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Venerabile Maria Dolores (Libera Italia Maria) Inglese Religiosa

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Rovigo, 16 dicembre 1866 - 29 dicembre 1928

Libera Italia Maria Inglese (ma fin da piccola era chiamata solo Maria, per onorare la Madonna) nasce a Rovigo il 16 dicembre 1866. A tre anni lascia la città natale per trasferirsi con la famiglia a Padova e vi ritorna dopo la morte del padre. Ancora giovane, aderisce alla Pia Unione delle Figlie di Maria e s’iscrive al Terz’Ordine dei Servi di Maria. Nel 1895 è testimone del prodigioso movimento degli occhi nell’immagine dell’Addolorata, venerata nella chiesa rodigina di San Michele. Nel febbraio 1899, durante un’intensa meditazione, intuisce che la “riparazione mariana” è la concreta e possibile risposta per onorare la Vergine. Quest’idea la rende apostola intraprendente della Pia Opera Riparatrice, con numerose iniziative cultuali ed editoriali. Nel 1911 entra fra le Serve di Maria di Adria, che assumono la riparazione come uno degli elementi costitutivi della loro spiritualità e l’impegno di diffonderla tra i fedeli, a tal punto da cambiare nome, nel 1913, in Serve di Maria Riparatrici. Suor Maria Dolores muore il 29 dicembre 1928, circondata immediatamente da fama di santità. Il 2 aprile 2011 papa Benedetto XVI ha promulgato il decreto sull’eroicità delle virtù di suor Maria Dolores, i cui resti mortali riposano dal 19 aprile 1956 nel santuario della Beata Vergine Addolorata a Rovigo.



Infanzia e primi anni di vita
Libera Italia Maria Inglese nasce il 16 dicembre 1866 a Rovigo, da Giuseppe e Teresa Angelisca. Nel 1869 la famiglia, per motivi di lavoro, si trasferisce a Padova. Fin da piccola è chiamata semplicemente Maria, «felice», come lei stessa ammetterà in seguito, «di portare il caro nome della Madonna»; rimarrà nella città di sant’Antonio fino all’età di tredici anni.
Giuseppe Inglese, nell’agosto 1882, muore. A distanza di pochi mesi muore anche Clementina, sorella di Maria.

Ritorno a Rovigo
Con la madre, Maria ritorna a Rovigo; per vivere lavora come sarta.
“La SS. Vergine in un sogno, a diciassette anni, le mostra “il mondo in rovina”; e tacitamente la invita alla preghiera e alla penitenza. Quella visione apocalittica, non si cancellerà mai più dalla mente di questa grande devota della Madonna”.
A diciotto anni supera una grave malattia alla gola.

Tra le Figlie di Maria e nel Terz’ordine dei Servi di Maria
Nello stesso anno, siamo nel 1889, aderisce alla Pia unione delle Figlie di Maria, del Duomo di Rovigo, di cui diventerà anche presidente.
Partecipa anche all’attività del Terz’ordine dei Servi di Maria, a cui si iscrive il 1° novembre 1892. La sede di questi è la chiesa di San Michele Arcangelo a Rovigo.
Il priore del Terz’ordine è Giacinto Ronconi: a lui si affianca Maria ricoprendo l’incarico di segretaria del pio sodalizio. Nel 1903 diventerà priora del sodalizio.
I terziari cercano di mettere insieme le loro pochissime risorse economiche per acquistare in quadro dell’Addolorata da mettere in chiesa.

Testimone di un fatto straordinario
Tre anni dopo l’iscrizione di Maria al Terz’Ordine, il 1° maggio 1895, nella chiesa di San Michele Arcangelo avviene un fatto straordinario: l’immagine dell’Addolorata muove gli occhi e le labbra. L’evento, a cui ha la grazia di assistere anche Maria, incide profondamente nella sua vita.
Tra gli anni 1889 e 1910, la ragazza avverte la necessità di partecipare attivamente ai dolori della Vergine Maria, cercando di riparare in ogni modo le offese che a lei vengono arrecate.
La riparazione al Cuore addolorato della Vergine, la rende apostola intraprendente della Pia Opera Riparatrice (oggi Associazione Beata Vergine Addolorata), a cominciare dalla pubblicazione dell’opuscolo «Quanto è buona Maria».
Nella pubblicazione, che avrà molte edizioni, si condensa il suo insegnamento circa la riparazione mariana: Comunione settimanale riparatrice, recita della terza parte del Rosario e mezz’ora di preghiera mariana al sabato.  La Comunione riparatrice, nel 1904, viene pure indulgenziata dal Papa san Pio X.

Verso le Serve di Maria di Adria
Maria aveva il desiderio di far sorgere a Rovigo un istituto dedito alla riparazione mariana. Il vescovo Pio Tommaso Boggiani, conoscendo le sue intenzioni, le suggerisce di indirizzare tale prospettiva verso le Serve di Maria di Adria, la cui spiritualità appare affine alla sua. Maria ascolta il consiglio del vescovo: alla morte della madre, avvenuta nel 1911, decide di entrare in quella congregazione.
Il suo intento è impegnarsi affinché nella congregazione la devozione alla Vergine Addolorata sia al primo posto tra le devozioni delle suore. Madre Elisa Andreoli, la fondatrice, non solo accetta la proposta, ma la accoglie con entusiasmo, stabilendo che nel noviziato le aspiranti compiano giornalmente la pratica della devozione mariana.
Il 29 dicembre 1911, Maria Inglese entra come postulante tra le Serve di Maria di Adria. Il 24 maggio 1912 veste l’abito religioso, assumendo il nome di suor Maria Dolores della Riparazione; il 26 maggio 1913 emette la prima professione solenne.
La riparazione mariana, considerata nel 1911 da monsignor Boggiani quale elemento da introdurre nel testo costituzionale della congregazione delle Serve di Maria di Adria, viene giuridicamente approvata dal suo successore monsignor Luigi Pelizzo l’8 dicembre 1913, aggiungendo il titolo di «Riparatrici» a quello già esistente di Serve di Maria.

Priora e vicaria generale dell’Istituto
Nel 1913, suor Maria Dolores è nominata priora, ossia superiora, della casa di Rovigo e le viene affidato lo specifico compito di essere animatrice dell’Opera della riparazione. Da questo impegno, nel 1916, nasce il periodico «La paginetta della Riparazione» (oggi «Riparazione Mariana»).
Durante il primo capitolo generale dell’Istituto, nel 1920, suor Maria Dolores della Riparazione viene eletta vicaria generale dell’istituto.
Per lei l’ideale della riparazione mariana è lo scopo della sua vita. Nei suoi uffici all’interno della congregazione cerca sempre di adoperarsi affinché la riparazione mariana sia un aspetto fondamentale per la vita di ogni consorella.
Tra i suoi impegni, suor Maria Dolores mantiene una fitta corrispondenza con le consorelle missionarie in Brasile.

La morte
Otto anni dopo, il 29 dicembre 1928, suor Maria Dolores muore in concetto di santità: in tutta Rovigo si diffonde subito la notizia che è morta la “Santa di via Bagni”.

La causa di beatificazione e canonizzazione fino al decreto sulle virtù eroiche
L’inchiesta diocesana della sua causa di beatificazione e canonizzazione, per la verifica dell’esercizio delle virtù eroiche, è stata aperta a Rovigo il 12 aprile 1956. Sette giorni dopo, il 19 aprile 1956, i suoi resti mortali sono stati traslati nel santuario della Beata Vergine Addolorata di Rovigo.
Il processo informativo ordinario diocesano si è concluso il 2 febbraio 1965 e nel 1987 la Congregazione delle Cause dei Santi ha riconosciuto la validità degli atti giuridici.
Dopo la sessione dei cardinali e dei vescovi membri della stessa Congregazione del 22 marzo 2011, papa Benedetto XVI ha autorizzato la promulgazione, il 2 aprile 2011, del decreto con cui suor Maria Dolores veniva dichiarata Venerabile.


Preghiera
O Vergine Addolorata,
alle cui offese la vostra Serva Suor M. Dolores volle riparare con la sua vita di continue sofferenze
e con una Opera mirabilmente diffusa tra i fedeli per la salvezza delle anime,
ottenete con la vostra potente intercessione la glorificazione della stessa vostra Serva
e a me la grazia desiderata ... .
Ave Maria ecc.

(con approvazione ecclesiastica)

Preghiera per ottenere la sua beatificazione
Padre, veramente santo,
uomini e donne tu chiami
a compiere il tuo mandato d’amare;
ad essi affidi la cura del mondo
perché fedeli alla tua creatrice parola
tutti sciolgano dai vincoli del male.
Alla donna in particolare hai dato
d’accompagnare con semplicità e grazia
la gioia di vedere la luce,
il destino che fiorisce dalla vita,
la pietà che fascia la morte.
Santa Maria, vergine madre del tuo Figlio,
uditrice perfetta della tua parola,
hai posto nel cielo della nostra esperienza
perché fossimo attratti
dalla bellezza del dono,
dalla perfezione cui l’umano può giungere
per l’umile servizio e la pura compassione.
Anche in Maria Dolores contempliamo
l’icona della tua misericordia
che innalza gli umili
e di gloria corona i giusti:
la sua vita si è aperta in quel sì
che fa l’anima esultare
e nel silenzio dispiegarsi
il prodigio della redenzione.
Ti preghiamo, dunque,
Padre di tutti e Signore della vita:
fa’ che trovi corpo anche in noi
la lieta notizia che nel segreto ci riveli,
così che adempiendosi la tua volontà
sia riparata e confortata la tua creazione
che sempre attende salvezza e pace.
 
(Con l’approvazione ecclesiastica di mons. Lucio Soravito de Franceschi, vescovo di Adria-Rovigo)


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2017-09-05

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