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Beato Giovanni Antonio Perez Mayo Sacerdote e martire

24 luglio

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Santa Marina del Rey, Spagna, 18 novembre 1907 - Pozuelo de Alarcon, Spagna, 24 luglio 1936

Beatificato il 17 dicembre 2011.



Nacque il 18 novembre 1907 a Sant Marina del Rey, provincia di León e diocesi di Astorga, e venne battezzato il 23 dello stesso mese. Fece la sua professione religiosa il 15  agosto 1927 nel noviziato di Urnieta. Il 26 giugno 1932 fu ordinato sacerdote a Roma. Divenne Dottore in Filosofia e laureato in Teologia. Nel 1934 fu destinato alla  Comunità di Las Arenas (Vizcaya). L’anno successivo, 1935, fu inviato allo Scolasticato di Pozuelo come Professore di Filosofia. Il 22 luglio 1936 fu arrestato con tutti i suoi fratelli di Comunità e fatto prigioniero nello stesso Convento. Due giorni più tardi, all’alba del 24 luglio, venne fatto uscire dallo stesso Convento con altri sei Oblati, tutti studenti, e col laico Cándido Castán San José e fu martirizzato quello stesso giorno a Casa de Campo, luogo situato tra Pozuelo de Alarcón e Madrid. Aveva 29 anni.

Testimonianze

Sono nipote carnale, per linea paterna, del Servo di Dio Juan Antonio Pérez Mayo. La conoscenza che possiedo è di riferimento per l’esperienza che ho avuto nella famiglia e anche per il rapporto che ho avuto con gli Oblati, congregazione in cui sono stato qualche tempo.

I genitori  del Servo di Dio erano Modesto Pérez e Beatriz Mayo. La loro condizione religiosa era di cattolici praticanti e di retta condotta morale. Conobbi entrambi personalmente.  La famiglia era composta, oltre che dai genitori, da sette fratelli. Tomás, che è mio padre, è l’unico superstite dei fratelli.

Il Servo di Dio era, da bambino, “Tarsicio”. I “Tarsicios” erano una associazione religiosa che inculcava nei bambini la pratica della comunione e confessione frequente. Nella famiglia risaltava la preghiera giornaliera del Rosario. A 14 anni entrò a fare parte dell’ Adorazione Notturna.

Verso i 14 anni, il Servo di Dio manifestò il desiderio di diventare missionario oblato. Il motivo per cui voleva diventare oblato custodisce la  relazione con un oblato di un paese vicino. Intendo dire che assisteva  a delle lezioni private che gli dava il sacerdote del paese per entrare nel Seminario Minore degli Oblati. Era un ragazzo molto studioso e di una intelligenza brillante.

Quando andava in vacanza al paese si recava giornalmente a messa, dando la comunione, aiutando; nel pomeriggio partecipava anche al Rosario e aiutava i suoi genitori nei lavori della campagna.

Una volta terminato il Noviziato, lo inviarono a Roma perché seguisse gli studi di Filosofia e Teologia.  Si distingueva per la devozione alla Madonna, che è una delle caratteristiche della spiritualità dei Missionari  Oblati. A proposito di ciò,  in concreto, conservo una sua poesia  dedicata alla Santissima Vergine e che consegnai alla Postulazione.

Seguì gli studi di Filosofia e Teologia presso l’ “Angelicum” di Roma. So che venne ordinato sacerdote nella stessa città nel 1930. Il primo ministero sacerdotale che ebbe mio zio fu la predicazione, per la quale fu inviato a Las Arenas, vicino a Bilbao.

Nel 1935 fu destinato a Pozuelo come professore di Filosofia. Il ricordo che è rimasto di lui in quel corso è quello di una persona tenace nel lavoro; preparava le lezioni con molta dedizione.  Il Servo di Dio era convinto che  tutte  le persecuzioni avevano la loro base nell’ odio contro la Fede Cristiana, e, perciò, è logico dedurre che accettò la sua morte a causa dell’ odio alla Fede Cristiana.

È  opinione di molta gente, soprattutto della gente semplice del paese che lo conobbe e che si informò della sua morte, così come dei suoi compagni Oblati, che morì martire della religione cattolica.

In famiglia sono dell’ opinione che morì da martire e aveva l’illusione che qualche altro membro della famiglia occupasse il posto che lui lasciò tra gli Oblati. Questa fama di martirio si manifestava nel fatto che la gente credeva che la sua morte fu dovuta alla fede che professava.

Mio padre lo invocava con frequenza e già ho dichiarato che nella famiglia lo si venera come martire. Io, personalmente, lo considero martire giacché non c’è altro motivo per la sua morte.


Autore:
Pedro Antonio Pérez Rueda


Fonte:
www.martiripozuelo.wordpress.com

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Aggiunto/modificato il 2012-08-12

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