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Beato Giusto Gil Pardo Religioso e martire

24 luglio

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Lukin (o L˙quin), Spagna, 18 ottobre 1910 - Pozuelo de Alarcon, Spagna, 24 luglio 1936

Beatificato il 17 dicembre 2011.



Nacque a Lukin (o Luquin), provincia di Navarra e diocesi di Pamplona – Tudela, il 18 Ottobre 1910.

Figlio di una famiglia molto numerosa, 11 fratelli, i suoi genitori Jesús e Vicenta, erano ardenti e retti cristiani. Alla morte di suo padre i vicini lo ricordavano così: “E’ morta la migliore persona del paese”.

Justo muove i primi passi della sua formazione cristiana e umana avvolto dal calore del focolare domestico e dalla collaborazione delle Figlie della Carità, che avevano un collegio nel luogo.

Durante la catechesi parrocchiale era esemplare e serviva sempre a Messa. A Lukin, paese molto piccolo, ci sono due chiese monumentali, una dedicata alla Vergine e l’altra al patrono del luogo San Martino. Con la scusa della Novena si celebravano molte messe in entrambe le chiese e Justo serviva a tutte.

In questo clima religioso, nacque spontanea la sua vocazione al sacerdozio. Pensava di entrare nel seminario diocesiano, ma desiderava anche essere missionario. Il prete di un paese vicino, D. José Mª Sola, lo indirizzò verso lo Scolasticato degli Oblati. Justo aveva allora circa 15 anni. Le tappe della sua formazione religiosa ed ecclesiastica saranno le stesse di altri due: Urnieta (Guipúzcoa), Las Arenas (Vizcaya) e Pozuelo (Madrid).

Fu ordinato Diacono a Madrid il 6 giugno 1936, alla fine del terzo anno di teologia, e aspettava l’ordinazione sacerdotale nel corso dell’anno seguente. Le sue sorelle gli stavano già confezionando i paramenti sacri. Suo fratello, Fra Pedro, un monaco benedettino a Laire, ci parla del sogno che sarebbe stato per Justo arrivare a questa ordinazione, sogno condiviso con tutti i suoi familiari.

Era un tale sogno [...] per tutta la famiglia, che in casa avevano già pronto il camice per l’ordinazione, camice che era stato confezionato da mia sorella con l’aiuto delle Figlie della Carità, e che dopo avremmo regalato alla parrocchia”.

Testimonianze

La devozione a Gesù Eucarestia e alla santissima Vergine, che aveva acquisito in famiglia, crebbe ancora durante i suoi anni di formazione religiosa. Il testimone J.M.V., Provinciale degli Oblati, ci comunica ciò che sentì a Lukin dalla labbra di una sorella di Justo: “Durante le vacanze tentava di ricomporre le possibili tensioni che c’erano in famiglia…Era molto devoto all’Eucarestia, alla quale cercava di non mancare un solo giorno”.

I suoi formatori riassumono la sua valutazione in due frasi: “Impressione generale molto buona, con ogni speranza sarà un buon religioso e uno zelante missionario”.

Martirio

Il 22 luglio 1936, Julio venne arrestato insieme a tutti i membri della Comunità Oblata di Pozuelo e fatto prigioniero nel suo stesso convento. Due giorni dopo viene condotto alla Direzione Generale di Sicurezza di Madrid e messo in libertà il giorno seguente. Vive in clandestinità, rifugiandosi in diverse case. Grazie al suo fratello benedettino sappiamo qualcosa riguardo al suo andirivieni per quella Madrid agitata e ostile verso tutti i religiosi. C’era da proteggersi e Justo si ripara presso un fratello che vive al numero 7 di Travesía del Horno de la Mata. Leggiamo il racconto di Pedro:

“Mio fratello andò a casa di nostro fratello Raimundo. Rimase nascosto là per nove giorni, fino a quando i commenti del vicinato non rischiarono di mettere in pericolo tanto la vita di Justo quanto quella di nostro fratello e di sua moglie Teresa. Per questo motivo Teresa accompagnò mio fratello Justo alla casa provinciale degli Oblati, dove lo accolsero, e dove restò fino al giorno seguente, quando si trasferì presso una pensione i cui proprietari erano conoscenti di Raimundo. Mio fratello Justo conosceva già questa pensione perchè dava lezioni di musica a uno dei figli dei proprietari. Rimase lì per due mesi e mezzo: dal 1 agosto al 15 ottobre 1936. Lo arrestarono in seguito ad una perquisizione generale e lo portarono al carcere Modelo”.

Lì nel carcere Modelo di Madrid si ritrovò con i suoi fratelli Oblati. Dopo un mese lo trasferirono al collegio degli Scolopi di San Antón, che era stato trasformato in una prigione. Questa fu la sua ultima dimora. Durante una delle “sacas” (rastrellamenti) della notte tra il 27 e il 28 novembre, Justo fece parte, insieme a molti dei suoi fratelli Oblati, della lista di coloro che, con la scusa che sarebbero stati messi in libertà, furono portati a Paracuellos del Jarama per essere uccisi.


Fonte:
www.martiripozuelo.wordpress.com

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Aggiunto il 2012-08-12

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