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Beato Gaspare (Mikel) Suma Sacerdote francescano, martire

16 aprile

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Scutari, Albania, 22 marzo 1897 16 aprile 1950

Padre Gaspër Palaj, al secolo Mikel, proveniva da una famiglia cattolica albanese, famosa per il suo forte legame con la fede e con la patria. Il suo nome religioso, infatti, era lo stesso del padre, fucilato come patriota. Odiato dal regime comunista proprio per questo suo vincolo familiare, venne incarcerato perché aveva invitato, nella sua predicazione, a disertare le riunioni comuniste. Morì per le privazioni subite il 16 aprile 1950, in carcere, a Scutari. Compreso nell’elenco dei 38 martiri albanesi, di cui fanno parte altri sei frati e un vescovo francescani, è stato beatificato il 5 novembre 2016 a Scutari.



Nato a Scutari il 5 luglio 1887, fu battezzato con il nome di Mikel. Suo padre si chiamava Gaspër e mori fucilato per vicende socio-politiche. La madre si chiamava Rosa Shiroka. In famiglia erano 4 figli: 3 maschi e una femmina che fu suora servita, suor Geltrude, vissuta nei conventi di Valona, Tirana e Elbasan. Quanto ai fratelli, Angelino morì a Parigi nel 1938, mentre Guglielmo venne fucilato l'11 marzo 1948.
A 11 anni Mikel andò in collegio a Graz, in Austria, per proseguire gli studi. Fu consacrato sacerdote a Voltri, in provincia di Genova, il 31 luglio 1921. Come religioso dei Frati Minori, assunse il nome di padre Gaspër, in onore del suo genitore.
Fu insegnante nel collegio francescano di Scutari e parroco a Theth, Brigje te Hotit, Gomsiqe e in altri villaggi. In seguito divenne guardiano del convento di Scutari e cappellano delle suore Stimmatine.
Arrestato nell'aprile 1947 a Brigje, vicino al confine slavo, venne imprigionato con altri frati nel convento di Scutari. Fu trasferito poi nella prigione di Stato, vicino al comitato (oggi prefettura) di Scutari. L’accusa con cui fu processato, nel 1948, fu quella di aver invitato, nella sua predicazione, a dissertare le scuole atee e le riunioni del regime comunista.
Dopo tre anni di carcere duro, per quindici giorni fu ricoverato in ospedale. Prima dell’arresto era alto 1,90 cm e godeva di buona salute: in seguito alle sofferenze e alle privazioni era divenuto curvo e smagrito. Chi andava a visitarlo in carcere non poteva vederlo o avvicinarlo direttamente, ma passargli il necessario tramite le guardie.
Padre Gasper morì in carcere il 16 aprile 1950. Nella stanza dov’erano ammassati gli altri preti e frati detenuti con lui, c’era anche il futuro cardinal Mikel Koliqi. I prigionieri sopravvissuti hanno testimoniato che il frate era tanto deperito da essere irriconoscibile.
L’Ordine dei Frati Minori ha dato altri martiri alla Chiesa in Albania: molti di essi sono compresi nell’elenco dei 38 beatificati a Scutari il 5 novembre 2016. Precisamente, si tratta del vescovo di Durazzo monsignor Vinçenc Prennushi e dei padri Gjon Shllaku, Serafin Koda, Bernardin Palaj, Mati Prendushi, Cyprian Nika e Karl Serreqi.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto il 2016-10-20

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