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Servo di Dio Giuseppe Massone Terziario francescano

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Varazze, Savona, 11 settembre 1910 12 novembre 1998

Giuseppe Massone nacque nel 1910 a Varazze (Savona) da famiglia profondamente cattolica. Durante gli anni degli studi universitari si allontanò dalla fede fino a dichiararsi non credente. Laureando in medicina, fu testimone dell'inspiegabile guarigione della sorella maggiore avvenuta a Lourdes durante un pellegrinaggio. Il fatto produsse in lui un profondo turbamento interiore e lo portò ad una conversione lucida e radicale che cambiò la sua vita. Durante il periodo post bellico si prodigò per la ricostruzione politica e sociale della sua città tenendo alti i valori democratici cristiani. Dal 1951 al 1954 fu Consigliere Provinciale. Nello stesso anno ricevette l'aggregazione spirituale all'Ordine Carmelitano Scalzo offertagli da padre Anastasio Ballestrero. Nel 1960 prese i voti di castità, povertà e ubbidienza del Terzo Ordine Francescano Secolare ai quali rimase fedele per tutta la vita.



Pediatra neonatologo, medico condotto e poi di famiglia, Giuseppe Massone svolse la sua professione come una missione alla quale dedicare tutto. Nel suo prossimo sofferente vedeva il Cristo così come nell'impronta della Sindone, che tanto aveva studiato e meditato, vedeva la sofferenza umana di Gesù crocifisso (la Via Crucis da lui meditata sulla sacra Sindone è depositata, insieme ad altri suoi studi, al museo della Sindone di Torino).
Il suo impegno verso i fratelli andava oltre la sfera professionale ed abbracciava gli ambiti sociali, politici e religiosi del suo paese natale, il posto dove il Signore lo aveva chiamato ad operare.
Strenuo operatore di pace si distinse in questo anche nei difficili momenti del dopoguerra (fu tra i fondatori del C.N.L. Varazzino). Su di lui l'on. Carlo Russo testimonierà: "Egli godeva di grande prestigio, gli volevano bene perché aveva sempre aiutato tutti, senza distinzione. Anche chi aveva idee profondamente diverse nutriva molto rispetto per lui e questo valse al dott. Massone la possibilità di salvare molte vite...". A termine del mandato di consigliere provinciale (1951-1954) aveva rinunciato ad ulteriori cariche politiche per dedicarsi totalmente alla sua missione di medico.
Aveva un concetto di etica politica molto elevato e, nei suoi ultimi anni, tentò di creare un coordinamento dei cattolici, pur operanti in differenti forze politiche, per la salvaguardia dei valori e dei principi cristiani.
In Varazze nel 1950 fondò la sede locale dell'A.V.I.S. (Associazione Volontari Italiani Sangue) per la quale nel 1953 brevettò un apparecchio per l'emotrasfusione diretta senza contatto tra sangue del donatore e del ricevente. Fu fautore della fondazione delle sedi locali della C.R.I., A.V.O., Opera San Vincenzo, U.N.I.T.A.L.S.I.
Agli inizi del 1950 aiutò don Luigi Monza (proclamato Beato nel 2006) ad aprire in Varazze una sezione dell'Istituto "La Nostra Famiglia" per la rieducazione di bambini neurolesi e spastici, offrendo anche un prezioso aiuto alle Piccole Apostole della Carità che vi operavano. Per anni guidò anche il "Gruppo Amici della Nostra Famiglia" che sosteneva i genitori dei piccoli ricoverati.
Lavorò a lungo per il Consultorio famigliare all'interno del C.I.F. (Centro Italiano Femminile) per il quale, da tenace difensore della vita quale era, si impegnò in studi approfonditi sulla paternità e maternità responsabile, elaborando anche corsi di formazione per coppie di giovani sposi.
Fu consigliere (1957-1964) e poi presidente per due mandati dell'Associazione Medici Cattolici savonese (1965-1971).
Sostenne nella loro opera le suore "Figlie di Gesù Buon Pastore" della Comunità d'Accoglienza con sede in Varazze, che di lui hanno scritto: "… sapeva aiutare le nostre ragazze a riscoprire il senso profondo della loro esistenza. Il suo modo di essere medico era la conseguenza di una precisa scelta di vita che sapeva conciliare la sua spiritualità con una operatività che metteva completamente a servizio del prossimo, soprattutto di quello che ha più bisogno di amare e di essere amato nel modo giusto, senza interessi e senza mistificazioni…".
Studioso e devoto del beato Jacopo da Varagine e di santa Caterina da Siena (patrona di Varazze), attraverso i quali ebbe uno stretto legame con i Domenicani, fondò il Centro Studi Beato Jacopo e la sede locale dell'Associazione dei Caterinati, nata a Siena per volontà di monsignor Mario Ismaele Castellano.
Francescano secolare e affiliato all'Ordine Carmelitano, fu responsabile medico della colonia estiva dei Cappuccini di Domodossola, dell'opera di padre Umile di Genova e dei seminari carmelitani, salesiani e diocesani.
Fu fabbriciere di una Parrocchia di frazione dove si prese cura di far restaurare totalmente la Chiesa.
Non fu solo uno stimato medico, ottimo diagnosta, ma anche un confidente e fidato consigliere. Medico dei corpi e delle anime, come ancora oggi viene ricordato con venerazione da chi ha potuto usufruire della sua competenza e generosità. Per tutti aveva parole di Speranza. Morì in odore di santità. I sacerdoti che nel periodo terminale della sua malattia gli portavano l'Eucarestia ricordano con quale fervore la ricevesse. Durante l'ultima santa Comunione espresse con trasporto il suo desiderio di unirsi a Gesù usando le parole di san Paolo: "Cupio dissolvi et esse cum Christo".
Dopo un periodo di inumazione in terra, voluta per spirito di umiltà, ora riposa nella Cappella cimiteriale varazzina dei frati Cappuccini che lo hanno accolto come confratello.
Nel 2006 la Diocesi di Savona guidata da monsignor Domenico Calcagno lo nominò "Laico Cristiano esemplare del '900" e lo presentò al Convegno Ecclesiale di Verona quale suo rappresentante. Riconosciuto ora Servo di Dio, l'attuale vescovo savonese monsignor Vittorio Lupi ha posto il Nulla Osta sulla preghiera per chiedere grazie per sua intercessione.
Varazze lo ricorda sempre con riconoscenza e, se in vita lo conobbe schivo di encomi e onorificenze, nel 2003 gli dedicò una piazza con una celebrazione solenne, alla presenza di autorità civili e religiose. Nel 2010 una nuova Amministrazione Comunale intitolò a suo nome le Scuole Primarie della città. Sempre nel 2010 la frazione Faje alla quale aveva donato tanto tempo e tanta cura gli dedicò una targa di riconoscenza. Sono state raccolte oltre un centinaio di testimonianze scritte. Padre Florio Tessari, postulatore dei frati Cappuccini, raccoglie notizie su eventuali grazie ottenute.

PREGHIERA
O Signore, ti ringraziamo per averci dato il
tuo servo Giuseppe.
Egli, confidando nella materna intercessione
di Maria e uniformandosi all’amore di Gesù,
ha saputo lenire le sofferenze dei suoi fratelli
facendo risplendere il tuo amore paterno e la
tua misericordia; nell’abbandonarsi con fiducia
e fervore al mistero della morte, ci ha svelato
l’essenza stessa della Speranza cristiana.
Il suo esempio ci mostra come la santità possa
essere ordinariamente vissuta nel quotidiano,
divenendo mezzo di comunione eterna con te.
Per questo ti supplichiamo, se fosse per la
maggior tua gloria e per il bene delle anime di
glorificare il tuo servo Giuseppe Massone, di
concederci per sua intercessione la grazia che
ti chiediamo…
Amen.
 
Nulla Osta
+ Vittorio Lupi, Vescovo
 
(In caso di grazie ottenute per intercessione del
Servo di Dio Giuseppe Massone contattare:
padre Florio Tessari (postulatore ofm capp.) tel. 06.4620121)

Scritti:
-    Via Crucis meditata sulle impronte sindoniche (Sabatelli Editore);
-    Spunti di meditazione sulle sette parole di Gesù in croce (Sicor grafica);
-    Perizia medico-legale sulla Sindone di Torino (DVD).

Libri:
-    Giuseppe Massone - Laico cristiano esemplare del '900 (Paola Massone, ed. Elledici);
-    Giuseppe Massone - La carità di un medico (Paola Massone, ed. San Paolo);
-    Voci e volti di Liguria (Enzo Melillo, Capitolo 35);
-    Rivista di Ascetica e Mistica (Padre Alberto Viganò O.P., ed. Nerbini, anno 2010, n. 2, pag. 638).


Autore:
Paola Massone

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Aggiunto/modificato il 2012-02-08

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