro no, paesi «ins» e paesi «outs»? Questo il tor­mentone di questi ultimi 20 me­si. La rivista «Maria Ausiliatrice» vuole solo mostrare un aspetto che riguarda il binomio «Maria-Europa», ripercorrendo l'origi­ne della bandiera dell'Unione Europea e ricordando una chie­sa di Gibilterra dedicata a «Our Lady of Europe» o «Nostra Si­gnora d'Europa».

Una bandiera per l'Europa
Ogni stato ha la sua bandiera. L'Europa non è ancora uno sta­to unitario, ma coltiva la speran­za che lo diventi. Una bandiera però c'è per l'Unione Europea (UE). Ed ha una storia singola­re, e diciamo anche un po' «ma­riana».
A pochi anni dal secondo con­flitto mondiale, nel 1949, venne affidato ad una commissione il compito di progettare la bandie­ra dell'Europa. Il suo primo com­pito fu di escludere possibili con­trasti o rassomiglianze troppo vi­cine a bandiere di altri stati, evi­tando così spiacevoli accuse di «copiature». Dopo lunghe di­scussioni si arrivò alle seguenti decisioni:
- Il colore dell'Europa sa­rebbe stato il blu: il nero è il co­lore dell'Africa, il giallo dell'A­sia, il rosso dell'America, e il verde dell'Australia.
- Sul campo blu sarebbero comparse delle stelle uguali, per significare l'uguaglianza in di­gnità di stati grandi e piccoli. Il problema era: quante stelle? Un problema non da poco. Fu scel­to il 12. Perché fortemente sim­bolico: come le 12 ore del gior­no, i 12 mesi dell'anno, i 12 se­gni dello zodiaco... e anche i 12 apostoli. Dodici stelle, uguali, a forma di cerchio.
Fu nell'ottobre del 1955 che l'Assemblea adottò la bandiera dell'Europa, che è quella attua­le. Ma solo il giorno 8 dicembre (festa dell'Immacolata) fu adottata dai ministri del Consiglio d'Europa. Pochi giorni do­po veniva issata a Strasburgo. Ovviamente qualcuno nella data dell'8 dicembre e nelle 12 stelle che ricordano la visione dell'Apocalisse di «una donna vestita di sole, con una corona di 12 stelle» come viene detto nel capitolo 12, (ancora una vol­ta il numero 12, ma questa volta è pura coincidenza), vi ha visto un richiamo religioso o meglio «mariano». Questa stessa ispira­zione «mariana» ha guidato an­che il maestro Max Ingrand nel progettare la nuova vetrata della cattedrale di Strasburgo. Essa fu dedicata a Maria protettrice del­l'Europa.

La chiesa di «Our Lady of Europe» di Gibilterra
Ci auguriamo che Maria con­tinui ad essere la protettrice del nostro continente anche in que­sta nuova avventura dell'Euro. Perché non sia solo una questio­ne economica ma anche di pace, di giustizia, di verità, di fraternità e di solidarietà. Valori questi che stavano a cuore a suo Figlio Ge­sù, e quindi anche alla Madon­na. In realtà il nostro continente era stato consacrato a Maria già nel lontano 1300. Ancora oggi a Gibilterra si venera la Madonna con titolo di «Our Lady of Eu­rope». C'è una statua che testi­monia questo culto della Vergi­ne Maria. Esso viene fatto risa­lire al 1300 circa, quando i principi cristiani occuparono il pro­montorio. Dopo aver espulso, se­condo l'uso del tempo, la popo­lazione musulmana, i nuovi pa­droni dedicarono non solo quel luogo ma l'intero continente a Maria invocandola con il titolo di «Nostra Signora d'Europa». Ven­ne scelto come luogo una picco­la moschea edificata dagli Arabi nel 711, durante il loro primo sbarco. Essa era posta sul punto più a sud del continente. In que­sta nuova chiesa collocarono la statua. Questa visse poi una sin­golare vicenda. Nel 1333 i mu­sulmani riconquistarono la rocca. Ma i cristiani, prima della fu­ga, sotterrarono la statua della Madonna (fu ritrovata soltanto nel 1967). I guai della cappella-santuario non erano finiti. Subì lungo i secoli altre distruzioni e saccheggi ad opera questa volta di inglesi e olandesi.
Finalmente nel 1962 il vesco­vo John F. Healy celebrava la messa in una cappella di nuova costruzione. Fu poi nel 1979 che Giovanni Paolo II affidò la dio­cesi di Gibilterra, la più a sud del continente Europa, alla spe­ciale protezione di Nostra Si­gnora d'Europa.


Autore:
Mario Scudu


Fonte:
Rivista "Maria Ausiliatrice"

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Aggiunto/modificato il 2009-04-23

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