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San Pietro l'Aleuta Martire

24 settembre (Chiese Orientali)

San Francisco, California, 8 settembre 1815

Personaggio semileggendario, sarebbe vissuto a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. Indigeno delle isole Aleutine, fu battezzato dai missionari della Chiesa russa. Secondo la tradizione, venne catturato dagli spagnoli a Port Ross, in California, insieme ad altri tredici aleuti ortodossi. Gli spagnoli lo consegnarono ai missionari gesuiti, i quali, non riconoscendo come validi i sacramenti della Chiesa ortodossa, costringevano i prigionieri ad essere battezzati nella Chiesa cattolica. Gli aleuti, però, rifiutarono di farsi ribattezzare. I gesuiti avrebbero allora sottoposto Pietro alla tortura, per spaventare i suoi compagni: gli amputarono le dita delle mani e dei piedi, e gli rovinarono le piante dei piedi e delle mani. Il 29 giugno 1815 Pietro morì, senza aver rinnegato la fede ortodossa. E' venerato nella Chiesa ortodossa d'America, pur senza aver ricevuto una canonizzazione formale. (Bibliotheca Sanctorum Orientalium)



Il santo neomartire Pietro (chiamato Cungagnaq nella sua lingua nativa) era un Indiano Aleute convertito all’Ortodossia tra la fine del 18° e i primi del 19° secolo da missionari Ortodossi Russi. Si spense a San Francisco, in California, l’8 settembre 1815, martirizzato per aver rifiutato di diventare cattolico-romano ad opera di padre Abella nella Missione Dolores. Quando la Chiesa Ortodossa Russa cominciò la raccolta di informazioni sui primi missionari inviati in Alaska, il racconto di uno dei compagni di prigionia di Pietro fu trovato fra gli appunti di un devoto figlio spirituale di san Herman di Alaska (13 dicembre), Simeon Yanovsky che narra la morte del martire Aleute. Simeon Yanovsky raccontò del martirio di Pietro a padre Herman nel 1819, a Harbor S. Paul nell’isola di Kodiak.
San Pietro è stato formalmente riconosciuto come santo martire di san Francisco nel 1980. Sappiamo molto poco su di lui, ad eccezione del fatto che egli era di Kodiak, ed è stato arrestato e messo a morte da parte degli spagnoli, in California, perché si è rifiutato di convertirsi al cattolicesimo. Nemmeno il luogo di sepoltura ci è noto, poiché i corpi di molti Indiani della Missione Dolores furono gettati in fosse comuni. Pertanto siamo privi delle sue reliquie, a meno che una rivelazione divina non ce le faccia ritrovare. Le circostanze del suo martirio ricordano la tortura di san Giacomo il Persiano (27 novembre). Sia nella sua sofferenza che nella sua ferma confessione della Fede, san Pietro è eguale ai martiri dell’antichità, ed anche ai nuovi martiri che hanno brillato in tempi più recenti. Ora egli si rallegra con loro nel Regno celeste, glorificando Dio il Padre, il Figlio e il Santo Spirito, per tutti i secoli.
In un’altra occasione gli raccontai come gli Spagnoli in California avevano imprigionato quattordici Aleuti, e come i gesuiti (in realtà francescani) stavano costringendo tutti ad accettare la fede cattolica. Ma gli Aleuti non vollero acconsentire in nessun caso, dicendo: “Noi siamo cristiani”. I gesuiti obiettarono: “Non è vero, voi siete eretici e scismatici. Se non siete d’accordo ad accettare la nostra fede tortureremo tutti voi a morte”. Allora gli Aleuti furono messi in carcere due per cella. Quella sera i gesuiti giunsero alla prigione con lanterne e candele accese. Ancora una volta cercarono di convincere due Aleuti in cella ad accettare la fede cattolica. “Siamo cristiani”, risposero gli Aleuti, “e non vogliamo cambiare la nostra Fede”. Allora i gesuiti iniziarono a torturarli, prima uno, mentre il suo compagno assisteva. Gli tagliarono una delle articolazioni dei suoi piedi, e poi l’altra articolazione. Poi gli tagliarono l’articolazione del primo dito delle sue mani, e poi le altre. Poi tagliarono i suoi piedi, e le sue mani. Il sangue scorreva, ma il martire resisté a tutto e con fermezza così ripeteva: “Io sono un cristiano”. Morì in tali sofferenze, a causa della perdita di sangue. Il gesuita altresì promise al suo compagno che lo avrebbe torturato a morte il giorno successivo.
Ma quella notte ricevettero da Monterey un’ordinanza dove si richiedeva che gli Aleuti imprigionati fossero liberati immediatamente, e di inviarli sotto scorta. Pertanto, la mattina furono inviati tutti a Monterey con l’eccezione dell’Aleute morto. Questo mi fu raccontato da un testimone, lo stesso Aleute che era sfuggito alla tortura, e che era amico dell’Aleute martirizzato. Riferii di questo incidente alle autorità in St. Petersburg.
Quando terminai il mio racconto, padre Herman mi chiese: “Qual era il nome del martire Aleute?”. Risposi: “Pietro. Non mi ricordo il nome della sua famiglia”. L’anziano fece una prostrazione di fronte un’icona, fece il segno della croce e disse: “Santo neomartire Pietro, prega Dio per noi”.


Fonte:
www.tradizione.oodegr.com

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Aggiunto/modificato il 2010-07-18

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