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Venerabile Bernardo Lehner Seminarista

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Herrngiersdorf, Germania, 4 gennaio 1930 - Ratisbona, Germania, 24 gennaio 1944

«Nel pregare era il più assiduo, nello studio il più diligente e nel giocare il più allegro. In 35 anni di seminario è stato il mio miglior allievo. Ora abbiamo un intercessore in Cielo». Con queste parole il rettore del seminario di Ratisbona descrisse ai suoi funerali, nel 1944, la personalità di Bernhard Lehner, un ragazzo morto ad appena 14 anni di difterite, del quale Benedetto XVI ha riconosciuto le "virtu' eroiche" il 2 aprile 2011. Figlio di un falegname, Bernhard era entrato a 11 anni nel seminario di Ratisbona grazie a una dispensa. Ammalatosi offrì le sue sofferenze perché tornasse la pace nel mondo sconvolto dalla seconda guerra mondiale. Era nato a Herrngiersdorf in Germania nel 1930 ed è morto a Ratisbona il 24 gennaio 1944. Ogni anno nella diocesi tedesca viene ricordato con la "Bernhard Fest" che testimonia il perdurare della fama di santità di questo ragazzo. È ricordato perché, ricoverato all'ospedale, sopportò tutte le sofferenze con coraggio e serenità. Fu lui stesso a chiedere il sacramento dell'Unzione degli infermi, per poi esclamare: «Lasciatemi morire ora. Come posso piangere sapendo che andrò presto in Cielo?». E' stato proclamato Venerabile il 2 aprile 2011.



Bernhard Lehner nacque il 4 gennaio 1930, a Herrngiersdorf, nella Bassa Baviera, nei pressi di Ratisbona. La sua era una famiglia numerosa, ma dalle relazioni semplici: suo padre era un carpentiere, mentre sua madre, Anna, l’aveva consacrato alla Madonna, venerata nel Santuario di Altötting, da prima che nascesse.
Già negli anni della scuola elementare frequentava quasi ogni giorno la Santa Messa nella chiesa parrocchiale del vicino villaggio di Semerskirchen. La prima Confessione e prima Comunione, avvenute lo stesso giorno, il 16 aprile 1939, furono esperienze molto significative, durante le quali fu posto in lui il seme di un elevato desiderio, che espresse così: «Voglio diventare qualcosa con cui si va in cielo».
Il ragazzino cercò ogni giorno il raggiungimento di questo obiettivo ambizioso e decise di perseguirlo diventando sacerdote. Il suo parroco poté quindi scrivere, in buona coscienza, nella domanda di ammissione al Piccolo Seminario Vescovile di Obermünster a Ratisbona: «Bernhard Lehner ha inclinazione ed attitudine per il sacerdozio».
Dopo aver superato le difficoltà relative al tempo - il regime nazista teneva anche la Baviera sotto controllo - il ragazzo entrò il 21 settembre 1941 come seminarista nell’antica scuola (Alte Gymnasium) della Cattedrale di Ratisbona. Decise di tenere fermi tre principi: essere il più pio nella preghiera, il più diligente nello studio, il più allegro nel gioco. Li perseguì con attenzione, rendendosi simpatico a tutti, badando però ad evitare tutto quello che non poteva essere gradito a Dio. Ogni giorno serviva Messa, lasciando un’ottima impressione nei sacerdoti e nei fedeli, e pregava il Rosario. Quando riceveva la Comunione, provava una gioia grandissima, che prolungava nella visita al Santissimo Sacramento ogni volta che poteva.
Quando gli fu permesso di ricevere il sacramento della Confermazione nel 1942, disegnò una stella gialla sul suo calendario, ad indicare la grande importanza di quel giorno, che, però, fu anche il punto più alto della sua breve vita sulla terra.
All'inizio del dicembre 1943, infatti, Bernhard si ammalò di difterite settica e venne frettolosamente portato all’ospedale pediatrico municipale. Intorno a Natale, le sue condizioni peggiorarono rapidamente: gli fu diagnosticata una paralisi del palato molle, seguita da paralisi diaframmatica.  Ciò nonostante, sopportò con pazienza e perfino con allegria le procedure mediche, accettando di buon grado di assumere medicine amare e offrendo tutto per il bene della Chiesa e la salvezza delle anime.
I parenti degli altri ammalati, quando appresero del suo coraggio, cominciarono ad andare a trovare anche lui e a chiedergli di pregare per loro, compito che Bernhard adempiva volentieri. Alcuni giunsero ad affermare che la sua intercessione aveva guarito i loro congiunti o, in ogni caso, li aveva aiutati.
Dopo dieci settimane d’intensa sofferenza, il ragazzo capì di essere prossimo alla fine e chiese l’Unzione degli Infermi. Il 16 gennaio 1944, dopo averla ricevuta, disse a quelli che gli stavano accanto: «Lasciatemi morire ora. Come posso piangere sapendo che andrò presto in Cielo?». I suoi genitori passarono lunghissimo tempo accanto al suo capezzale, mentre intonava il “Te Deum”. Morì il 24 gennaio 1944, un giorno dopo aver recitato il Rosario completo, pienamente cosciente fino all'ultimo.
Tutti ebbero l’impressione che sua morte fosse quella di un santo. Anche il rettore del seminario, quando seppe della sua scomparsa, affermò: «Ora abbiamo un intercessore in cielo» e, anni dopo, «Era il migliore seminarista che abbia mai avuto in trentacinque anni di seminario». Il giorno dopo, nonostante le condizioni metereologiche avverse e i bombardamenti, molti fedeli, tra cui innumerevoli bambini e adolescenti, presero parte al funerale nel piccolo cimitero di Herrngiersdorf.
La sua vicenda fu presto tratteggiata dal gesuita padre Josef Kunz, educatore in Seminario, nel libro “Unser Bernhard” (“Il nostro Bernhard”), pubblicato nel 1947, ma avrebbe potuto correre il rischio di essere dimenticata: dopotutto, il ragazzo era morto nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, in Germania per giunta.
Nel dopoguerra, tuttavia, la diffusione della sua fama di santità crebbe, anche per mezzo di quella piccola biografia, e giunse alle autorità ecclesiastiche. Il vescovo di Ratisbona, monsignor Michael Buchberger, diede incarico d’iniziare a studiare la Causa, e, compiuti i debiti preparativi, intraprese il processo informativo il 14 luglio 1950 e lo concluse il 14 aprile 1951. Furono interrogati trentanove testimoni, inclusi otto compagni di Seminario e i medici che ebbero in cura il Servo di Dio.
Il 14 settembre 1952, alla presenza di oltre ventimila fedeli, fu effettuata la traslazione dei resti mortali all’interno della chiesa di Herrngiersdorf, mentre il Decreto super scriptis fu promulgato il 13 maggio 1956. Trent’anni dopo, il 21 marzo 1986, il processo inforfmativo fu dichiarato valido. Negli anni 1994-1995 si svolse un processo suppletivo, mentre dieci anni dopo, nel 2005, la Positio super virtutibus passò a Roma.
La Diocesi di Ratisbona, tra il 1944 e il 2002, ha ricevuto dodicimila attestazioni di grazie ricevute, fra le quali fu scelta una che venne sottoposta ad inchiesta diocesana, conclusa il 9 giugno 2007. Una Commissione teologica si riunì il 16 dicembre 2009: le conclusioni emerse portarono all’approvazione delle virtù eroiche
del seminarista il 2 aprile 2011.

Preghiera per la beatificazione del Venerabile Bernhard Lehner

Santissima Trinità, corona della santità,
tu susciti sempre nuovi santi nella tua Chiesa.
Ti preghiamo, concedi che il tuo servo Bernhard Lehner,
che ha compiuto coscienziosamente tutti i suoi doveri
nell’amore verso di te e verso il suo prossimo,
venga presto elevato agli onori degli altari,
affinché tutti i fedeli, soprattutto i bambini e i giovani,
trovino in lui un modello di vita cristiana
e, mediante la sua intercessione,
tu sia sempre esaltato, o Dio onnipotente,
che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto il 2012-07-13

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