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Beato Gerhard Hirschfelder Sacerdote e martire

Festa: 1 agosto

Glatz, Slesia prussiana (oggi Klodzko, Polonia), 17 febbraio 1907 - Dachau, Baviera, Germania, 1 agosto 1942

Nato in Slesia nel 1907, esercitò il ministero sacerdotale distinguendosi soprattutto nella pastorale giovanile, convinto che la formazione cristiana delle nuove generazioni fosse decisiva per il futuro della Chiesa e della società. Proprio questa attenzione ai giovani lo pose rapidamente in contrasto con il regime hitleriano, impegnato a sostituire la fede cristiana con l'ideologia nazista. Con coraggio denunciò l'incompatibilità tra il Vangelo e il totalitarismo, pronunciando durante un'omelia la celebre frase: «Chi strappa Cristo dal cuore della gioventù è un criminale». Quelle parole gli costarono l'arresto da parte della Gestapo nell'agosto 1941. Senza processo venne deportato nel campo di concentramento di Dachau, dove continuò il suo ministero tra i compagni di prigionia fino a morire di fame, sfinimento e polmonite il 1 agosto 1942, a soli trentacinque anni.

Etimologia: Dall'antico alto tedesco e significa 'forte con la lancia' oppure 'valoroso con la lancia'.

Emblema: Veste sacerdotale, croce, filo spinato, campo di concentramento, giovani, palma del martirio.


Gerhard Franziskus Johannes Hirschfelder nacque a Glatz, nell'allora Impero tedesco, da Maria Hirschfelder, sarta. Era figlio naturale e crebbe senza il padre, una condizione che all'epoca comportava spesso discriminazioni sociali. L'affetto della madre e la vita nella comunità cattolica contribuirono però alla formazione di una personalità serena, disponibile e profondamente religiosa.
Fin dall'infanzia manifestò una naturale predisposizione verso la preghiera, lo studio e il servizio agli altri.

La vocazione sacerdotale
Dopo gli studi presso il ginnasio cattolico di Glatz conseguì la maturità nel 1927 e si iscrisse alla Facoltà di Filosofia e Teologia dell'Università di Breslavia.
Ricevette il diaconato il 29 dicembre 1931 e il 31 gennaio 1932 fu ordinato sacerdote dal cardinale Adolf Bertram, arcivescovo di Breslavia.
Celebrò la prima Messa nella chiesa del Sacro Cuore di Bad Langenau.

Il ministero tra i giovani
Fu nominato cappellano a Tscherbeney, piccolo centro vicino al confine con l'attuale Repubblica Ceca.
In pochi anni divenne uno dei sacerdoti più stimati della diocesi. La sua capacità di dialogare con adolescenti e giovani gli procurò una grande popolarità.
Organizzava incontri di catechesi, pellegrinaggi, attività ricreative e momenti di formazione spirituale, cercando di educare i ragazzi a una fede libera e consapevole.
Nel 1939 venne trasferito a Habelschwerdt, dove ricevette anche la responsabilità della pastorale giovanile dell'intera regione della Contea di Glatz.

Lo scontro con il nazionalsocialismo
L'affermazione del regime nazista rese sempre più difficile l'attività della Chiesa.
Hirschfelder comprese con lucidità l'incompatibilità tra la concezione cristiana della persona e l'ideologia totalitaria.
Pur evitando dichiarazioni politiche dirette, nelle omelie e nella catechesi denunciava il neopaganesimo, il culto dello Stato e l'indottrinamento della gioventù.
Il momento decisivo giunse nel luglio 1941, quando, dopo la profanazione di alcune immagini sacre da parte di militanti nazisti, pronunciò l'affermazione destinata a renderlo celebre:
«Chi strappa Cristo dal cuore della gioventù è un criminale.»
Le autorità interpretarono quella frase come una denuncia del regime.

Arresto e prigionia
Il 1 agosto 1941 la Gestapo lo arrestò durante un incontro di catechesi.
Fu rinchiuso nella prigione di Glatz senza alcun processo.
Durante la detenzione continuò a pregare, a scrivere meditazioni sulla Via Crucis e riflessioni sulle Lettere di san Paolo, testimonianze della sua profonda vita spirituale.
Nel dicembre dello stesso anno venne deportato nel campo di concentramento di Dachau, tristemente noto per l'elevato numero di sacerdoti imprigionati.

Il martirio a Dachau
A Dachau subì fame, lavori forzati, malattie e continue umiliazioni.
Nonostante la salute peggiorasse rapidamente, rimase un punto di riferimento per numerosi prigionieri, sostenendoli spiritualmente con la preghiera e l'esempio.
Morì il 1 agosto 1942 per denutrizione aggravata da una grave polmonite e dalle durissime condizioni di detenzione.
La Chiesa ha riconosciuto che la sua morte fu conseguenza diretta della persecuzione contro la fede cattolica e del suo ministero sacerdotale.

Il culto
La fama di santità di Gerhard Hirschfelder si diffuse immediatamente dopo la guerra, soprattutto tra gli abitanti della Slesia, in Germania, Polonia e Repubblica Ceca.
Nel 1998 venne aperta ufficialmente la causa di beatificazione.
La Positio fu consegnata nel 2002.
Il 27 marzo 2010 papa Benedetto XVI autorizzò la promulgazione del decreto sul martirio.
La beatificazione fu celebrata il 19 settembre 2010 nella cattedrale di Münster dal cardinale Joachim Meisner, inviato del Pontefice.
La sua memoria liturgica è celebrata il 1 agosto.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Il sacerdote Gerhard Hirschfelder, appartenente al primo gruppo di sacerdoti del Movimento di Schönstatt, martirizzato durante il nazismo nel campo di concentramento di Dachau, è stato beatificato questa domenica nella Cattedrale di Münster (Germania).
L'Arcivescovo di Colonia, il Cardinale Joaquim Meisner, ha rappresentato il Papa alla cerimonia e ha definito il sacerdote – morto nel lager a 35 anni – un modello per i giovani, come ha reso noto la “Radio Vaticana”.
Pellegrini provenienti da tutta la Germania, dalla Polonia e dalla Repubblica Ceca, dove il ricordo del sacerdote è molto vivo, si sono recati nella città tedesca per assistere alla beatificazione.
Padre Gerhard Hirschfelder è stato proclamato beato come “martire e testimone della fede”. Il Cardinale Meisner ha sottolineato che il sacerdote ha respinto la disumana logica nazista e ha ricordato il suo impegno speciale nella pastorale giovanile.
L'evento di questa domenica è stato preceduto da un'Eucaristia nella chiesa di Überwasser sabato pomeriggio, seguita da una processione con candele fino alla Cattedrale e da un'ora di preghiera silenziosa.

Per i giovani

Il nuovo beato nacque il 17 febbraio 1907 nella contea di Glatz, in Slesia. Fu ordinato sacerdote nel 1932, e da allora fino al 1939 fu cappellano a Grenzeck (Tscherbeney). Dal 1939 al 1941 fu cappellano maggiore a Habelschwerdt e responsabile della pastorale giovanile della Diocesi.
Constatando la natura e gli effetti della propaganda nazista, cercò di mantenerne lontani i suoi giovani, attraverso la sua vicinanza e la direzione spirituale.
Nelle sue omelie, denunciò con coraggio gli eccessi e la violenza di quel periodo. La Gestapo
reagì a tutto questo, arrestandolo nel 1941 durante una riunione con i giovani.
Per gli oltre 4 mesi in cui rimase in prigione a Glatz scrisse un'impressionante Via Crucis e alcune riflessioni sul sacerdozio, il matrimonio e la famiglia.
Venne trasferito al campo di concentramento di Dachau il 15 dicembre 1941 e morì di fame e per una grave forma di polmonite il 1° agosto 1942.
I suoi resti sono sepolti nella città polacca di Czermna (Tscherbeney), dove aveva lavorato come cappellano.

“Costruttore di ponti”
Padre Hirschfelder apparteneva al primo gruppo di sacerdoti di Schönstatt nel campo di Dachau, insieme al beato Carlos Leisner, al sacerdote pallottino Richard Henkes e al parroco tedesco Alois Andritzki. Degli ultimi due è in corso il processo di beatificazione.
La promulgazione del decreto sul martirio del sacedote è stata autorizzata il 27 marzo scorso da Papa Benedetto XVI.
La sua causa di beatificazione si è aperta nel 1998. Nell'aprile 2002 è stata consegnata la Positio terminata.
Oltre a tutta la documentazione, sono state raccolte – in Germania, in Polonia e nella Repubblica Ceca – più di 10.000 firme di persone che chiedevano la sua beatificazione.
Di fronte a questo numero straordinario, il presule decano di Glatz, monsignor Franz Jung, ha detto che il beato può essere “un costruttore di pace per un'Europa unita”.

Martiri durante il nazismo
Alla beatificazione di Gerhard Hirschfelder seguiranno il prossimo anno cerimonie analoghe per altre figure significative di sacerdoti martiri durante il regime nazista: Georg Häfner a Würzburg, e Johannes Prassek, Hermann Lange e Eduard Müller a Lubecca.
Con i sacerdoti di Lubecca, si presterà omaggio anche al pastore evangelico Karl Friedrich Stellbrink, come ha spiegato il Papa nel discorso che ha rivolto al nuovo ambasciatore tedesco il 13 settembre a Castel Gandolfo.
Benedetto XVI si è riferito a queste testimonianze come a “luminose indicazioni” per il cammino ecumenico.
“Sono uomini che insegnano a dare la propria vita per la fede, per il diritto ad esercitare liberamente il proprio credo e per la libertà di parola, per la pace e la dignità umana”, ha dichiarato.
“L’attestata amicizia dei quattro ecclesiastici è una testimonianza impressionante dell’ecumenismo della preghiera e della sofferenza, fiorito in vari luoghi durante l’oscuro periodo del terrore nazista”.


Autore:
ZENIT

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Aggiunto/modificato il 2026-07-27

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