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Paolo Pirani Laico

Testimoni

Jesi, 28 dicembre 1943 - Bolzano, 29 marzo 2005


Ultimo di 12 figli Paolo Pirani nasce a Jesi il 28 dicembre 1943, accolto con gioia oltre che dai genitori da tutti i fratelli e sorelle. E’ questa una costante di casa Pirani: la gioia e la felicità in occasione di ogni nascita.
A tre anni frequenta l’asilo parrocchiale, fondato dal padre e dal parroco don Arduino Rettaroli, per soli tre giorni dicendo a suor Rosa “…ma io sto tanto bene a casa mia!”.
Dopo aver frequentato le scuole elementari e l’avviamento a Jesi, si diploma Perito Meccanico all’Istituto Tecnico Industriale Volterra di Ancona.
L’attrazione verso lo sport in generale e verso quello agonistico lo portano a frequentare giovanissimo quel settore, impegnandosi inizialmente nell’atletica (nella corsa dei 5000 m giunge terzo ai campionati studenteschi italiani).
La passione del calcio lo porta poi a frequentare il corso per allenatori, ottenendo, oltre al brevetto, anche l’esortazione da parte dell’istruttore Valcareggi di continuare con lui un corso più avanzato a Coverciano, viste le spiccate doti ed una non comune attitudine ad allenare. L’azienda di famiglia ed il lavoro accanto al fratello ed al padre Giuseppe lo hanno portato a rinunciare, senza rimpianti, a questa opportunità.
Cresciuto nell’Azione Cattolica e all’ombra dello “pseudo campanile” della nostra parrocchia, si sposa nel 1974 con Laura Meloni nella chiesa di San Giuseppe, che è sempre stata per la famiglia testimone e partecipe delle varie vicissitudini della vita sia gioiose che dolorose.
Nascono tre figli, Daniele, Chiara e Giovanni Giuseppe, che sono stati la “vera ricchezza” della famiglia; Paolo si sorprendeva quando le persone lo indicavano come coraggioso per aver messo al mondo tre figli quando ben sapeva che i veri coraggiosi erano i nostri antenati che avevano famiglie molto più numerose e con risorse più modeste.
Nel 1999 gli è stata conferita la Stella d’Argento dal CONI per meriti sportivi nel settore giovanile.
Muore a Bolzano il 29 marzo 2005 a seguito di una caduta in montagna. La famiglia, certa di interpretare la sua volontà, acconsente alla donazione degli organi.
La sua testimonianza cristiana pacata ma decisa, la funzione educativa dello sport, il senso della famiglia, l’attaccamento ad essa, sia quella grande da cui proveniva che la sua attuale, sono stati portati avanti con modestia senza ostentazioni ma nonostante questo sono stati percepiti fortemente dalle tante persone che ha avvicinato, sia nel mondo del lavoro, quale commerciante di combustibili, sia nel mondo dello sport, dove in qualità di allenatore prima e di presidente poi della squadra di emanazione parrocchiale, l’U.S. SPES, ha avuto modo di frequentare una moltitudine di ragazzi. E’ stato un vero punto di riferimento per intere generazioni di giovani contribuendo alla loro formazione ed inculcando nei loro animi valori ed ideali che resistono a tutte le intemperie della vita e costituiscono prezioso patrimonio personale. La sua lealtà e la sua onestà di uomo e di sportivo, più propenso a creare uno spirito di gruppo e a delineare valori ed ideali, rimangono radicati nelle tante persone che ha conosciuto.
Ed è questo un grande motivo di orgoglio per la sua famiglia.


Fonte:
www.azionecattolica.it

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Aggiunto/modificato il 2010-07-26

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