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José Natividad Herrera y Delgado Fanciullo, martire

Testimoni

† San Juan de Lagos, Messico, 7 novembre 1926

Il 7 novembre 1926, a San Juan de Los Lagos, presso Jalisco in Messico, si svolse una manifestazione pacifica di protesta contro le leggi repressive in materia di libertà religiosa. Un bambino di circa sette anni, José Natividad Herrera y Delgado, fu sorpreso da alcuni soldati mentre giocava a biglie: fu ucciso perché non volle togliersi dal suo sombrero di paglia una striscia con la scritta «Viva Cristo Re».



Un venerando sacerdote di San Juan de los Lagos, Jalisco (Messico), conservava con cura, non molto tempo addietro, in un cofanetto, una semplice pallina di vetro come una cara reliquia, e a quanti la mostrava raccontava – non senza emozionarsi – la seguente storia.
Nei primi giorni del conflitto che insanguinò il Messico, nel paesino di San Juan si organizzò una massiccia protesta con striscioni ed acclamazioni: una manifestazione pacifica, ma allo stesso tempo ardente e marcata di profondo sdegno, contro le violenze e gli abusi perpetrati dai persecutori della Chiesa Messicana. Uomini e donne sfilavano per le vie del paese esibendo ciascuno cartelli recanti precise dichiarazioni di protesta, e non mancavano quanti – soprattutto tra i fanciulli – recavano sui loro cappelli o sul petto strisce con impressa la dichiarazione di fede dei cattolici messicani: «Viva Cristo Re!».
All’entusiasmo generale aveva preso parte anche un fanciullo sui 7 anni di età, Josè Natividad, della famiglia Herrera. Anch’egli esibiva sul cappello di fibre l’acclamazione scritta «Viva Cristo Re!». La suddetta manifestazione terminò, con soddisfazione dei partecipanti, in un clima di apparente tranquillità, anche se gli sguardi torvi e malevoli dei rivoluzionari li stavano osservando a distanza...
Il suddetto bambino – Josè Natividad –, anch’egli contento e soddisfatto, al termine della manifestazione, era tornato alle normali occupazioni proprie dei fanciulli: giocare assieme ai propri coetanei. Stava giocando in un angolo con delle palline di vetro, sotto gli sguardi compiaciuti e alquanto distratti del papà, seduto non molto lontano da lì.
Ad un tratto delle persone armate passarono per la stessa strada e, se poco prima non avevano avuto il coraggio di affrontare la folla dei manifestanti, nel vedere il bambino che ancora mostrava sul cappellino la scritta “incriminata”, vollero far mostra proprio lì di un coraggio che non c’era...
Uno di loro, un possibile comandante, si fece avanti e, con sdegnoso cipiglio, si rivolse al piccolo Josè, apostrofandolo: «Moccioso, togliti quella scritta!».
«Che me la tolga? Giammai – rispose, intrepido, il fanciullo –. Viva Cristo Re!».
«Se non te la togli – replicò minaccioso l’ufficiale – ti fucileremo».
Il padre del bambino, allora, si avvicinò rapidamente per sapere che cosa stesse suc­­cedendo. Quan­do capì la situazione, considerando la posizione delicata e il pericolo in cui era venuto a trovarsi il figlioletto, con una certa confusione lo pregò: «Figlio, toglitela, in fondo lo ordina l’autorità...».
A quelle parole il fanciullo si rizzò in piedi visibilmente meravigliato, perché mai aveva notato in suo padre una simile debolezza, e rispose: «Ma, papà, togliermela? Non ricordi che la mamma davanti a te mi disse che non dovevo farmela togliere da nessuno? No, non me la tolgo!».
Il “gran soldato” per tutta risposta imbracciò il fucile e scaricò un colpo sul petto innocente del piccolo eroe Josè Natividad, lasciandolo morto sotto gli occhi esterrefatti del suo papà.
Al povero padre, sconsolato e con gli occhi inondati di lacrime, non restò che sollevare dalla fredda terra quel corpicino esanime del piccolo per portarlo a casa.
Dal petto squarciato del bambino scorreva un rivolo di sangue, mentre con la manina innocente stringeva ancora quella pallina di vetro che il sacerdote conservava gelosamente, come una preziosa reliquia, in ricordo di quell’“angioletto” che seppe morire coraggiosamente per Cristo Re.


Autore:
Ruperto Santamaria R.


Fonte:
Il Settimanale di Padre Pio

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Aggiunto/modificato il 2012-03-13

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