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Beato Gerardo Sasso Fondatore dell'Ordine di Malta

13 ottobre

ca. 1040 Gerusalemme, 3 settembre 1120

Per alcuni storici Gerardo e' originario di Scala, piccolo borgo nobiliare in collina sulla costiera amalfitana, all'epoca ricadente nel territorio della Repubblica marinara di Amalfi; per altri era francese, mentre, secondo lo storico G.G. Napione, il "Gerard du Tunc" citato come primo Gran Maestro dell'ordine degli Ospitalieri sarebbe identificabile con Gerardo da Tonco, feudatario astigiano partito per la prima crociata. Nel monastero benedettino di Santa Maria Latina in Gerusalemme egli aveva l'incarico di dirigere la foresteria, detta anche hospitale, in cui venivano accolti i numerosi pellegrini in visita ai luoghi santi. Per meglio gestire e organizzare la loro accoglienza, il Beato Gerardo fondò nel 1113 con l'approvazione di Papa Pasquale II la Confraternita di San Giovanni, che nel corso dei secoli divenne Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme. La sua eredità è oggi raccolta dal Sovrano Militare Ordine di Malta che lo venera quale "beato" e fondatore.



Ci sono i figli dei loro spazi e i figli del mondo, quelli che non si fermano davanti alle difficoltà del loro tempo e vanno avanti sempre, comunque, mossi dall’incredibile fede di cui traboccano. Il Beato Gerardo Sasso, piccolo monaco nato nel 1040 nel più antico paese della costiera amalfitana, è uno di quelli, che non esita a spingersi fino a Gerusalemme per dedicarsi all’accoglienza dei pellegrini, senza fare differenza di etnia, provenienza o colore della pelle. A spingerlo non è solo un’immensa fede, ma, come sottolinea il cardinale Angelo Becciu, Delegato speciale presso il Sovrano Militare Ordine di Malta e Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi nell’omelia pronunciata nella solenne celebrazione di questa mattina, sono la difesa della cristianità e l’amore per il prossimo: “Il Beato Gerardo nel consegnare ai suoi fratelli il motto ‘tuitio fidei et obsequium pauperum’ aveva ben capito il successo apostolico di quanti avrebbero voluto seguire le sue orme”, sottolinea il porporato.

Difendere la fede, ovvero evangelizzare
La difesa della fede, per il Beato, è “mettere Dio al primo posto nella nostra vita, nelle scelte quotidiane e nella passione di farlo conoscere e amare”, afferma il cardinale Becciu. È così che ogni membro dell’Ordine di Malta diventa un evangelizzatore, portatore sano della Parola di Gesù che è parola di rispetto per l’altro, di attenzione al contesto culturale “senza alcuna imposizione ma capace di comunicare per attrazione e contagio la gioia della propria fede e il modello del proprio stile di vita”. Anche Papa Francesco lo ricorda molto spesso: “La nostra missione come battezzati, sacerdoti e consacrati, uomini e donne, non è determinata dal numero e dalle dimensioni degli spazi che occupiamo, ma piuttosto dalla nostra capacità di generare cambiamento e di destare meraviglia e compassione”.

L’unico comandamento: amare
Oltre a essere chiamati a difendere la fede, dunque, i membri dell’Ordine dei cavalieri di Malta, sono chiamati a servire e non c’è servizio senza amore. “Amare gli altri come ama Dio non è un optional, un corollario nella vita della Chiesa, ma è un’esigenza primaria, è il comando dell'amore – ricorda il cardinale Becciu - il distintivo che ci farà riconoscere come autentici discepoli di Gesù”. È questa la portata innovativa del cristianesimo, la genialità di Cristo: portare un pezzo di paradiso sulla terra, che è, proprio l’amore: “Questo ‘amore gli uni per gli altri’ è la testimonianza e l'annuncio più forte della persona e dell'opera di Gesù. Amare tutti, è la genialità assoluta del cristianesimo. Se si vuole bene si glorifica l'altro e nell'altro si è glorificati”, sottolinea il porporato. Ovviamente per gli eredi del Beato, il campo dove elargire tutto questo amore è il più vasto: è il mondo intero, e lo strumento più adatto il servizio, come spesso i Cavalieri di Malta hanno dimostrato accorrendo tra le popolazioni in difficoltà, non per ultima proprio in Italia dove, con l’emergenza Covid, sono stati in prima linea accanto ai senzatetto e agli anziani bisognosi di assistenza.

Il monaco di tutti
È il 1099 quando fra Gerardo fonda l’Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni. Consapevole di quanto il Vangelo fosse necessario e di quanto la sua testimonianza d’amore non debba mancare proprio nella terra dove Gesù ha vissuto la sua esistenza terrena, si reca a Gerusalemme per dedicarsi con passione all’ospitalità e all’assistenza sanitaria dei pellegrini di ogni fede e di ogni razza. Per svolgere con totale dedizione la sua opera di misericordia, costruisce una casa di accoglienza e la chiesa di San Giovanni Battista; inoltre la Confraternita di San Giovanni, nel corso dei secoli cresce e diventa Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, riconosciuto poi come Ordine religioso da Papa Pasquale II nel 1113, appena sette anni prima della morte del suo fondatore. “I cavalieri e le dame dell’Ordine di Malta, sull’esempio del Beato Gerardo, sono chiamati a testimoniare la comunione, ad accogliersi e rispettarsi gli uni gli altri, a vivere nella concordia e nell’amore fraterno, affinché la loro vita di credenti sia credibile e porti frutti di gioia e di pace”, questa l’eredità lasciata dal fondatore secondo il Prefetto: vivere la propria vocazione e la missione della Chiesa “senza cedimenti né compromessi”. Nel ricordare le parole del Beato, “la nostra confraternita durerà finché piacerà a Dio che vi siano degli uomini disposti ed impegnati a ridurre la miseria e a rendere più sopportabile la sofferenza”, il cardinale Becciu conclude come “la sofferenza e la miseria sociale, ahimè, non verranno mai meno nell’umanità”.

Le celebrazioni per il IX Centenario
Grande è la mobilitazione nel paesino di Scala per l’evento i cui festeggiamenti sono durati tre giorni all’insegna di incontri e dibattiti sui temi cari al Beato Gerardo Sasso: dialogo interreligioso, solidarietà e fratellanza tra i popoli. Tra le personalità intervenute c’è, in rappresentanza del governo italiano, il ministro della Salute Roberto Speranza, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il sindaco di Scala, Luigi Mansi, e il Luogotenente interinale dell'Ordine dei Cavalieri di Malta, fra’ Ruy Gonçalo do Valle Peixoto de Villas Boas.  In programma anche la presentazione dei due francobolli celebrativi di Poste Italiane: uno realizzato dall'artista Mimmo Paladino, l’altro sulla bozza di un disegno di Dario Fo, ospite a Scala nel 2009, che ritrae la facciata del Duomo di San Lorenzo.

Roberta Barbi

Fonte: www.vaticannews.va

 


 

Gerardo nacque tra il 1035 e il 1040 da famiglia nobile, secondo alcuni di origine provenzale, secondo altri e con maggior probabilità di Amalfi, città alla quale appartenevano delle potenti famiglie patrizie che avevano stretti legami con la Terra Santa, avendo fondato in Gerusalemme monasteri e piccole case per l’accoglienza di pellegrini.
Forse il giovane Gerardo si incamminò verso la sua futura vocazione a causa delle terribili aggressioni dei normanni in Terra Santa. Sembra, comunque, quasi certo che Gerardo si recò a Gerusalemme per dare assistenza ai pellegrini fortemente influenzato da un mercante, certo Mauro.
Sotto il califfato di Egitto la sua opera di misericordia non presentò difficoltà.
Nel 1071, invece, si svolse la battaglia di Manzikert a seguito della quale Gerusalemme venne sottratta all’Egitto per passare sotto i turchi selgiuchi.
Trentamila chiese (fra le quali quella del Santo Sepolcro a Gerusalemme) furono distrutte durante il regno del califfo pazzo Hakim. Questo doloroso stato di cose provocò la prima Crociata che, guidata da Goffredo de Bouillon, conquistò il 15 Luglio1099 Gerusalemme.
Gerardo si distinse fornendo ai Crociati cibo ed informazioni.
La leggenda narra che Gerardo gettava dalle mura della città pane ai Cristiani che l’assediavano.
Quando fu scoperto, il pane si trasformò in pietre.
In seguito, Gerardo costruì un grande ospedale ed il nome di “ospedale” fu assunto dalla sua confraternita.
Gerardo possedeva uno straordinario talento organizzativo: costruì una casa per i pellegrini e la chiesa in onore di San Giovanni Battista; gestì l’organizzazione, l’accoglienza, il vitto e l’assistenza pastorale per i molti pellegrini; si occupò della cura dei malati e degli indigenti; fu, come già allora lo definirono, “il Signore degli infermi”. Sembra, inoltre, che Gerardo abbia reclutato dei crociati,
per la difesa dei pellegrini.
Punto di partenza della sua comunità sembrano essere state le sedi in Italia e nella Francia del sud, che dettero, già a quel tempo, dimensione europea alla comunità stessa.
Il 15 febbraio 1113 Papa Pasquale pose “l’Ospedale di Gerusalemme”sotto la protezione della Santa Sede. Anche i regnanti di Gerusalemme, Portogallo, di Castiglia e Leon aiutarono Gerardo, nonché molti altri Principi e Vescovi.
Gerardo morì il 3 Settembre 1120.
Le sue indicazioni ed il suo esempio costituirono la base della prima Regola scritta dell’Ordine della Casa dell’Ospedale di Gerusalemme, emanata da Raymond de Puytra il 1145 ed il 1153.
Onoriamo e veneriamo il Beato Gerardo come Fondatore dell’Ordine di S. Giovanni di Malta sebbene su di lui si disponga di scarse notizie. Comunque, le sue azioni principali sono ampiamente documentate.
Grazie a Gerardo - ne è testimone l’Ordine dei Cavalieri di Malta - l’Ospedale della Santa Gerusalemme da oltre novecento anni è attivo nel mondo sia nella tuitio fidei sia nell’obsequium pauperum.
La tradizione attribuisce a Gerardo questa profezia: “la nostra confraternità sarà eterna, perché il terreno nel quale questa pianta affonda le sue radici, è la miseria del mondo; la nostra confraternità durerà finchè piacerà a Dio che vi siano degli uomini disposti ed impegnati a ridurre questa miseria e a rendere più sopportabile la sofferenza”.
Queste parole dovranno restare ben fisse nella mente e nel cuore dei Giovanniti per continuare a realizzare con sempre maggior sollecitudine i loro fini istituzionali nell’ambito,quindi, di “una vera strategia dell’amore”.


ORAZIONE
O Dio, che hai mirabilmente esaltato il Beato Gerardo
per l’amorevole servizio ai poveri e agli infermi
e che, per il suo tramite, hai fatto sorgere in Gerusalemme
l’Ordine di S. Giovanni Battista,
Ti preghiamo di concederci di scoprire sempre, nel suo esempio,
l’immagine del Tuo Figlio nel volto dei nostri fratelli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo Tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PREGHIERA DELL'ORDINE
Signore Gesù,
che vi siete degnato farmi partecipare alla Milizia dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, vi supplico umilmente, per la intercessione della Beata Vergine di Fileremo, di San Giovanni Battista, del Beato Gerardo e di tutti i Santi e Beati dell’Ordine, di aiutarmi a restare fedele alle tradizioni del nostro Ordine, praticando e difendendo la Religione cattolica, apostolica, romana contro le empietà, esercitando la carità verso il prossimo e specialmente verso i poveri e gli infermi.
Datemi infine le virtù necessarie per realizzare secondo lo spirito del Vangelo, con animo disinteressato e profondamente cristiano, questi santi desideri per la maggior gloria di Dio, la pace del mondo ed il bene dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme.
Amen.


Fonte:
www.smomto.org


Note:
Novena al Beato Gerardo: http://www.smomto.org/Novena.pdf

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Aggiunto/modificato il 2020-10-16

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