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> Home > Sezione Servi di Dio > Serva di Dio Margherita Maria (Antonietta) Guaini Condividi su Facebook Twitter

Serva di Dio Margherita Maria (Antonietta) Guaini Fondatrice

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Ceto, Brescia, 21 novembre 1902 - Varallo Sesia, Vercelli, 2 marzo 1994

Margherita Maria Guaini, al secolo Alice Antonia, detta Antonietta, nacque a Ceto in Valcamonica il 21 novembre 1902. Provata dalla scomparsa della madre, s’interrogò a lungo su come rispondere alla divina chiamata. Per dodici anni fu fra le Ancelle della Carità di Brescia. Dopo aver riconosciuto di dover donare totalmente la sua vita per i sacerdoti, entrò tra le monache Visitandine di Brescia. Sette anni dopo lasciò il convento, sentendosi ispirata a fondare una Congregazione per sostenere spiritualmente i sacerdoti e accrescere nei fedeli la consapevolezza del valore della Santa Messa e del sacerdozio comune dei fedeli. Lungo vari anni sorsero così la Congregazione delle Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote, l’Associazione sacerdotale Missionari di Gesù Eterno Sacerdote e il Movimento Apostolico Nuovi (MAN). Madre Guaini si è spenta a Varallo Sesia, nella Casa Madre delle Missionarie, il 2 marzo 1994. La fase diocesana del suo processo di beatificazione si è svolta a Novara dal 29 aprile 2011 al 7 maggio 2016. I suoi resti mortali riposano, dal 27 aprile 2002, sotto l’altare del Sacro Cuore del Santuario della Madonna delle Grazie a Varallo Sesia.



Infanzia e adolescenza
Il 21 novembre 1902 a Ceto, un paesino nella Valcamonica, in diocesi e provincia di Brescia, nacque la primogenita dei coniugi Battista Guaini ed Elisabetta Filippini. Lo stesso giorno, al fonte battesimale della chiesa parrocchiale, ricevette i nomi di Alice Antonia, ma fu meglio conosciuta come Antonietta. La famiglia si sostentava con il lavoro dei campi e affrontava le difficoltà traendo la propria gioia dalla partecipazione all’Eucaristia, domenicale per tutti, quotidiana per la madre e la piccola Antonietta.
La sua prima formazione religiosa venne proprio dalla madre e, a sua volta, la trasmise ai più piccoli di casa. Inoltre, non appena udiva suonare le campane della parrocchia, smetteva all’istante di giocare, afferrava gli zoccoli e correva a piedi nudi per partecipare alle funzioni religiose. Quanto alla formazione scolastica, frequentò solo la scuola elementare.

L’adolescenza
Nel 1912, su invito di un parente, la famiglia si trasferì a Gozzolina, frazione del comune di Castiglione delle Stiviere, presso Mantova, per cercare lavoro nel settore della lavorazione della seta. Antonietta, intanto, affinava la sua preparazione cristiana in vista della Prima Comunione e Cresima, che avvenne il 21 giugno 1914, nella parrocchia dei Santi Nazario e Celso a Castiglione delle Stiviere.
Imparò quindi a riconoscere la presenza del Signore sotto le sacre specie, ma anche nello splendore della natura. Allo stesso tempo, andava maturando un carattere pragmatico e attento alle necessità familiari, pur concedendosi alcuni svaghi, come andare a ballare. Si impegnò pure con un fidanzamento, ma non durò molto.

“Convertita” dallo sguardo della Madonna
Nel marzo 1919 mamma Elisabetta cadde malata e fu ricoverata in ospedale. Antonietta, messa alla prova, cominciò ad interrogarsi circa il volere di Dio su di lei, pur assistendo i suoi familiari. Il suo discernimento si chiarì in un giorno non precisato, intorno al 1922, quando si sentì “guardata” da un’immagine della Madonna del Rosario di Pompei, che si trovava in casa: da allora avvertì una sorta di trasformazione interiore, che identificò più tardi come sua “conversione”.

A Mantova, tra le Ancelle della Carità di Brescia
La madre morì il 5 marzo 1923, raccomandando ad Antonietta di fare da mamma ai fratelli e alle sorelle. La giovane provvide subito, cercando un lavoro per i fratelli più grandi e la sistemazione presso un collegio per le due sorelle minori. Ella stessa si mise alla ricerca di un’occupazione: fu infermiera prima a Castiglione, poi nell’ospedale dei bambini di Mantova. Il padre, poco dopo la morte della moglie, emigrò in Argentina col figlio Giovanni, al fine di contribuire meglio al mantenimento della numerosa prole.
A Mantova, la giovane Antonietta conobbe le suore Ancelle della Carità di Brescia, fondate da santa Maria Crocifissa Di Rosa. A poco a poco, iniziò a pensare che fosse destinata a unirsi a loro, aiutata in tal senso dal suo direttore spirituale, il gesuita padre Zanetti. Il 7 agosto 1925, quindi, fece il suo ingresso tra le Ancelle della Carità. Dopo quattro anni, al termine del noviziato canonico, il 3 settembre 1929, emise la prima professione e assunse, in memoria di sua mamma, il nuovo nome di suor Elisa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria. Il 19 novembre 1932, invece, fu il giorno della sua professione perpetua. Nel 1935 conseguì il diploma di Infermiera professionale, grazie al quale esercitò il suo apostolato in varie case dell’Istituto, fino ad arrivare alla casa di cura dei Fatebenefratelli a Brescia.

Prime intuizioni sulla sua vera missione
Fu in quel luogo che iniziò a manifestarsi il vero volere di Dio su di lei. Il 19 luglio 1937, mentre meditava in cappella sull’apostolato di san Vincenzo de’ Paoli, chiese al Signore di poter fare del bene alle anime come lui. Ella percepì nel suo cuore una voce soprannaturale che le rispose: «Sì, anche tu farai del bene come san Vincenzo de’ Paoli, attraverso il mio Sangue».
La modalità concreta le si fece più chiara quando venne a sapere che, in Emilia Romagna, un numero consistente di sacerdoti aveva lasciato il ministero. Le parve che ci fosse un solo modo per riparare a tanto male: ritirarsi in un monastero di clausura, dove vivere, immolandosi per quelli che, pur non conoscendoli personalmente, chiamava “i miei preti”.

Monaca visitandina
Aiutata da monsignor Ernesto Pasini, Vicario moniale della diocesi, si orientò al monastero della Visitazione di Santa Maria a Brescia. Ottenuto il permesso di uscire dalle Ancelle, il 1° marzo 1938 entrò in Monastero. Il 25 marzo seguente, con la vestizione, ebbe il nome di suor Margherita Maria, mentre il 12 aprile 1939 emise i voti solenni.
Esercitò per due anni il compito d'infermiera, ma incontrò non poche difficoltà: il suo carattere espansivo, soprattutto per quanto concerneva le sue intuizioni spirituali, mal si conciliava con la regola visitandina, che esclude qualsiasi relazione personale fra le suore. L’assillo interiore continuava, soprattutto perché avvertiva interiormente che il Signore la chiamava a consacrare se stessa al bene della Chiesa e alla santificazione dei sacerdoti.

Un discernimento lungo e sofferto
Iniziò allora un lungo e sofferto discernimento, chiedendo aiuto, per capire come attuare l’opera cui si sentiva portata, al proprio confessore e al vicerettore del Seminario di Brescia, monsignor Carlo Dal Pozzo.
L’occasione per intraprendere quel nuovo cammino avvenne il 2 marzo 1945, quando un bombardamento distrusse quasi completamente il monastero. La comunità fu invitata a sfollare in un convento, nel paesino di Bedizzole, o in famiglia fino alla ricostruzione del Monastero. Suor Margherita Maria non vi andò, perché aveva già inoltrato in Curia, con i debiti permessi, la domanda per ottenere l’esclaustrazione formale e iniziare l'opera a cui si sentiva ispirata; fu accolta per alcuni mesi dal fratello Placido.
Dopo un incontro con monsignor Luigi Zenucchini, che era da vari anni Confessore alla Visitazione, e parroco di Rovato, vicino a Brescia, e che aveva avuto modo di conoscerla, accettò l'invito di occuparsi di “Casa San Carlo”, un Orfanotrofio per le vittime della guerra che stava fondando.
Dopo qualche tempo, arrivò il decreto di esclaustrazione. Suor Margherita (desiderava ancora farsi chiamare così), lasciato l'abito delle Visitandine, vestiva un abito nero lungo, semplice, coprendo la testa con una sciarpa. Mentre prestava il suo servizio all’Orfanotrofio conobbe un benefattore, amico di monsignor Zenucchini, di Varenna presso Como, il professor Luigi Pirelli, che aveva fondato un’analoga iniziativa: l’Eremo Gaudio.
Sul finire dell’agosto del 1946, inoltre, suor Margherita poté incontrare monsignor Giovanni Battista Montini, in vacanza presso la sua famiglia, e gli espose il suo programma. «Quest’Opera manca nella Chiesa, bisogna portare nel mondo questo spirito di vita interiore che manca», commentò il futuro papa Paolo VI.
Il 16 gennaio 1947 ricevette l’assenso di una signorina che aveva avvicinato il 23 novembre dell’anno precedente, a Marone, Bianca Gorini. A Bianca si unirono altre giovani che dimorarono per alcuni mesi a Varenna.

Al Sud per l’avvio della nuova fondazione
Suor Margherita aveva nel frattempo preso contatti, mediante il professor Pirelli, con don Achille Fosco, parroco e Vicario foraneo di Rionero in Vulture. Il sacerdote, che dal 1929 aveva lasciato i Frati Minori Conventuali, aveva aperto un Orfanotrofio e stava impiantando la Pia Associazione dei Misericordiosi, dedita all’assistenza degli orfani nel paese di Rionero in Vulture, in Basilicata; tramite il professor Pirelli, cercava la collaborazione di alcune suore.
Il 25 marzo 1947 suor Margherita si diresse nel Sud, per conoscere don Fosco e l’opera. Le fu mostrato, come casa dove risiedere, un ex convento benedettino ad Atella, privo di ogni comodità e bisognoso di molti lavori: tuttavia, lei non si arrese, pensando alla povertà in cui nacque Gesù a Betlemme. L’8 maggio di quell’anno, festa della Madonna del Rosario di Pompei, iniziò la presenza ad Atella e Rionero con tre prime vocazioni: tre giorni dopo, l’11, don Fosco le presentò ufficialmente ai fedeli.
Il 25 luglio, il vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, monsignor Domenico Petroni, mandò a chiamare suor Margherita per chiederle la verità circa le privazioni che affrontavano in convento. Sinceratosi del fatto che lei e consorelle accettavano quello stile di vita per sostenere i Sacerdoti, fu ben lieto di presiedere, il 12 ottobre, alla vestizione delle prime otto suore, che furono chiamate Sorelle Misericordiose. Nella medesima circostanza fu riconosciuta e confermata dal Vescovo l’elezione a Superiora Generale di madre Margherita Maria Guaini.
Col tempo, madre Margherita Maria si rese conto che il suo ideale non corrispondeva alla finalità dell’Associazione di don Fosco, di carattere prevalentemente assistenziale, mentre lei sentiva di dover dar vita ad un Istituto, i cui membri offrissero con Gesù, Sacerdote e Vittima, la loro vita, nutrita di Adorazione Eucaristica quotidiana e di offerta per i Sacerdoti.
In una lettera del 16 settembre 1948, monsignor Petroni stabilì che lei e le suore disposte a seguirla sarebbero rimaste ad Atella, prendendo il nome, che la Madre desiderava, di Missionarie di Gesù Sacerdote, mentre le Sorelle Misericordiose avrebbero continuato sotto la guida di don Fosco, che nel 1953 rientrò nell’Ordine francescano e fu coadiuvato, nel governo dell’altra congregazione, da suor Francesca Semporini.

A Matera, poi a Novara
Alla fine del 1948 avviene il trasferimento della sede principale delle Missionarie in diocesi di Matera, accolte dall’Arcivescovo del luogo, monsignor Vincenzo Cavalla. La Madre, con le sue figlie, lavorò a Matera, sia presso il Convitto e la sede arcivescovile sia ai Cappuccini, dove le suore ebbero anche un cammino formativo, fino al 1953, rispettando le decisioni del Pastore e amandolo come Superiore.
In seguito ad alcune incomprensioni e per mantenere la finalità e l'unità della Famiglia religiosa che stava fondando, nell'estate del 1953 madre Guaini lasciò Matera per dirigersi a Novara. Ella, infatti, era stata indirizzata a rivolgersi a monsignor Gilla Vincenzo Gremigni, che aveva conosciuto a Roma e che apprezzava l’operato di alcune figlie di Madre Guaini, presenti nella diocesi di Novara sin dal 1947.
Fu assegnata alla Pia Associazione la Casa e la Chiesa Santuario Madonna delle Grazie, a Varallo Sesia. In attesa di una ristrutturazione del Convento, per renderlo agevole ed abitabile da Religiose, madre Margherita Maria con le Sorelle furono ospitate per alcuni mesi alla villa detta “Maracca”, sempre a Varallo, allora casa di proprietà dei Missionari della Consolata.

Approvazione diocesana e pontificia
Il 1° ottobre 1953 monsignor Gremigni sottoscrisse il Decreto di erezione canonica dell’Istituto Missionarie di Gesù Sacerdote e, due mesi dopo, iniziò il primo noviziato canonico. Finalmente, il 9 aprile 1954, le Missionarie si stabilirono nel Convento restaurato, diventato Casa Madre. Il 27 dicembre, le prime dodici Missionarie, compresa la Madre Fondatrice, emisero la Professione.
L’approvazione diocesana arrivò il 29 aprile 1964, con una modifica del nome: al titolo di Sacerdote attribuito a Gesù si accompagnava l’appellativo di “Eterno”, per evitare la confusione con altri Istituti omonimi.
Undici anni dopo, l’8 dicembre 1975, giunse il decreto, firmato da papa Paolo VI, con cui l’istituto diventava congregazione di diritto pontificio. La data anniversaria della fondazione, tuttavia, è da sempre considerata l’8 maggio. In seguito fu aperta la prima casa in terra di missione, precisamente ad Aiquile, in Bolivia, a cui seguirono negli anni nuove aperture in Filippine, Perù, Uruguay e India.


Il Movimento Apostolico Nuovi
Come espressione della fecondità del proprio carisma, l’8 maggio 1976, a trent’anni dall’istituzione delle Suore Madre Margherita M. propone un cammino di spiritualità: il Movimento Apostolico “Nuovi”, aperto ai laici, uomini e donne, discepoli del Signore Gesù, perchè possano vivere meglio la loro vocazione battesimale in sintonia con il Sacrificio di Cristo.
All’origine del MAN sta la sua intuizione che riconosce nel Sacerdozio di Cristo un atteggiamento esemplare che può essere partecipato ed assunto da tutti coloro che accettano di incontrarsi con Cristo, diventando in Lui creature nuove. Cristo ha immesso nella nostra storia questa possibilità con il sacrificio della Nuova ed Eterna Alleanza, offrendo per amore la sua vita nell’obbedienza al Padre e donando all’uomo, la capacità di aprirsi nella pazienza e nella misericordia ad atteggiamenti di riconciliazione nell’amore a Dio e nel servizio ai fratelli.
I membri del MAN sono consapevoli di ricevere dall’Eucaristia la forza per testimoniare Dio e per santificare se stessi nella Comunità cristiana con la vita celibe o il matrimonio, la famiglia, la professione e le varie attività sociali.
Nota distintiva di questa spiritualità deve essere quella della gioia (cfr Fil  4,4-7) in una prospettiva pasquale di speranza.

I Missionari di Gesù Eterno Sacerdote
Nella preghiera e nella riflessione, madre Guaini aveva sempre in animo la fondazione anche del ramo maschile, composto da sacerdoti che vivessero la fraternità sacerdotale e il sostegno ai confratelli. Ebbe vita in Italia l’OMGES (Opera Missionari di Gesù Eterno Sacerdote), ma per breve periodo. Solo nel 2003 a Cochabamba, in Bolivia, fu approvata l'Associazione Missionari di Gesù Eterno Sacerdote, ramo maschile di Religiosi che vivono il Carisma dell'Istituto.

La morte di madre Guaini
Dopo aver rinunciato al governo della Congregazione nel 1990, madre Guaini, vivendo in Casa Madre, attendeva alla preghiera, all'esortazione spirituale delle sue figlie, in attesa del momento di incontrare il Signore. Quel giorno fu il 2 marzo 1994, alle 15:37.
Tre giorni dopo, nel Santuario della Madonna delle Grazie a Varallo, si svolsero le solenni esequie, presiedute dal cardinal Ugo Poletti, Vicario del Papa in Roma, con partecipazione anche di Sua Eminenza il Card. Eduardo Martinez Somalo e di altri Vescovi e Sacerdoti.
I resti mortali della Madre Fondatrice, inizialmente sepolti presso il cimitero di Varallo, riposano dal 27 aprile 2002 sotto l’altare del Sacro Cuore del già menzionato Santuario.

Il processo di beatificazione
Sabato 29 aprile 2011, monsignor Renato Corti, vescovo di Novara, ha aperto la fase diocesana del processo canonico circa le virtù eroiche di madre Margherita Maria Guaini, diventata quindi Serva di Dio. Il suo successore, monsignor Franco Giulio Brambilla, ha concluso l’inchiesta sabato 7 maggio 2016. Il 17 Maggio dello stesso anno la documentazione relativa alla procedura o “Positio”, è stata consegnata alla Congregazione per le Cause dei Santi presso la Santa Sede, per l’esame della Commissione Teologica e la sessione dei Cardinali, dalla quale si attende il decreto di Venerabile e la pronta Beatificazione.

Il carisma di madre Margherita Maria Guaini oggi
Le Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote, presenti oggi in Italia, America Latina, Filippine e India, insieme ai Fratelli Missionari e ai membri del MAN, si sentono chiamati in maniera ancora più speciale a vivere l’eredità spirituale della Fondatrice: adorare Cristo Sacerdote Eterno, valorizzare il Suo Sacrificio che si rinnova sugli altari del mondo, adorare la sua presenza nell'Eucaristia, far crescere nel popolo di Dio il rispetto e l’amore verso il Mistero Eucaristico, i Sacerdoti e verso il Papa; far conoscere la dignità del Sacerdozio Battesimale, collaborare con la Chiesa nell'evangelizzazione e nel ministero della carità.

Preghiera
O Santissima Trinità, Dio di eterna misericordia, Ti adoriamo e Ti benediciamo per aver tanto amato il mondo da sacrificare per noi il tuo Unico Figlio, Gesù.
Ti ringraziamo per aver rivelato alla tua Serva Madre Margherita Maria Guaini il valore redentivo del Sangue che Gesù ha sparso per la salvezza del mondo; per averci dato in Lei un’innamorata di Gesù Sacerdote e Vittima nell’Eucaristia; un’anima profondamente consapevole del valore del sacerdozio battesimale, e generosa nell’offrire la sua vita per il Papa, la Chiesa e la santificazione dei Sacerdoti.
Per intercessione di Madre Margherita Maria che, sempre unita a Maria Santissima, ha adorato il Sangue di Cristo per il bene dei Sacerdoti e dell’umanità, concedi ora a noi la grazia che umilmente Ti chiediamo…
(esprimere la grazia desiderata)
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.
Madre Margherita Maria Guaini, prega per noi.

Con approvazione ecclesiastica
Monsignor Renato Corti – Vescovo di Novara


Contatti:
Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote – Casa Madre
Convento Madonna delle Grazie
piazza Gaudenzio Ferrari 6
13019 Varallo Sesia (VC)
smges.archiviostorico@gmail.com


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto il 2016-07-06

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